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LODE ALLA SANTISSIMA TRINITA’

 

 

 

 

L’anima mia vi adora,

il mio cuore vi benedice

e la mia bocca vi loda,

o santa ed indivisibile Trinità: Padre Eterno,

Figliuolo unico ed amato dal Padre,

Spirito consolatore

che procedete

dal loro vicendevole amore.

O Dio onnipotente,

benché io non sia che l’ultimo dei vostri servi

ed il membro più imperfetto

della vostra Chiesa,

io vi lodo e vi glorifico.

Io vi invoco, o Santa Trinità,

affinché veniate in me

a donarmi la vita,

e a fare del mio povero cuore un tempio degno

della vostra gloria

e della vostra santità.

O Padre Eterno, io vi prego

per il vostro amato Figlio;

o Gesù, io vi supplico

per il Padre vostro;

o Spirito Santo, io vi scongiuro in nome dell’Amore

del Padre e del Figlio:

accrescete in me la fede,

la speranza e la carità.

Fate che la mia fede

sia efficace,

la mia speranza sicura

e la mia carità feconda.

Fate che mi renda degno

della vita eterna

con l’innocenza della mia vita

e con la santità dei miei costumi,

affinché un giorno

possa unire la mia voce

a quella degli spiriti beati,

per cantare con essi,

per tutta l’eternità:

Gloria al Padre Eterno,

che ci ha creati;

Gloria al Figlio,

che ci ha rigenerati

con il sacrificio cruento della Croce;

Gloria allo Spirito Santo,

che ci santifica

con l’effusione delle sue grazie.

Onore e gloria e benedizione alla santa ed adorabile

Trinità per tutti i secoli.

Così sia.

                                        Sant’Agostino

 

 

 

 

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 FESTA PATRONALE  

 

 

 

 

Novena a Sant’Antonio

Continua la Novena a Sant’Antonio, iniziata domenica 4 giugno e che si concluderà lunedì 12 giugno, ogni sera alle ore 19:00, predicata da P. Giovanni Sanavio, rogazionista.

 

 

 

Domenica 11 giugno: antivigilia della festa

– La festa patronale è anche divertimento, per cui oggi, domenica 11 giugno alle ore 17,30 si svolgerà sul sagrato la “Caccia al Tesoro” per piccoli e grandi. Iscriversi in segreteria.

– Dopo la Messa, alle 19:45 sul sagrato: esibizione di AIKIDO dei nostri bambini.

 

 

 

 

Lunedì 12 giugno: vigilia della festa

– Sempre per la festa patronale, lunedì 12 giugno alle ore 19.30 in Via dei Rogazionisti si svolgerà la bellissima iniziativa della “MarAntonina”: una corsa per bambini e ragazzi in onore di S. Antonio. Occorre iscriversi in segreteria e stare alle 18,30 per la consegna dei pettorali.

Alla sera, alle ore 21.00, ci sarà sul sagrato, lo spettacolo di “Dario Falasca Show”.

 

 

 

 

Martedì 13 giugno: solennità di Sant’Antonio

– Martedì 13 GIUGNO è la solennità del nostro Santo Patrono: le Messe come la domenica (7,30-9,00-10,30-12,00).

– La Messa solenne della sera è alle 18,30 (non alle 19!), presieduta da S.E. mons. José Rodriguez Carballo, segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata.

– Seguirà la solenne processione per le vie del quartiere con le statue dei Santi Patroni: S. Annibale e S. Antonio.

– Alla sera: lo spettacolo, l’estrazione della lotteria alle 22,45 e i fuochi alle 23,00.

– Per tutto il giorno è possibile ricevere il pane benedetto e visitare la bellissima pesca di beneficienza. Buona festa a tutti!

 

 

 

CORPUS DOMINI

Domenica prossima, 18 giugno, è la solennità del Corpus Domini. Siamo invitati alla celebrazione del Papa a S.Giovanni alle 19 e alla processione eucaristica fino a S. Maria Maggiore.

 

 

 

 

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Ranieri

17 giugno

 

Se lo andate a vedere nel Duomo di Pisa, gli manca un dito: si dice che glielo ha tagliato un venditore, quando lui da ragazzo gli rubò del formaggio. Ma oggi è santo. Eppure quel dito gli manca: è come una ferita gloriosa che ricorda la misericordia di Dio; come le ferite del Risorto che non cancellano la croce, ma restano piene di luce a ricordarci che nulla nella vita è un “incidente di percorso”, ma “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8,28). Infatti, un poeta pisano di fine ottocento scriveva di lui: “Levato quer viziaccio de rubà / san Renieri era un santo di vè boni”, cioè un grande santo. Ranieri nasce e muore a Pisa nel XII secolo; non è un prete, né monaco ma un semplice laico, figlio unico dopo la morte precoce della sorella, in una città che sta diventando una vera potenza economica e militare. Anche i suoi sono ricchi commercianti e lui è un giovane come altri, che si gode la vita. Un giorno è attratto misteriosamente dalla figura di un pellegrino che come tanti a quell’epoca si recavano a Roma o in Terra Santa; lo va a incontrare, parla con lui e poi decide di cambiare vita. E’ un cambiamento radicale, come quello del suo coevo san Francesco, ma Ranieri decide si seguire le orme del pellegrino: si imbarca in un’avventura che all’epoca era un vero pericolo…parte per la Terra Santa. Ha con sé solo il libro dei Salmi. I pellegrinaggi all’epoca non erano forme di turismo religioso, ma vera e propria esperienza di penitenza e di povertà: doversi trovare cibo e medicine ogni giorno per ristorarsi e curarsi. Dicono le cronache del tempo che Ranieri raggiunge la Palestina e vi abita per 13 anni come eremita alla maniera dei Padri del Deserto. I Pisani che raggiungono quelle terre per commercio, ne riportano sempre notizie in patria, creando intorno alla sua figura mistero e fama di santità. Dopo quegli anni ritorna nella sua Pisa e vi trova accoglienza e ammirazione per come vive: all’arrivo tutti gli fanno festa e poi col tempo lo cercano per consigli, direzione spirituale e per ricevere anche solo una parola di conforto o di speranza. Addirittura dicono le testimonianze, che gli portano anche dei malati perché li guarisca. Ranieri si dona diuturnamente a tutti; vive per la sua gente, tanto che quando muore, lo seppelliscono subito nel Duomo della città, senza pensarci due volte. Oggi è il Patrono della sua Pisa che ha tanto amato, e il giorno della sua festa mille luci illuminano l’Arno. Due cose mi affascinano di lui: la prima è che l’esperienza dell’incontro con un testimone gli ha cambiato la vita. Quanto sono importanti i “buoni operai della messe”! La seconda cosa è quel famoso dito mancante: quanto è grande la misericordia di Dio! Ognuno di noi ha delle “dita mancanti” alla propria vita, ma esse, come le ferite di Cristo, non sono il segno della sconfitta o del fallimento, ma della potenza dell’Amore!

P. Pasquale

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