Il tempo del dono…

 

 

Iniziamo oggi un percorso bellissimo che va dritto verso il Natale, il tempo del dono. A Natale Dio fa il dono più grande… il dono del Figlio… della sua stessa vita: un regalo venuto al mondo in maniera umile e nascosta, libera e gratuita. Così è un dono: umile e nascosto, libero e gratuito. Umile: il dono non è fatto per stupire l’altro ma è un segno di sè…del proprio amore e della propria stima verso la persona a cui il dono si fa. Che tristezza puntare solo alla “marca” del regalo: quel dono non verrà dal cuore ma solo dalla tasca. Il dono poi è nascosto: “non sappia la destra ciò che fa la sinistra”. Che dolore sentirsi rinfacciare un regalo o un favore fatto o il tempo dato: è come buttare una palla di sterco verso la persona che lo ha ricevuto. Il dono vero non è annunciato con le trombe, ma lo conosce solo chi lo riceve. Il dono poi è veramente dono se è libero: non sappia di costrizione o di rispetto umano o di senso del dovere. Esso è inficiato quando si è spinti a farlo per convenzioni sociali o per farsi perdonare. Si dona solo quando si è veramente liberi: nessuno può donare veramente se non sceglie di farlo. Infine il dono è gratuito… e  questo è l’aspetto più vero del dono ma anche quello più difficile. Il dono è irreversibilmente gratuito, cioè fatto con la passione profonda di non aspettarsi nulla in cambio. Quante volte invece i nostri doni sono fatti per “comprare”… e questo rende il dono meretricio, cioè prostituito ad uno scopo, ad un guadagno umano. Il dono è invece l’altro nome di Gesù, perciò i regali che ci scambieremo a Natale abbiano questo sapore di gratuità. Gesù è un dono umile: non reclama diritti ma li offre. E’ un dono nascosto: “non griderà né alzerà la sua voce”, dice il Profeta. Gesù è un dono libero: “nessuno mi toglie la vita”, disse un giorno, “ma sono io che la offro e la riprendo”. Gesù è un dono gratuito: ti accoglie senza chiederti nulla in cambio. Prepariamoci al Natale così… con questa pedagogia del dono. Ogni volta che trovo vestiti che qualcuno ha pensato di portare per la Caritas, gettati davanti alla Parrocchia dove ci piove sopra o i cani ci fanno la pipì, mi viene un magone. I vestiti vanno portati negli orari appositi e consegnati alla segreteria: così sono davvero un dono. Il dono implica una consegna, un contatto umano. Non è donare, venire a buttare i vestiti qui davanti, in qualsiasi ora, solo per sbarazzarsene.  I poveri e la Parrocchia non sono pattumiere. Vestiti a volte sporchi ed in pessimo stato, tanto che i nostri volontari fanno un lavoro faticosissimo ed encomiabile di selezione. I vestiti vanno portati puliti ed in buono stato: così sono un dono. Eppure chi li ha portati ha pensato anche di aver fatto un gran regalo ai poveri, ma come si può pensare che questo sia donare?!… dando del superfluo ed anche in cattivo stato ed in malo modo… giusto per acquietare la coscienza. Ora, la raccolta indumenti sarà chiusa dal 6/12 al 6/1: spero che nessuno pensi di fare pulizie a casa nelle vacanze di Natale e di venire poi a scaricare qui. Educhiamoci a saper donare: solo così non avremo celebrato invano il Natale. Buon Avvento!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 DICEMBRE: S.BARBARA 2019

I Vigili del fuoco che hanno la sede nel nostro territorio parrocchiale, festeggeranno anche quest’anno con noi la festa della loro Patrona: è un bel segno di attenzione e di gratitudine della Chiesa nei confronti di questi uomini che donano generosamente la loro vita per gli altri ogni giorno.

 

16,30 (sul sagrato): “Pompieropoli”: i bambini giocano a fare i pompieri.

 19,00 S. Messa solenne alla presenza di tutti i Vigili del fuoco.

 

 

 

 

 

 

 

 

6 DICEMBRE: SANTA CLAUS 2019

Bambini e famiglie sono invitati alla Messa del 6 dicembre alle 19 per l’arrivo di Santa Claus (S. Nicola) nel giorno della sua festa: egli racconterà ai bambini la storia del Natale e porterà a loro i regali. Diffondete l’evento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

NOVENA DELL’IMMACOLATA OGNI SERA  ore 18,30 (omaggio floreale libero)

 

 

 

 

 

 

 

PRIMO GIOVEDI’ DEL MESE 5 DICEMBRE ore 21,00 (adorazione vocazionale)

 

 

 

 

 

 

VEGLIA IMMACOLATA 7 DICEMBRE ore 21,00 (segue adorazione notturna)

 

 

 

 

 

 

CONSACRAZIONE DEI BAMBINI 8 DICEMBRE ore 10,30 (omaggio floreale bambini)

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EMERGENZA FREDDO 2019

Come già annunciato, apriremo per questo Inverno, un EMERGENZA FREDDO per persone che dormono per strada: sono 8.000 a Roma. Faccio appello a tutta la Parrocchia di coinvolgersi in questa opera di misericordia, dando la disponibilità attraverso la scheda che trovate nei banchi e da mettere nella cassetta verde in fondo alla chiesa. Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCATINO DI NATALE

E’ aperto il nostro bellissimo Mercatino Natalizio tutte le sere dalle 18,00 e la mattina dei festivi nella Sala Sant’Annibale. Il ricavato lo dedicheremo all’emergenza freddo che stiamo per aprire. Visitatelo. Grazie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CHIUSURA TEMPORANEA RACCOLTA INDUMENTI

Dal 6 dicembre al 6 gennaio la Raccolta indumenti è chiusa: vi chiediamo di non portare assolutamente vestiti. Eventualmente solo coperte o piumoni che distribuiamo in questi giorni per il freddo. Potete ricominciare a portare vestiario dal 7 gennaio.

 

 

 

 

 

 

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S. Annibale e il Natale/I

 

 

 

 

 

 

 

In queste domeniche di Avvento, ripercorreremo il rapporto di S.Annibale col Natale. La sua spiritualità cristocentrica non poteva che fargli amare il mistero dell’Incarnazione con viscerale passione e profondità. Dicono i suoi primi biografi che quando aveva il Bambinello tra le mani ritornava come un bambino. Poesia e dramma dei poveri sono le tinte con cui Annibale dipinge il Natale. Gesù Bambino che nasce povero tra i poveri è solo la profezia di quanto avverrà il 1° luglio 1886 quando nell’Eucaristia portata in maniera stabile nel quartiere Avignone, il quartiere malfamato della sua missione, Gesù rinascerà povero tra i poveri. Annibale lega molto il mistero del Natale a quello dell’Eucaristia: in entrambi – egli dice – si ripete l’Incarnazione. Per questo ogni anno nella notte di Natale, egli voleva si offrisse un corporale nuovo e immacolato da porre sull’altare, quasi come fosse una culla, per accogliere il Dio incarnato nell’Eucaristia.

  P. Pasquale

“Per entrare nel regno dei cieli, Gesù vuole che torniamo bambini (Mt, 18, 3). Il Padre scrisse per noi un opuscoletto di venticinque preghiere e proponimenti per implorare dal Bambino questa grazia, impegnando da parte nostra qualunque sforzo per diventare bambini d’innocenza e di semplicità. Egli ebbe dal Signore questo dono: visse perfettamente lo spirito della infanzia spirituale. Ovviamente non poteva non avere particolare tenerezza per il Bambino Gesù. Quando si trovava dinanzi al presepio ‑ che voleva in tutte le case ‑ bisognava cantare i noti versi di S. Alfonso: Ti voglio tanto bene…, e lui li accompagnava con quella voce affocata, che, se non rispettava il valore e il tono delle note ‑ era assolutamente negato al canto il suo orecchio sensibilissimo agli accenti! ‑ rivelava l’intimo fervore che gli bruciava l’anima. Bisognava vederlo quando portava il Bambino Gesù in processione per tutta la casa il 2 febbraio, a chiusura delle feste natalizie. Tra una preghiera e l’altra, tra una strofa e l’altra, lanciava gridi di entusiasmo e di amore: Viva Gesù Bambino. Viva l’incarnato Verbo del Padre… Viva il Figlio della Immacolata Madre… Viva la delizia dei nostri cuori… Viva l’Innamorato delle anime nostre… La litania si allungava quando più quando meno; e tutti a rinnovare quel grido e a battere le mani…Nella notte di Natale poi si faceva al Bambino Gesù una triplice offerta: 1. le preparazioni fatte nella novena, contenenti tutto ciò che nella grotta di Betlemme poteva confortare le pene di Gesù Bambino. 2. I nostri cuori ‑ formando tanti cuori di carta e scrivendovi sopra affetti, propositi, richiesta di grazie ecc. ‑ affinché il Bambinello li metta dentro il suo dolcissimo cuore e li ferisca di eterno amore per Lui. 3. Un corporale nuovo, implorando dal Bambino che renda il nostro cuore puro e candido come quel sacro lino, limpido e netto da ogni macchia, sicché Egli trovi nei nostri cuori il profumo delle sue virtù e la sua  abitazione.” 

                               (P.Tusino, Dall’Anima del Padre – Testimonianze; 8,5)

 

 

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