4 NOVEMBRE 1918

 

 

 

Il 4 novembre del 1918, 100 anni fà, le bandiere italiane sventolarono su Trento e Trieste al termine di quella guerra, l’unica che l’Italia vinse ma che fu una vera carneficina. Benedetto XV l’aveva presagita come l’inutile stragee aveva cercato infinite volte, prima e durante la guerra, di porsi come strumento di pace, perchè quei problemi nazionalistici si risolvessero con i negoziati. Quando si accorse di non essere riuscito neanche a evitare che l’Italia entrasse in guerra, il 24 Maggio del 1915, fece allora di tutto per ridurre gli effetti devastanti del conflitto. Volle tutta la Chiesa gettata in un’opera umanitaria di soccorso e di beneficienza. Lo stesso Sant’Annibale inviò le sue Suore al fronte per soccorrere i soldati ed uno dei primi Rogazionisti perse la vita durante il conflitto. Benedetto XV fu soprannominato “il Samaritano d’Europa”. Impressionato dal gran numero di morti, fece quel decreto del 10 Agosto 1915 – decreto tuttora valido – con cui diede la possibilità ad ogni sacerdote di celebrare il 2 novembre 3 Messe per i defunti. Nel 1917 fece inserire nelle Litanie Lauretane, il titolo di “Regina della Pace” e, per la Notte di Natale di quell’anno, chiese una tregua di 24 ore perchè doveva nascere il “Principe della pace”. Il numero dei morti della Prima Guerra mondiale fu impressionante: una vera carneficina e moltissimi senza nome e senza volto. A ricordo di ognuno di essi, è venerata notte e giorno la tomba del milite ignoto. Lo scorso anno dai ghiacci dell’Adamello è apparso un altro milite ignoto: ancora conservava gli scarponi e la divisa intatti. Questa volta però, grazie ai diari di guerra conservati, si scoprì che nella notte dell’ 8 novembre 1916 una tempesta di neve lo aveva sepolto e aveva impedito di recuperare il suo corpo. Così da questi documenti storici si è ricostruita la sua identità: Rodolfo Beretta, un giovane di 30 anni di un paesino della Brianza. Quanti giovani, come lui, sono andati e non sono tornati più: ricordiamoli oggi nel centenario della fine della 1^ Guerra Mondiale e Festa delle Forze Armate. Ricordiamo tutti quei giovani, costretti a dare la vita perchè il nostro Paese fosse migliore. Un poeta così scriveva del Milite ignoto:

“Fratello senza nome e senza volto….

le madri che non han più veduto tornare

il figlio come te caduto,

ne san dove l’han sepolto,

ti chiamano e rimangono in ascolto.

Oh, se mai la voce ti donasse Iddio

per dire, o madre, il figliol tuo son io”.

Il vostro Parroco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OTTAVARIO DEI DEFUNTI

E’ in corso l’Ottavario dei defunti ogni sera alle 19; iniziato il 1° novembre, terminerà il giorno 8. Potete consultare il libro con i nomi vicino al bronzo del Risorto.

 

 

 

 

 

ASSOCIAZIONE “VOGLIA DI VIVERE”

In questa domenica 4 novembre, al termine di ogni Messa ci sarà un brevissimo annuncio dell’Associazione “Voglia di vivere” che si occupa del disagio e del recupero giovanile. Fuori dalla chiesa li potrete incontrare e conoscere.

 

 

 

 

 

PREGHIERA PER I MALATI

Il primo lunedì del mese, 5 novembre, alle ore 18 si tiene in chiesa la preghiera di intercessione per i nostri malati, animata dalla Comunità di S. Egidio. Potete portare i nomi degli ammalati per i quali supplicare il Signore vivo nell’Eucaristia.

 

 

 

 

 

ADORAZIONE SERALE PER LE VOCAZIONI

Giovedì 8 novembre ci sarà l’adorazione comunitaria per le vocazioni dalle 21 alle 22. Così sarà ogni 1° giovedì del mese e gli altri giovedì dalle 18 alle 19.

 

 

 

 

 

PELLEGRINAGGIO ALLA BASILICA LATERANENSE

Venerdì 9 novembre ricorre la festa della Dedicazione della nostra Cattedrale di Roma: San Giovanni in Laterano che è chiesa madre di tutte le chiese del mondo, perché in essa vi è la Cattedra del Vescovo di Roma, il Papa. Perciò, andremo in pellegrinaggio pregando presso la Basilica di S.Giovanni, dove rinnoveremo la nostra fede. Si parte dal sagrato della chiesa alle 14,30. Tutti siamo invitati!

 

 

 

 

 

MINISTRANTI’S DAY

Domenica prossima, 11 novembre, celebreremo l’annuale Ministranti’s day: una giornata per far conoscere ai fanciulli e alle famiglie la vocazione del ministrante. Ci sarà la Liturgia animata alle 10.30 e di seguito nella Sala S. Annibale uno spettacolo ed un buffet. Tutto organizzato con gioia dalle famiglie dei ministranti.

 

 

 

 

SAN MARTINO

Domenica prossima, 11 novembre, è anche la festa di San Martino: siamo tutti invitati alla tradizionale “Castagnata di San Martino” alle ore 20 presso l’Oratorio in via Tuscolana, 165. Le castagne sono offerte dai catechisti: potete portare un dolce o un salato e una bibita o del vino novello. Buon San Martino a tutti!

 

 

 

 

Per vivere  l’Anno Eucaristico

 9/ Storia dell’Adorazione Eucaristica

 

“Non si può dire che quel mangiate e bevete abbia valore solo durante la celebrazione, terminata la quale quel pane e quel vino non hanno più nessun valore particolare. Un celebre passo di San Giustino che descrive la Messa, ci dice che terminata la celebrazione, l’Eucaristia viene portata agli assenti, senza limiti di tempo. L’archeologia e la pittura ci testimoniano le prime custodie eucaristiche: scatolette di avorio, di metallo da portare al collo per portarla ai malati, in viaggio. Nelle Costituzioni Apostoliche si legge alla fine della descrizione della Messa: «Dopo che tutti e tutte abbiano comunicato, i diaconi, raccolti i resti, li portino nel pastoforio», un luogo particolare per conservarla che possiamo considerare l’antenato del nostro tabernacolo. Lungi dall’essere confinata sull’altare, l’Eucaristia parte da lì, va nelle case dei fedeli, li segue nella loro vita quotidiana, nei loro viaggi, soprattutto nell’ultimo viaggio, il viatico. La fede cristiana non ha mai ritenuto l’Eucaristia un mero simbolo valido soltanto durante la celebrazione. Il passo dalla custodia alla venerazione, anche pubblica, è breve e anche comprensibile. Sono le controversie teologiche medievali sul modo della reale presenza del Signore nell’Eucaristia, sul senso e significato dei segni eucaristici (transustanziazione) che portano un rinnovamento della dottrina e della prassi ecclesiale. Si accentua con riti e preghiere la fede nella reale presenza del Signore nel pane e nel vino consacrati: processioni, benedizioni eucaristiche, la stessa festa del Corpus Domini (istituita nel 1264) celebrano questa Presenza. Nascono in questo periodo celebri preghiere che fanno parte anche oggi del patrimonio eucologico della chiesa: «adoro te devote» e «ave verum corpus» e «pange lingua»… Il concilio di Trento (1545-1563) respinge la dottrina protestante sulla Messa e sul suo significato, ribadendo il valore sacrificale della stessa e la reale presenza di Cristo negli elementi consacrati. Nell’800 si assiste ad un ulteriore sviluppo dell’adorazione con la fondazione di congregazioni eucaristiche, di congressi, unioni per l’adorazione notturna ecc… che si muovono nella prospettiva della riparazione delle offese al Signore presente, della consolazione al Signore nascosto nel tabernacolo (il Divin Prigioniero…). Agli inizi del secolo scorso san Pio X inizia un cammino di riunione tra la celebrazione e l’adorazione con i decreti sulla comunione frequente, sulla comunione ai bambini ecc. Questo cammino ha il suo punto più significativo nella Riforma liturgica del Concilio. Un documento di esso dice: «La conservazione delle sacre specie per gli infermi fece sorgere la lodevole abitudine di adorare questo cibo eucaristico, che è riposto nel tempio. E invero questo culto di Adorazione poggia su valida e solida base, soprattutto perchè la fede nella presenza reale del Signore conduce naturalmente alla manifestazione esterna e pubblica di quella fede medesima». Appaiono allora chiare le ragioni dell’Adorazione eucaristica come prolungamento della celebrazione-comunione eucaristica e che ad essa rimanda. Di conseguenza anche le modalità concrete dell’Adorazione devono servire a mettere bene in luce questa unità fra Celebrazione e Adorazione”.

                                  (Da un articolo di P. Giovanni Roncari, docente di Storia della Chiesa)

 

 

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