“L’unità è superiore al conflitto”

 

 

 

 

 

Nella Evangelii gaudium, il Papa scrive che l’unità è superiore al conflitto”. Il Papa ne parla a proposito del bene comune e della pace sociale, ma è realissimo e validissimo per ogni forma di relazione. In questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, mi chiedo: come la viviamo ogni anno? Come una moda orante che dobbiamo per forza vivere in questi giorni per riempirci la bocca di attualità ecclesiale?! Oppure la viviamo semplicemente come un appuntamento dell’anno liturgico da affrontare?! …o peggio ancora ne siamo completamente indifferenti?! Dio non voglia che apparteniamo a quest’ultima categoria. L’unità è il sale della Chiesa, ma “se il sale perdesse il sapore”, dice Gesù, “con che cosa lo si potrà rendere salato?!”. “A null’altro serve che ad essere gettato via”. La Chiesa senza unità non serve al mondo. Ma allora cosa significa che “l’unità è superiore al conflitto”?! Il Papa dice innanzitutto che è inevitabile che ci siano conflitti: è nella natura ferita dell’uomo che la diversità diventi più un’arma e una minaccia che un’opportunità. Ci sono diversi modi di affrontare un conflitto. Lo si può ignorare facendo finta che non esiste, volendo uccidere l’altro con l’indifferenza, oppure lo si può affrontare fino a rendersene prigioneri e forse anche morire in battaglia. Ma – dice il Papa – c’è un terzo modo che ci permette di affrontare il conflitto ad un livello più profondo, quello interiore, ossia assumerlo in una dimensione pasquale. Cioè accettare di sopportare il conflitto e solo dopo cercare di risolverlo e di prenderlo su di se, per morire a se stessi e risorgere. Questa terza dimensione che può sembrare utopica, è possibile perché Cristo ha vinto ogni conflitto e col suo sangue ci ha riconciliati. Si tratta di credere che la Pasqua di Cristo alla quale io attingo con la vita di fede, possiede la potenza di guarigione e di liberazione tale da far vincere l’unità sul conflitto, pur conservando polarità opposte. Concretamente che significa? Significa per esempio per chi ha autorità, qualsiasi essa sia, rinunciare a far prevalere la forza per spegnere il conflitto, ma assumerlo in se come il sacrificio pasquale: quindi morire a se stesso per dare la vita all’altro. Accettare di prendere il conflitto sulla propria carne e trasformarlo con la grazia di Cristo in accettazione della diversità, del dubbio, del limite. In questo senso, l’unità prevale sul conflitto perché conserva la relazione con l’altro in una dimensione di dignità superiore. Questo non significa non prendere decisioni opportune e giuste per risolvere un conflitto, soprattutto quando avvengono abusi, ma fare un salto ad un livello superiore che permetta di accettare la diversità e il limite dell’altro, di non perdere la stima e l’amore evangelico. Questo è possibile solo guardando la persona nella sua totalità, nella sua dignità di figlio, fratello, uomo o donna salvata dal sangue di Cristo. Così quell’aspetto conflittuale diventa un neo ma non si identifica con la persona. Diventa una ferita ma non rende tutto il corpo un cadavere. Così con la grazia di Cristo, si può continuare a vivere ed operare insieme fino a che arriverà il miracolo della resurrezione, quando ci guarderemo tutti con occhio benevolo perchè con gli stessi occhi ci guarda Cristo. Buona Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Settimana di Preghiera per l’Unita’ dei Cristiani 2020

 

 

In ogni Messa della Settimana pregheremo per l’Unità dei cristiani. Appuntamenti speciali:

 

18 GENNAIO ORE 18,00: SOLENNE ADORAZIONE DI APERTURA (accensione Lampada per l’unità)

 

 

22 GENNAIO ORE 18,30: S. MESSA IN RITO MARONITA (chiesa dell’Immacolata, via Monza)

 

 

24 GENNAIO ORE 19,00: S. MESSA IN RITO SIRO – ANTIOCHENO

 

 

25 GENNAIO ORE 18,00: SOLENNE ADORAZIONE DI CHIUSURA DELLA SETTIMANA

 

 

 

 

 

 

S. Agnese – festa del post cresima

Martedì 21 gennaio è S. Agnese, patrona degli adolescenti cattolici. I nostri ragazzi del Post Cresima animeranno la Messa delle ore 19,00 e poi la serata in fraternità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sposalizio della Vergine” – festa dei giovani sposi

Giovedì 23 gennaio, festa dello Sposalizio della Vergine, alla Messa delle 19,00 accoglieremo le coppie di giovani sposi che hanno celebrato nel 2019 il loro matrimonio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Formazione mensile su Sant’Annibale

Sabato 25 gennaio alle 17: incontro mensile su S. Annibale, in questo Anno a lui dedicato. Questo mese: “S.Annibale e i laici” a cura di P. Luciano Cabbia (editrice Rogate).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica della Parola di Dio

 

 

Il Papa ha istituito per la III domenica del T.O. la “Domenica della Parola di Dio”: il 26 gennaio. Una domenica dedicata interamente al culto e alla conoscenza della Parola di Dio. Intronizzeremo al centro della Chiesa la S. Scrittura perché tutti la possiamo venerare anche col bacio al termine di ogni Messa. Seguiranno inoltre questi appuntamenti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

25 GENNAIO ORE 20,00: LETTURA CONTINUA DEL VANGELO DI MATTEO

(Il testo verrà diviso in parti tra i lettori che si succederanno secondo un turno. Occorre prenotarsi in segreteria).

 

 

26 GENNAIO ORE 10,30:  CONSEGNA DELLA S. SCRITTURA AI CRESIMANDI DEL 1° ANNO

 

 

 

26 GENNAIO ORE 16,30: RITIRO SPIRITUALE DEI LETTORI DELLA PARROCCHIA COL PARROCO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica mensile della Carita’

Domenica prossima, 26 gennaio, è l’ultima del mese, destinata alla carità parrocchiale. Siamo invitati a portare presso la Cappella di Sant’Annibale: olio, formaggio sottovuoto, tonno, merendine, salviettine umidificate, succhi di frutta. Grazie!

 

 

 

 

 

 

Iscrizioni 2° Corso Prematrimoniale

Sono aperte le iscrizioni per il 2° Corso prematrimoniale diquesto Anno pastorale che inizierà il prossimo 4 febbraio: ogni martedì e venerdì alle 21 per 10 incontri e un   Ritiro finale. Occorre iscriversi presso uno dei sacerdoti negli orari di segreteria.

 

 

 

 

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Il “distintivo dei veri cristiani”

 

 

 

 

In  questa domenica dell’Unità della Chiesa – siamo nella Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani – vorrei proporvi due bellissimi testi di Sant’Annibale sull’amore evangelico, senza del quale non può esistere unità nelle famiglie, nelle comunità religiose, fra i popoli e neanche tra i cristiani. Sono due testi molto attuali: una vera perla per il vivere comune.

P. Pasquale

“Dichiaro di aver appreso con grande mio gusto che in questo Istituto si fa gran conto del reciproco amore e rispetto; e che il precetto dato da Nostro Signore Gesù Cristo: Amatevi gli uni gli altri come vi ho amato Io, e che forma il distintivo dei veri cristiani, è precetto primario in questo Istituto, come quello di amare Dio sopra ogni cosa, con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze. Ciò posto, impegno tutto me stesso, con l’aiuto della divina grazia e della buona volontà, e prometto di stare attentissimo, a questo santo amore. Cercherò di formarmi un cuore tenero, affettuoso ed amabile con tutte le persone dell’Istituto, e domanderò al Cuore SS. di Gesù questo spirito di carità con tutti i miei confratelli. Li amerò, li compatirò, pregherò per loro, desidererò e procurerò, per quanto sta in me, il loro bene come se fosse il mio stesso. Starò attento a non ammettere dentro di me antipatia o rancore per chi si sia, e tanto meno per chi paresse a me contrario od offensivo; e in quanto a ciò prometto: 1) Che non sarò facile a credere di essere offeso, ritenendo che la fantasia e l’amor proprio mi facciano esagerare qualche piccola cosa e prenderla in sinistro; 2} Che se poi effettivamente alcuno mi offendesse, non ne avrò sdegno, lo compatirò, gli vorrò più bene, lo guarderò di buon viso, lo raccomanderò al Signore, e farò il possibile per rendergli bene per male. Insieme a questo santo amore, avrò per tutti i componenti dell’Istituto, siano grandi o piccoli, superiori o uguali o anche serventi, il più sincero rispetto, considerandoli in Dio sommo bene, che li ha creati, che li ha redenti col suo Sangue preziosissimo, che li conserva, che li ha qui raccolti, che ha dato Se stesso per ognuno di loro, che li pasce così spesso col suo Corpo Divino e col Sangue suo preziosissimo e li destina al suo eterno possesso. Quindi mi guarderò dal dire mai la menoma parola d’ingiuria anche ad un ragazzo”.  (Antologia Rogazionista, cap. X)

“Tutti i Congregati di questo pio Istituto terranno presente il gran mandato del Cuore adorabile di Gesù, quando disse: Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi; in questo sarete riconosciuti per miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri. L’unione dei cuori nel reciproco santo amore sia sempre gelosamente custodita, ognuno riguardi ogni altro come amatissimo fratello in Gesù Cristo. Tutti siano stretti coi vincoli della reciproca carità. L’uno compatisca l’altro, e nessuno giudichi male del proprio fratello. L’uno aiuti l’altro nei limiti della santa obbedienza e nessuno faccia offesa al suo fratello in Gesù Cristo. Non si ammettano, nemmeno di passaggio, avversioni o rancori, ma ognuno prevenga il suo fratello nella riconciliazione, se incidente alcuno abbia alterato il reciproco amore. La reciproca carità non ammette affetti di simpatia personale o d’altri simili attacchi, che debbono del tutto fuggirsi. Oltre il puro reciproco amore, ognuno avrà un gran rispetto per gli altri, e guarderà ciascuno nella stima infinita che ne ha fatto Nostro Signore Gesù Cristo”.  (Antologia Rogazionista, cap. X)

 

 

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