In nome della Madre…

 

 

 

“Il bue ha muggito piano, l’asina ha sbatacchiato forte le orecchie. E’ stato un applauso di bestie il primo benvenuto al mondo di Ieshu, figlio mio. Non ho chiamato Iosef. Gli avevo promesso un figlio all’alba ed è ancora notte. Fino alla prima luce Ieshu è solamente mio. Fuori c’è il mondo, i padri, le leggi, gli eserciti, i registri in cui iscrivere il tuo nome, la circoncisione che ti darà l’appartenenza a un popolo. Fuori c’è odore di vino. Fuori c’è l’accampamento degli uomini. Qui dentro siamo solo noi, un calore di bestie ci avvolge e noi siamo al riparo dal mondo fino all’alba. Poi entreranno e tu non sarai più mio. Le voci dei pastori stanno cercando l’alba. Fuori c’è una città che si chiama Bet Lèhem, Casa di Pane. Tu sei nato qui, su una terra fornaia. Tu sei pasta cresciuta in me senza lievito d’uomo. Ti tocco e porto al naso il tuo profumo di pane della festa, quello che si porta al tempio e si offre. Si offre? Che sto dicendo, Signore mio che sto dicendo? Si offre? Ma perché? E perché figlio nasci proprio qui in Casa di Pane? E perché dobbiamo chiamarti Ieshu? Cosa mi è uscito di bocca: pane, offerta? [….] Signore del mondo, benedetto, ascolta la preghiera della tua serva che adesso è una madre. Ieshu apre gli occhi nel palmo di mano che gli regge la testa. Smette di succhiare, le sue pupille accolgono l’argento della luce notturna. Sono presa tra voi due. E’ così per ogni madre o questa notte è l’unica del mondo? Con te imparo il dubbio di essere una qualunque, presa a caso, oppure la più segreta. Certezza è che mi ascolti. Che vuoto mi hai lasciato, che spazio inutile dentro di me deve imparare a chiudersi. Il mio corpo ha perso il centro, da adesso in poi noi siamo due staccati, che possono abbracciarsi e mai tornare una persona sola. A terra sulle pietre della stalla c’è la placenta, il sacco vuoto della nostra attesa. Sta sbiadendo la luce della stella, il giorno viene strisciando da oriente e scardina la notte. I pastori contano le pecore prima di spargerle sui pascoli. Iosef sta sulla porta. Ieshu, bambino mio, ti presento il mondo. Entra Iosef, questo adesso è tuo figlio”. Non ho trovato di meglio di questo stralcio del libro di Erri De Luca, “In nome della Madre”, letto tante volte ed ogni volta con le lacrime agli occhi, per spiegare il mistero della maternità di Maria e di ogni donna. Il testo riporta il dialogo interiore di Maria dopo il parto. La IV domenica di Avvento è dedicata nel rito romano, al ventre di Maria. Oggi penso al ventre di ogni donna gonfiato dal mistero della vita; penso al ventre di quella sorella che mi ha annunciato ieri un nuovo prodigio; penso al ventre della mia mamma dove ho riposato tranquillo per 9 mesi e dove vorrei rifugiarmi ancora oggi per sentirmi sicuro e protetto. Oggi sono due anni che è volata al cielo, ma quel legame con il suo ventre non si è mai spezzato e mai si spezzerà! Così ha deciso il Creatore per ogni ventre materno, per ogni figlio che nasce. Questo dialogo di Maria è il dialogo di ogni madre che prosegue davanti a Dio anche dopo la morte. Oggi sono qui al mio paese, dinanzi alla tomba di mia madre, a celebrare l’Eucaristia per lei. Pregate per me.  Buon Natale a tutti!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

Natale 2019

 

 

 

 

 

22 DICEMBRE – IV DI AVVENTO

 

20,00 –  CONCERTO DI NATALE (Coro siae – M° luigi pontillo)

 

 

 

 

 

 

 

 

23 DICEMBRE – ANTIVIGILIA DI NATALE

 

08,30-13,00 /15,00-21,00 – CONFESSIONI (Confessionale vicino al Presepe)

18,15 – CONCLUSIONE NOVENA DI NATALE (Al suon di Zampogna)

 

 

 

 

 

 

 

 

24 DICEMBRE – VIGILIA DI NATALE

 

08,30-13,00 /15,00-20,00 – CONFESSIONI (Confessionale vicino al Presepe)

18,40 – PRIMI VESPRI DEL NATALE

19,00 – S.MESSA DELLA VIGILIA

24,00 – S. MESSA DI MEZZANOTTE

 

 

 

 

 

 

 

 

25 DICEMBRE – SOLENNITA’ DEL SANTO NATALE

 

8,45 – “LODI DEI PASTORI”

9,00 – “MESSA DELL’AURORA”

10,30-12-19 – SS. MESSE SOLENNI

18,30 – VESPRI SOLENNI di Natale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

26 – 31 DICEMBRE – OTTAVA DEL NATALE

 

19,00 – CELEBRAZIONE SOLENNE DELL’OTTAVA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27 DICEMBRE ORE 18,00:  APERTURA EMERGENZA FREDDO

 

(Aiutaci in questo servizio a Gesu’ nei Fratelli: compila la scheda che trovi nei banchi e portala in segreteria o in sacrestia; oppure telefona ad Annamaria: 349 395 1967. grazie).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 29 DICEMBRE – FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA

SS. MESSE: RINNOVAZIONE PROMESSE SPOSI E BENEDIZIONE FAMIGLIE

13,00  –  PRANZO DI TUTTE LE FAMIGLIE DELLA PARROCCHIA

GRANDE TOMBOLATA!  (Il pranzo è in condivisione)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUNEDI’ 30 DICEMBRE – VI GIORNO FRA L’OTTAVA DEL NATALE

 

17,00 – SANT’ANNIBALE e il Natale (p. Zamperini, postulatore dei rogazionisti)

LUNEDI’ 30 DICEMBRE – FESTA DEI SS. INNOCENTI (Trasferita dal 28 sera)

19,00 –  S. Messa per tutti i bambini abortiti (Movimento per la Vita)

 

 

 

 

 

 

 

MARTEDI’ 31 DICEMBRE – S.SILVESTRO – ULTIMO DELL’ANNO

 

18,15 – SOLENNE TE DEUM DI FINE ANNO

19,00 – SANTA MESSA SOLENNE DI MARIA SS. MADRE DI DIO

23,30-00,30 – passaggio al nuovo anno davanti a Gesu’

 

 

 

 

 

 

Offri una stella per i tuoi defunti: compila e consegna la scheda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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S. Annibale e il Natale/IV

Il nostro Presepe 2019

 

 

 

 

 

«La “catapecchia” dove nasce Gesù, è senza porte e senza mura, luogo di accoglienza…e di “povertà santificata”…scrisse Annibale. Maria, Giuseppe e il Bambino sono una di quelle coppie che lì vivevano e che seppur abbruttiti dalla condizione di miseria, avranno certamente sperimentato nella loro vita,  l’amore e la tenerezza della nascita di un bambino. Questi giace adagiato sulle ginocchia di Maria, accarezzato dalle mani di Giuseppe. Questa Sacra Famiglia è ciò che quegli uomini e quelle donne sono diventati dopo la redenzione operata da Sant’Annibale. Questa Natività è il segno dell’umanità nuova rinnovata nell’amore… è il segno di cosa l’uomo può diventare se si apre alla grazia di Dio. Annibale è prostrato dinanzi alla scena del Natale, come lo è stato tante volte dinanzi all’Eucaristia in quella casetta….ripetendo con stupore:  “….si è degnato di venire ad abitare in mezzo a noi!”. Qui la nuova Betlemme, la Casa del Pane dove il Verbo si fa carne… si pane… per noi.

Un particolare che tutto riassume di questa mirabile storia è l’agave. L’agave è un fiore che si trova in tutta la Sicilia e forse era presente anche nel Quartiere Avignone. I nostri presepisti lo hanno posto alla sinistra della prima scena. Foglie forti e possenti….fiore giallo centrale, ma la grandezza dell’agave sta nel 

dono di sé, cioè nella sua morte. Si…perché essa dopo la fioritura muore, ossia da’ la vita per fiorire. Come Sant’Annibale fece in quell’arida terra di Avignone… egli diede la sua vita….perchè la vita di quella terra fiorisse. Come fece Gesù… come dobbiamo fare anche noi….Buon Natale! ».

(Dal Commento al Presepe 2019)

 

 

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