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parola del parroco

Cari Amici,

pensando alla mia mamma che mi ha lasciato da più di un mese, ho riflettuto in questi giorni a quando mi ha tenuto nel grembo: a quei nove mesi; ai tanti calci che da dentro le avrò dato; alle tante nausee che le avrò provocato (sono nato coi capelli rossi!); alle tante strette al cuore che avrà provato pensando a me; alla pancia che gonfiava; alle viti fiorite della vigna che lei guardava in campagna attendendo che maturasse il frutto (sono nato a fine settembre…). E potrei continuare ancora a perdermi in questi pensieri che mi riempiono il cuore di dolore, ma soprattutto di stupore…tanto che ripeterei col povero Giacomo “…e il naufragar m’è dolce in questo mar…”. Mamma mi raccontava che la sera prima che io nascessi, era stata in compagnia degli zii in casa, fino a oltre le 23, mangiando le noci mature di quei giorni, e nulla faceva presagire la mia nascita. Improvvisamente nel cuore della notte, sono arrivate le doglie e in un battibaleno alle 4 del mattino sono nato io: paffuto, rossiccio e sornione. Non le ho dato neanche il tempo di organizzarsi per andare in ospedale: sono nato in casa, aiutato dall’ostetrica che ogni volta mi decanta la bellezza di quel parto. Sono nato dunque in casa, adagiato nel letto accanto alla mamma, in quella stessa camera, (oggi sala da pranzo) dove abbiamo adagiato lei nel feretro in questo Natale 2017. La culla e la bara in uno stesso luogo…a raccontarmi qualcosa di nuovo in quest’anno…ad insegnarmelo forse per sempre: che ogni nascita è anche una morte, ma ogni morte è di sicuro una nascita. Ed è sempre la vita che trionfa. Così ha voluto il Creatore! Siamo nati e non moriremo mai, seppur molto di noi morirà un giorno. Me lo ha insegnato la strana nascita di Gesù di quest’anno … me lo ha insegnato quella strana “culla con le sbarre”… quella strana “mangiatoia sigillata”, in cui l’ho “vegliata”… in cui l’ho “atteso e vegliato”… quest’anno. Voglio vivere così, l’odierna Giornata della Vita … e condividerla con voi. Un abbraccio grande a tutti! W la Vita!

Pro life for ever…

P. Pasquale

 

 

 

 

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Vita della Parrocchia

 

 

 

4 febbraio: Celebriamo la Giornata della vita.

– Programma

Ore 10,30: S. Messa con benedizione delle mamme in attesa

Ore 11,30: Incontro – testimonianze nella Sala Sant’Annibale *

Ore 13,00: Pranzo condiviso nel salone S. Antonio

Ore 20,30: Proiezione del film “Piuma” nella sala Sant’Annibale

* Interverranno: la D.ssa Virginia Coda Nunziante, presidente della Marcia per la Vita; gli “universitari per la vita” e una famiglia che ha accolto una nuova vita grazie al nostro aiuto.

 

 

 

5 febbraio:

il nostro parroco dal Papa! Con gioia, vi annuncio che lunedì 5 febbraio concelebrerò la S. Messa col Papa a Santa Marta. E’ un regalo che è stato fatto a noi parroci di nuova nomina dal Vicario generale, mons. Angelo De Donatis. Cari parrocchiani, vi porterò con me nella preghiera dinanzi al Vicario di Cristo. P. Pasquale

 

 

 

8 febbraio: Festa di Carnevale.

Quest’anno la festa di Carnevale sarà il giovedì grasso e non il sabato grasso, dunque giovedì 8 febbraio dalle 18,00 in poi nel salone del 2° piano. La festa è per tutti i bambini della Parrocchia, animata dalle animatrici dell’oratorio parrocchiale, le MEV, insieme a “Salvotuttishow”. Ogni famiglia deve portare qualcosa da condividere (salati, dolci e sempre una bibita). Vi aspettiamo numerosi!

 

 

9 febbraio: …”Catechisti a ritiro”!

Dal 9 all’11 febbraio prossimo, tutti i catechisti e animatori della nostra Parrocchia, accompagnati dal Parroco, vivranno una tre-giorni di formazione e fraternità presso il monastero delle Agostiniane di Pennabilli (vicino S. Marino), dove per tanti anni abbiamo portato anche i nostri ragazzi per il Camposcuola estivo. Accompagnateci in preghiera.

 

 

 

 

11 febbraio: …Giornata mensile della Carita’.

La 2^ Domenica del mese è la Giornata che la nostra Parrocchia dedica al ricordo di quanti assistiamo tramite il Centro di Ascolto e la distribuzione dei pacchi alimentari. E’ un grande aiuto, quello che ci date ogni mese, portando gli alimenti non deperibili nella Cappella di Sant’Annibale, o deponendo un’offerta in denaro nell’apposita bussola. Fatelo anche Domenica prossima…grazie!….e grazie di quanto date sempre per i poveri. La nostra Parrocchia è molto generosa da questo punto di vista. Grazie a nome dei bisognosi che aiutiamo.

 

 

 

12 febbraio*: …Festa di Lourdes e Giornata del Malato.

– Programma:

Ore 18,00: Rosario meditato in onore della Madonna di Lourdes

Ore 19,00: S.Messa e sacramento dell’unzione (animata dalla Comunità di S. Egidio)

Ore 20,00: Processione “aux flambeau” e consegna del ricordino ai malati

* La celebrazione è trasferita dal giorno proprio che è l’11, memoria della Madonna di Lourdes e Giornata mondiale del malato, essendo Domenica. Chiediamo alle famiglie di portare alla celebrazione i propri anziani e malati, se sono in grado di venire.

 

 

 

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SANTA PROF!

 

 

C’è una sola persona che può continuare ad amare incondizionatamente chi le ha fatto del male e manco lo capisce. Una madre. Negli abissi della scuola italiana nuotano tante di queste sante laiche, che considerano i nostri figli come figli loro. Non vedendole, ci riduciamo a dubitare che esistano. Fino a quando un episodio di cronaca ne fa venire una a galla. Come definireste l’insegnante della provincia di Caserta capace di perdonare il ragazzo che le ha tagliato la faccia con un coltello, e di mormorare dispiaciuta «forse con lui abbiamo fallito»? Buonista no, perché il buonista afferma concetti nobili che non tradurrebbe mai in pratica, mentre la professoressa Franca Di Blasio ha trentadue punti di sutura che le brillano sul volto come una prova di coerenza e una medaglia al valore. Esaltata, allora? Forse, ma nel senso di posseduta da una missione. Chi, magari dopo averlo fatto scattare a vuoto troppe volte, si ritrova il cuore impastato di cinismo farà fatica a immaginare l’esistenza di qualcuno che crede ancora nell’utilità salvifica del proprio mestiere, al punto da vivere una coltellata come un fallimento. Quel ragazzo ha sfregiato la prof perché gli stava mettendo una nota, dopo che lui per due giorni di fila si era rifiutato di farsi interrogare, adducendo scuse da talamo coniugale: «Oggi ho mal di testa». Nemmeno adesso riesce a rendersi conto dell’enormità commessa: «Volevo soltanto farle un graffio». Soltanto un graffio voleva farle, povero caro.C’è una sola persona che può continuare ad amare incondizionatamente chi le ha fatto del male e manco lo capisce. Una madre. Negli abissi della scuola italiana nuotano tante di queste sante laiche, che considerano i nostri figli come figli loro. Non vedendole, ci riduciamo a dubitare che esistano. Fino a quando un episodio di cronaca ne fa venire una a galla.   (Corriere della Sera, “Il caffè” di Gramellini, 3 febbraio 2018)

 

 

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