“…I VOSTRI ANZIANI FARANNO SOGNI…”

 

 

 

 

Si chiama Ines, ha più di 90 anni ed insieme a Maria Grazia, anche lei ottantenne, sono le colonne del “Gruppo ecumenico” della nostra Parrocchia. In verità, si chiama “Fraternità dei Santi Sergio e Nicola” ed è iniziata nella nostra comunità, grazie al carisma e all’interessamento della D.ssa Amelia Benigni che ricordo benissimo: donna alta, di grande garbo, dal cuore giovane, che fino alla fine dei suoi giorni, anche lei ultranovantenne, proclamava la Parola di Dio nell’assemblea e recava l’Eucaristia ai malati. Lei quasi novantenne, portava la comunione ad anziani settantenni. Certo nel “Gruppo ecumenico” c’erano anche altre donne, ma oggi voglio ricordare in particolare queste tre, di cui una in cielo. Esse sono state e sono ancora le colonne fondanti e portanti la sensibilità ecumenica nella nostra Comunità. Ancora oggi che sono rimaste in due, Ines e Maria Grazia, seguono le orme di Amelia: si adoperano per quello che possono ad animare la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che stiamo vivendo, comprando per la Parrocchia i sussidi e facendo celebrare ogni mese una Messa per l’unità dei cristiani. Soprattutto pregano dalle loro case per questo desiderio di Gesù: “che tutti siano una cosa sola, perché il mondo creda” (Gv 17,21). Nel recente passato organizzavano anche incontri culturali di conoscenza dell’Oriente cristiano e della sua cultura e spiritualità, invitando anche relatori di un certo spessore. E’ chiaro che ora più di questo non possono, ma è bellissimo che due donne molto anziane tengono ancora accesa nei nostri cuori, la lampada dell’unità, quella stessa lampada che simbolicamente ho acceso venerdì sera all’inizio dell’Ottavario. Pensando a Ines e Maria Grazia, penso alla profezia di Gioele, citata più volte dal Papa: i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Gl 3,1). Se gli anziani, nella loro sazietà di giorni, non hanno sognato, difficilmente i giovani avranno speranza per il futuro. Perché la speranza è una fiaccola che si passa tra le generazioni….e io mi chiedo: chi raccoglierà il testimone da Ines e Maria Grazia? Il testimone di tenere sempre accesa la sensibilità per l’unità dei cristiani nella nostra Parrocchia?! Faccio un appello ai giovani e ai meno giovani della nostra Comunità, ad andare a trovare queste due donne nelle loro case, per poter imparare dai loro  sogni, ad avere le visioni di un mondo nuovo. Grazie Ines! Grazie Maria Grazia! Tenete duro! Buona Settimana dell’unità.

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20 GENNAIO: GIORNATA PRO ADORAZIONE PERPETUA

Dedichiamo questa domenica 20 gennaio, in cui si prega per l’unità dei cristiani, al Sacramento che ci rende “una cosa sola”: l’Eucaristia, in particolare per ravvivare la fiamma dell’Adorazione perpetua che abbiamo iniziato proprio tre mesi fa, il 20 ottobre. Il Signore attira dall’altare innumerevoli anime, ma Egli lo fa solo se noi glie Lo permettiamo, mantenendo in piedi la struttura dell’Adorazione perpetua. In questa domenica, il Signore fa di nuovo appello alla nostra fede e forse chiede a molti: “non siete riusciti a vegliare ancora un’ora con me?”. Pertanto, ad ogni Messa ascolteremo una testimonianza e saremo invitati a rispondere alla chiamata del Signore, offrendo un’ora.

 

 

 

 

 

 

21 gennaio: S. Agnese, “Patrona del Post”

Nella tradizione della Chiesa, la memoria liturgica di S.Agnese, il 21 gennaio, oltre alla tradizione romana della benedizione degli agnelli dal Papa, porta con sé l’attenzione pastorale della Chiesa verso gli adolescenti. Agnese dodicenne infatti, è Patrona delle fanciulle: vogliamo diventi anche modello per i nostri adolescenti che fanno il cammino del Post Cresima. Perciò da quest’anno vogliamo proclamare S. Agnese Patrona del nostro Post Cresima: i ragazzi lunedì sera animeranno la Messa delle 19,00 e si ritroveranno per un momento di formazione e di fraternità. Preghiamo per loro.

 

 

 

 

 

 

 

23 gennaio: “festa dei santi sposi”

Nel giorno in cui la Tradizione ricorda lo “Sposalizio della Vergine”, celebreremo alle 19 la S. Messa per tutti i giovani sposi (fino a 10 anni di matrimonio) ai quali sarà impartita una speciale benedizione per il prosieguo del loro cammino nuziale. Vi aspettiamo!

 

 

 

 

 

 

 

OTTAVARIO PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

E’ in corso la Preghiera per l’unità dei cristiani a tutte le SS. Messe, al S. Rosario e all’Adorazione perpetua, mentre siamo invitati in particolare:

Giovedì 24 gennaio ore 21,00: Veglia eucaristica per l’unità dei cristiani

Venerdì 25 gennaio ore 19,00: S. Messa conclusiva in rito siro-antiocheno

 

 

 

 

 

 Dio ha a cuore la tua vita! 

Carissimi parrocchiani, con queste parole voglio annunciarvi che con l’aiuto di un’equipe di catechisti provenienti da un’altra Parrocchia romana, ho pensato di offrirvi UN CORSO DI CATECHESI SULLA FEDE che inizierà il prossimo lunedì 4 febbraio e si terrà ogni lunedì e giovedì alle 20,30 nella Sala S.Annibale. E’ una grande occasione che  voglio dare a tutta la Parrocchia PER CONOSCERE MEGLIO IL SIGNORE ED ESSERE GUARITI DA LUI. Ascolterete gli annunci nelle prossime domeniche: non fate che il Signore passi invano e non abbiate paura di rispondere a Lui che vi chiama.  P.Pasquale

 

 

 

 

 

 

Per vivere l’Anno Eucaristico/16

 

 

              EUCARESTIA ED UNITA’ DEI CRISTIANI

 

 

“Sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità!”. L’esclamazione di S.Agostino raccoglie idealmente le parole che Paolo ha rivolto ai Corinzi: “Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti, partecipiamo dell’unico pane” (10,17). L’Eucaristia è il sacramento e la sorgente dell’unità ecclesiale. E ciò è stato ribadito fin dalle origini della tradizione cristiana, basandosi proprio sul segno del pane e del vino. Così, nella Didachè, uno scritto composto ai primordi del cristianesimo, si afferma: Come questo pane spezzato era prima disperso sui monti e, raccolto, è divenuto una sola realtà, così si raccolga la tua Chiesa dai confini della terra nel tuo regno”. Paolo nel brano già citato la sviluppa partendo da un tema fondamentale, quello della comunione che si instaura tra il fedele e Cristo nell’Eucaristia. “Il calice della benedizione che noi benediciamo non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?” (10,16). Questa comunione è descritta più precisamente nel Vangelo di Giovanni: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui” (Gv 6,56). Questa comunione di tipo ‘verticale’ perché ci unisce al mistero divino, genera nel contempo una comunione che possiamo dire ‘orizzontale’,  ossia ecclesiale, fraterna, capace di unire in un legame d’amore tutti i partecipanti alla stessa mensa. “Pur essendo molti, siamo un corpo solo – ci ricorda Paolo -: tutti infatti partecipiamo all’unico pane”. Anche la celebre descrizione della Chiesa di Gerusalemme offerta da Luca negli Atti degli Apostoli delinea questa unità fraterna: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nella preghiera (…) Tutti coloro che erano divenuti credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune” (2,42-44). Si rinnega perciò il significato profondo dell’Eucaristia, quando la si celebra senza tener conto delle esigenze della carità e della comunione. Paolo è severo con i Corinzi perché il loro radunarsi insieme “non è più un mangiare la cena del Signore” (1Cor 11,20) a causa delle divisioni, delle ingiustizie, degli egoismi. In tal caso l’Eucaristia non è più agàpe, cioè espressione e fonte di amore. E chi partecipa indegnamente, senza farla sbocciare in carità fraterna, “mangia e beve la propria condanna” (1Cor 11,29). Raccogliamo, allora, l’appello del vescovo e martire Ignazio che esortava all’unità i suoi fedeli: “Una sola è la carne di nostro Signore Gesù Cristo, uno solo è il calice nell’unità del suo sangue, uno solo l’altare, come uno è il Vescovo” E con la liturgia preghiamo Dio Padre: “A noi che ci nutriamo del corpo e del sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito” (Preghiera eucaristica III)”.

S. Giovanni Paolo II

UDIENZA GENERALE – Mercoledì, 8 novembre 2000

 

 

 

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