Mamma… nome più bello non c’è!

 

 

 

 

Mamma! Mamma di Gesù e Mamma nostra, Mamma degli Angeli e Mamma degli uomini, Mamma di ogni inizio e Mamma di ogni fine, Mamma che non conosce confini e Mamma dei piccoli cuori, Mamma delle latitudini più lontane e Mamma della nostra Casa. Mamma, Mamma del cielo, Maria, dolce, dolcissima, tenera Mamma nostra, oggi il tuo volto adorabile lascia i nostri sguardi. Non tre mesi come in casa di Elisabetta sei rimasta con noi ma solo poco più di 24 ore… tante quante formano un giorno. Tu sei l’aurora che sorge radiosa ogni mattina, Tu sei l’alba che annuncia il sole di giustizia, Tu sei il chiarore del giorno che illumina il volto della fede, Tu sei il mezzodì quando anche noi come Gesù, stanchi presso il pozzo, chiediamo da bere, Tu sei il vespero sereno del tramonto quando abbiamo bisogno di ritrovare nel buio che avanza la forza del futuro, Tu sei la Madre della sera… di ogni sera…. della sera della vita e di quella che preannuncia la domenica senza tramonto, Tu sei infine la Vergine della notte, quella che con l’olio della speranza alimenta le nostre lampade. O Mamma dolcissima, non fermarti solo oggi, da noi: vieni ancora e siediti con noi ai bordi della nostra vita, alla mensa del nostro quotidiano. Ora che ritorni nella tua sede porta con te lo sguardo di tutti quelli che hanno incrociato il tuo qui, in questa Parrocchia. Porta con te la vita di quel bambino gravemente ammalato che ieri muto e silenzioso ti guardava; porta con te le lacrime di chi ha pianto… asciuga con tenerezza i loro occhi; porta con te la debolezza e l’infermità degli anziani; di quanti traballanti con gli occhi lucidi sono venuti ad incontrarti. Porta con te le corse delle famiglie, i loro gridi disperati di aiuto, la gioia della loro intimità. Porta con te anche chi non ti conosce e non conosce il Tuo Figlio… chi ti bestemmia e bestemmia il nome del Tuo Figlio; porta con te i bambini nei grembi delle loro mamme; gli anziani, i morenti, gli ammalati e i defunti di tutte le case davanti alle quali siamo ieri passati con te. Vogliamo immaginare Maria che calpestavi tu le orme del tuo Figlio per prima, dove egli passava. Vogliamo anche noi seguire oggi le tue orme… calpestare le strade dove sei passata tu con quel pieno di speranza che ci hai donato. Pensa ad ognuno di noi quando durante il viaggio ti avvierai verso la nostra amata terra lucana, terra vergine ma deflorata, intatta ma violentata, integra ma calpestata. Sostieni la fatica di quel popolo lucano che da secoli si attacca a te come all’unica speranza della vita. Come le mamme che ci lasciano, non ci lasciano mai… così anche tu oggi non lascerai mai questo luogo che hai santificato con la tua presenza… ma resterai sempre nei cuori di ognuno di noi! Perché tu sei sempre col tuo Figlio il nostro Dio e il nostro Dio è ovunque noi siamo, ovunque lo cerchiamo, ovunque moriamo con Lui. E se anche scapperà qualche lacrima come mi succedeva quando ero bambino e tu ci lasciavi dal paese con lo sguardo rivolto in alto… e mentre il camion addobbato percorreva le strade scoscese e si allontanava, e io piangevo, così sarà ora… ma la fede è saperti vicina sempre, sempre e ovunque. Mamma della speranza, mamma della tenerezza, non ci abbandonare mai! Ti vogliamo un bene immenso, mamma dolcissima. Consola i cuori delle nostre mamme che sono qui in terra e porta il nostro abbraccio alle mamme che sono lassù con te nel cielo. Alla mia dille che la amo sopra ogni cosa e che amo allo stesso modo il mio papà. Salutameli! Abbracciameli! Portali sempre con te, tienili stretti  a te! Amen.”

(P. Pasquale, Discorso di saluto alla Madonna degli Angeli, 20 febbraio 2019)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9 DICEMBRE – PREGHIERA PER I MALATI: ore 18,00 (Comunità di S. Egidio)

 

 

 

 

 

10 DICEMBRE – MADONNA DI LORETO: alle 19,00 festeggiamo la Madonna  di Loreto e viviamo l’esperienza: “Accogli Maria nella tua Casa!”.

 

 

 

 

 

11 DICEMBRE – COMUNITA’ GESU’ RISORTO: alle 19,30 inizia in chiesa, l’esperienza della preghiera carismatica aperta a tutti. Ogni mercoledi alla stessa ora.

 

 

 

 

 

12 DICEMBRE – GUADALUPE: alle 19,00 celebriamo la Vergine di Guadalupe per tutti i fratelli latino-americani della Parrocchia che invitiamo a partecipare.

 

 

 

 

 

 

14 DICEMBRE – CONCERTO DI NATALE DEI BAMBINI: alle 20,00 in chiesa si terrà il Concerto di Natale dei bambini, che vivremo solidale con l’Albania.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa Lucia 2019

 

12 dicembre – Ore 20 “CENA AL BUIO”: esperienza forte organizzata dalla A.Vo.N.I.D. (Associazione di Volontariato Non vedenti, Ipovedenti e Disabili). Cena servita da non vedenti nel nostro salone oscurato dove colui che vede, viene guidato da chi non vede. Condivisione per chi vive questa disabilità; sfida umana per noi: in un mondo ipervisivo riscopriamo gli altri sensi e l’interiorità. Esperienza solidale: la quota della cena (15 €) è devoluta ai progetti dell’Associazione. Iscriversi in segreteria entro lunedì.

 

 

 

 

13 dicembre – ore 19: S. Messa solenne e benedizione degli occhi.

 

 

 

 

13 DICEMBRE – Ore 20: “Cioccolata di S.Lucia” e Tombolata (IN SALONE)

Ognuno porti qualcosa per la cena. La cioccolata la offrono le mogli dei presepisti.

 

 

 

 

 

Domenica “Gaudete” – 15 dicembre

40° di Sacerdozio di P. Enzo Buccheri: alle 10.30 P. Enzo Buccheri, già Parroco della nostra Comunità, celebrerà con noi il suo 40° anniversario di sacerdozio.

 

 

 

Benedizione Bambinelli e Inaugurazione Presepe: alle 10.30 benediremo i Bambinelli dei nostri presepi e al termine della Messa inaugureremo il Presepe 2019.

 

 

 

Giornata mensile delle famiglie: dopo la Messa delle 10.30, P. Manhal terrà la preparazione al Natale alle famiglie. Si conclude col pranzo condiviso alle 13 in salone.

 

 

 

 

Inizio Novena di Natale: alle 18,15 al suon di zampogna inizia la Novena di Natale che si terrà ogni sera alla stessa ora fino al 23 dicembre. Partecipiamo con gioia!

 

 

 

 

 

 

 

Offri una stella a Gesù Bambino

Offrite una stella di Natale a Gesù Bambino in memoria dei vostri defunti. Compilate la scheda che trovate in fondo (offerta 10 €) e consegnatela in segreteria/sacrestia. Grazie!

 

 

 

 

 

 

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S.Annibale e il Natale/II

 

“Il Natale lo voleva preparato da una novena sui generis. La mattina del 16 dicembre ci si svegliava a suon d’harmonium e, quando era possibile, di ciaramelle, intonando subito il Tu scendi dalle stelle… il sagrestano era impegnato a preparare le lampade: si chiamava la novena delle nove lampade. Durante la novena si tenevano particolarmente presenti i poveri e pertanto ognuno lasciava tutta o parte della frutta, che veniva riti­rata e distribuita ai poveri la vigilia di Natale. Seguivano le preparazioni: culla, materassino, guancialino ecc.; l’uso forse doveva essere tradizionale in Sicilia, perché ricordo di aver trovato, molti anni addietro, un vecchio libretto di preghiere, della prima metà del secolo passato, in cui si parlava appunto di preparazioni di simil genere; ma il Padre v’impresse lo stampo della sua genialità. Non si contentava della culla, ma l’intendeva in quella particolare maniera: « formata col legno che tanto a Lui piacerà; e questo lo prenderemo in parte dall’oliveto del Getsemani, e in parte da un albero che poi dovrà servire per formare l’altare del suo sacrificio e della nostra salute». Venivano quindi le particolari pratiche da fare; una preghiera, una penitenza, un’opera buona ecc. Ogni giorno, un santo protettore, una giaculatoria da ripetersi ad ogni atto comune. Precedeva un’Avvertenza sul modo di praticare queste preparazioni: ci trasporteremo col pensiero sulle ali della immensa virtù della fede, a quel tempo quando ci volevano nove giorni per nascere sulla terra il Verbo Incarnato, e, come se allora avessimo avuto di Gesù Cristo Signor Nostro la conoscenza che abbiamo adesso, ci affretteremo a visitare la grotta di Betlemme, dove Egli deve nascere, e, vedendola cosi sprovvista, e considerando in quanta pena e povertà deve nascere il Figliuolo di Dio per nostro amore, ci affrettiamo a preparargli le cose più necessarie, perché, nascendo, non abbia a penare, e resti confortato dalla nostra pia diligenza e dal nostro amore benché meschini. Faremo tutte queste preparazioni supplicandolo che, nascendo, voglia nascere dall’immacolato seno della Madre sua non solamente nella grotta di Betlemme, ma pure nel nostro cuore, che noi dobbiamo preparargli in questa novena col purificarlo d’ogni peccato, con adornarlo di vaghi fiori mediante questi ed altri esercizi di pietà, specialmente con ferventi atti di amore e con la santa comunione quotidiana. Queste preparazioni devono farsi con viva fede e devozione, affinché gli oggetti che si preparano pel Bambinello Dio, siano perfetti, e non li trovi incompleti e incomodi, peggio della stessa mangiatoia. E perché possiamo meglio riuscire in questo lavoro, pregheremo la SS. Vergine e il patriarca  S. Giuseppe, perché ci aiutino a compiere santamente queste devote preparazioni ».

                                                       (P.Tusino, Dall’Anima del Padre – Testimonianze; 8,5)

 

 

 

 

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La nostra Parrocchia organizza 2 bellissimi eventi per i nostri bambini… 

Mercoledì 4 dicembre, Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco, i nostri pompieri di via Tuscolana faranno giocare i bambini sul sagrato della Chiesa. A partire dalle 17,30 saranno presenti per farli divertire insieme a loro!

Venerdì 6, San Nicola, festeggeremo alle ore 17.00 questo grande Santo, conosciuto anche con il nome di santa Claus! Durante la Messa delle 19.00 si farà conoscere dai bambini e alla fine santa Claus darà loro i doni che ha portato!

 

 

 

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Il tempo del dono…

 

 

Iniziamo oggi un percorso bellissimo che va dritto verso il Natale, il tempo del dono. A Natale Dio fa il dono più grande… il dono del Figlio… della sua stessa vita: un regalo venuto al mondo in maniera umile e nascosta, libera e gratuita. Così è un dono: umile e nascosto, libero e gratuito. Umile: il dono non è fatto per stupire l’altro ma è un segno di sè…del proprio amore e della propria stima verso la persona a cui il dono si fa. Che tristezza puntare solo alla “marca” del regalo: quel dono non verrà dal cuore ma solo dalla tasca. Il dono poi è nascosto: “non sappia la destra ciò che fa la sinistra”. Che dolore sentirsi rinfacciare un regalo o un favore fatto o il tempo dato: è come buttare una palla di sterco verso la persona che lo ha ricevuto. Il dono vero non è annunciato con le trombe, ma lo conosce solo chi lo riceve. Il dono poi è veramente dono se è libero: non sappia di costrizione o di rispetto umano o di senso del dovere. Esso è inficiato quando si è spinti a farlo per convenzioni sociali o per farsi perdonare. Si dona solo quando si è veramente liberi: nessuno può donare veramente se non sceglie di farlo. Infine il dono è gratuito… e  questo è l’aspetto più vero del dono ma anche quello più difficile. Il dono è irreversibilmente gratuito, cioè fatto con la passione profonda di non aspettarsi nulla in cambio. Quante volte invece i nostri doni sono fatti per “comprare”… e questo rende il dono meretricio, cioè prostituito ad uno scopo, ad un guadagno umano. Il dono è invece l’altro nome di Gesù, perciò i regali che ci scambieremo a Natale abbiano questo sapore di gratuità. Gesù è un dono umile: non reclama diritti ma li offre. E’ un dono nascosto: “non griderà né alzerà la sua voce”, dice il Profeta. Gesù è un dono libero: “nessuno mi toglie la vita”, disse un giorno, “ma sono io che la offro e la riprendo”. Gesù è un dono gratuito: ti accoglie senza chiederti nulla in cambio. Prepariamoci al Natale così… con questa pedagogia del dono. Ogni volta che trovo vestiti che qualcuno ha pensato di portare per la Caritas, gettati davanti alla Parrocchia dove ci piove sopra o i cani ci fanno la pipì, mi viene un magone. I vestiti vanno portati negli orari appositi e consegnati alla segreteria: così sono davvero un dono. Il dono implica una consegna, un contatto umano. Non è donare, venire a buttare i vestiti qui davanti, in qualsiasi ora, solo per sbarazzarsene.  I poveri e la Parrocchia non sono pattumiere. Vestiti a volte sporchi ed in pessimo stato, tanto che i nostri volontari fanno un lavoro faticosissimo ed encomiabile di selezione. I vestiti vanno portati puliti ed in buono stato: così sono un dono. Eppure chi li ha portati ha pensato anche di aver fatto un gran regalo ai poveri, ma come si può pensare che questo sia donare?!… dando del superfluo ed anche in cattivo stato ed in malo modo… giusto per acquietare la coscienza. Ora, la raccolta indumenti sarà chiusa dal 6/12 al 6/1: spero che nessuno pensi di fare pulizie a casa nelle vacanze di Natale e di venire poi a scaricare qui. Educhiamoci a saper donare: solo così non avremo celebrato invano il Natale. Buon Avvento!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 DICEMBRE: S.BARBARA 2019

I Vigili del fuoco che hanno la sede nel nostro territorio parrocchiale, festeggeranno anche quest’anno con noi la festa della loro Patrona: è un bel segno di attenzione e di gratitudine della Chiesa nei confronti di questi uomini che donano generosamente la loro vita per gli altri ogni giorno.

 

16,30 (sul sagrato): “Pompieropoli”: i bambini giocano a fare i pompieri.

 19,00 S. Messa solenne alla presenza di tutti i Vigili del fuoco.

 

 

 

 

 

 

 

 

6 DICEMBRE: SANTA CLAUS 2019

Bambini e famiglie sono invitati alla Messa del 6 dicembre alle 19 per l’arrivo di Santa Claus (S. Nicola) nel giorno della sua festa: egli racconterà ai bambini la storia del Natale e porterà a loro i regali. Diffondete l’evento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

NOVENA DELL’IMMACOLATA OGNI SERA  ore 18,30 (omaggio floreale libero)

 

 

 

 

 

 

 

PRIMO GIOVEDI’ DEL MESE 5 DICEMBRE ore 21,00 (adorazione vocazionale)

 

 

 

 

 

 

VEGLIA IMMACOLATA 7 DICEMBRE ore 21,00 (segue adorazione notturna)

 

 

 

 

 

 

CONSACRAZIONE DEI BAMBINI 8 DICEMBRE ore 10,30 (omaggio floreale bambini)

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EMERGENZA FREDDO 2019

Come già annunciato, apriremo per questo Inverno, un EMERGENZA FREDDO per persone che dormono per strada: sono 8.000 a Roma. Faccio appello a tutta la Parrocchia di coinvolgersi in questa opera di misericordia, dando la disponibilità attraverso la scheda che trovate nei banchi e da mettere nella cassetta verde in fondo alla chiesa. Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCATINO DI NATALE

E’ aperto il nostro bellissimo Mercatino Natalizio tutte le sere dalle 18,00 e la mattina dei festivi nella Sala Sant’Annibale. Il ricavato lo dedicheremo all’emergenza freddo che stiamo per aprire. Visitatelo. Grazie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CHIUSURA TEMPORANEA RACCOLTA INDUMENTI

Dal 6 dicembre al 6 gennaio la Raccolta indumenti è chiusa: vi chiediamo di non portare assolutamente vestiti. Eventualmente solo coperte o piumoni che distribuiamo in questi giorni per il freddo. Potete ricominciare a portare vestiario dal 7 gennaio.

 

 

 

 

 

 

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S. Annibale e il Natale/I

 

 

 

 

 

 

 

In queste domeniche di Avvento, ripercorreremo il rapporto di S.Annibale col Natale. La sua spiritualità cristocentrica non poteva che fargli amare il mistero dell’Incarnazione con viscerale passione e profondità. Dicono i suoi primi biografi che quando aveva il Bambinello tra le mani ritornava come un bambino. Poesia e dramma dei poveri sono le tinte con cui Annibale dipinge il Natale. Gesù Bambino che nasce povero tra i poveri è solo la profezia di quanto avverrà il 1° luglio 1886 quando nell’Eucaristia portata in maniera stabile nel quartiere Avignone, il quartiere malfamato della sua missione, Gesù rinascerà povero tra i poveri. Annibale lega molto il mistero del Natale a quello dell’Eucaristia: in entrambi – egli dice – si ripete l’Incarnazione. Per questo ogni anno nella notte di Natale, egli voleva si offrisse un corporale nuovo e immacolato da porre sull’altare, quasi come fosse una culla, per accogliere il Dio incarnato nell’Eucaristia.

  P. Pasquale

“Per entrare nel regno dei cieli, Gesù vuole che torniamo bambini (Mt, 18, 3). Il Padre scrisse per noi un opuscoletto di venticinque preghiere e proponimenti per implorare dal Bambino questa grazia, impegnando da parte nostra qualunque sforzo per diventare bambini d’innocenza e di semplicità. Egli ebbe dal Signore questo dono: visse perfettamente lo spirito della infanzia spirituale. Ovviamente non poteva non avere particolare tenerezza per il Bambino Gesù. Quando si trovava dinanzi al presepio ‑ che voleva in tutte le case ‑ bisognava cantare i noti versi di S. Alfonso: Ti voglio tanto bene…, e lui li accompagnava con quella voce affocata, che, se non rispettava il valore e il tono delle note ‑ era assolutamente negato al canto il suo orecchio sensibilissimo agli accenti! ‑ rivelava l’intimo fervore che gli bruciava l’anima. Bisognava vederlo quando portava il Bambino Gesù in processione per tutta la casa il 2 febbraio, a chiusura delle feste natalizie. Tra una preghiera e l’altra, tra una strofa e l’altra, lanciava gridi di entusiasmo e di amore: Viva Gesù Bambino. Viva l’incarnato Verbo del Padre… Viva il Figlio della Immacolata Madre… Viva la delizia dei nostri cuori… Viva l’Innamorato delle anime nostre… La litania si allungava quando più quando meno; e tutti a rinnovare quel grido e a battere le mani…Nella notte di Natale poi si faceva al Bambino Gesù una triplice offerta: 1. le preparazioni fatte nella novena, contenenti tutto ciò che nella grotta di Betlemme poteva confortare le pene di Gesù Bambino. 2. I nostri cuori ‑ formando tanti cuori di carta e scrivendovi sopra affetti, propositi, richiesta di grazie ecc. ‑ affinché il Bambinello li metta dentro il suo dolcissimo cuore e li ferisca di eterno amore per Lui. 3. Un corporale nuovo, implorando dal Bambino che renda il nostro cuore puro e candido come quel sacro lino, limpido e netto da ogni macchia, sicché Egli trovi nei nostri cuori il profumo delle sue virtù e la sua  abitazione.” 

                               (P.Tusino, Dall’Anima del Padre – Testimonianze; 8,5)

 

 

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Il RE viene a dormire a casa nostra…

 

 

 

 

Ho deciso col consenso dei miei confratelli che mi collaborano e del Consiglio pastorale, che era giunto il momento di fare qualcosa in più per i poveri, in particolare per le persone che dormono per strada. Non è mai abbastanza quello che facciamo per i poveri, come non è mai abbastanza quello che facciamo per Dio. Credo che sia arrivato il tempo di farlo questo qualcosa in più… anche nel nome di Sant’Annibale, di cui stiamo celebrando l’Anno: egli ha dato la vita per i bisognosi. Non so voi, ma io a volte mi sento un verme quando nella mia camera super riscaldata e avvolto dalla mitica flanella per la quale i miei amici mi prendono in giro, passo le mie serate e le mie notti di inverno. Si… mi sento un verme… pensando alle persone che dormono all’aperto, rannicchiati per terra, sotto cavalcavia o in angoli nascosti sotto la pioggia e a temperature malefiche. Cosa ho fatto io più di loro per meritarmi tutti i comforts? Coloro che vivono per strada sono innanzitutto persone che hanno perso… perso la casa… perso i parenti… perso il lavoro… perso l’amore, perso il senso della loro stessa esistenza. E se non li si tira fuori dalla strada… perderanno anche loro stessi nei vizi e nei mali di ogni tipo, perché la strada abbrutisce, spacca, svuota. Per questo abbiamo pensato di dare anche noi un segno come Parrocchia e di aprire per questo inverno incipiente, una piccola “emergenza freddo” nei locali del nostro Oratorio. Non potremo risolvere i problemi di tutti, al massimo di 4 o 5 persone, ma il poco di tutti fa molto, o per dirla con S. Teresa, tante gocce fanno un oceano. Ci siamo già incontrati con il direttore diocesano della Caritas di Roma, don Ben, al quale abbiamo dato la nostra disponibilità e lui in cambio ci ha dato il suo sostegno. Accoglieremo 5 persone, uomini, da loro conosciuti e selezionati (seconda accoglienza) da dicembre circa fino ai primi di Marzo o fin quando si potrà. In questo giorno, festa di Cristo Re, vorrei chiedere a TUTTA LA PARROCCHIA, di coinvolgersi in questa opera di misericordia: offrendo una cena, offrendo un sorriso quando arrivano, offrendo un sorriso quando escono, offrendo una colazione, offrendo una notte con loro, offrendo vicinanza ed amicizia. Ci servono anche i soldini, perché dobbiamo comprare una lavatrice, ma vi chiederei soprattutto la presenza umana. Sono certo che il Signore, il RE che si nasconde sotto mentite spoglie che sono le spoglie dei poveri, ci renderà il centuplo e ci darà la gioia vera, quella che nasce dal dare e non dal ricevere. La mia intenzione è di mobilitare tutte le membra della Parrocchia: dai bambini del catechismo agli anziani del Rosario, davvero tutti. Già il gruppo Lazzaro e la Caritas parrocchiale che conosce la realtà della strada si stanno mobilitando. Per favore, date la disponibilità compilando il foglietto che trovate nei banchi a fine Messa e mettendolo nella cassetta. I nostri volontari saranno con voi per scambiare qualche idea. Dio vi ricompensi! Buona festa del nostro Re!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EMERGENZA FREDDO 2019

Come già annunciato in 1^ pagina, apriremo per questo Inverno, una piccola EMERGENZA FREDDO per le persone che dormono per strada: sono 8.000 a Roma. Faccio appello a tutta la Parrocchia di coinvolgersi in questa opera di misericordia, dando la disponibilità in qualsiasi cosa, compilando a fine Messa il foglietto che trovate nei banchi e mettendolo nella cassetta in fondo. Troverete anche dei volontari per scambiare qualche parola. Il RE che oggi festeggiamo, si nasconde sotto le mentite spoglie dei poveri. Egli, ne sono certo, ci renderà il centuplo e ci darà la gioia vera, quella che nasce dal dare e non dal ricevere. Grazie a tutti…

 

 

 

 

 

 

 

24 NOVEMBRE: FESTA DI CRISTO RE E CONCLUSIONE ANNO LITURGICO

Ore 18,30: Vespri solenni e canto delle “Laudes Regiae” .

 

 

 

 

 

 

 

 

27 NOVEMBRE: FESTA DELLA “MEDAGLIA MIRACOLOSA”

 Ore 19,00: S. Messa solenne e benedizione delle medaglie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

29 NOVEMBRE: NOVENA IMMACOLATA – MERCATINO NATALIZIO

Il 29 novembre alle ore 18,30 inizia la solenne Novena dell’Immacolata che si terrà fino al 7 dicembre alla stessa ora. Quest’anno non saranno i gruppi parrocchiali a fare l’omaggio floreale, ma chiunque vuole, liberamente, ogni sera potrà fare l’omaggio alla Madonna. Alle ore 18 inauguriamo il mercatino natalizio allestito nella Sala S. Annibale. Un grande grazie alle nostre volontarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

30 NOVEMBRE: “ANNO DI S. ANNIBALE” – CONFERENZA MENSILE

L’ultimo sabato del mese, il 30 novembre, alle ore 17,00 in chiesa si tiene l’incontro mensile di formazione su Sant’Annibale in questo anno a lui dedicato. Questo mese ci sarà P. Rosario Graziosi sul tema dei poveri; egli lavora in mezzo ai bisognosi dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Tutti siamo invitati all’incontro, in particolare sono tenuti a venire tutti gli operatori pastorali parrocchiali.

 

 

 

 

 

 

 

 

30 NOVEMBRE: INIZIO DELL’AVVENTO E DEL NUOVO ANNO LITURGICO

Ore 18,30: Primi Vespri di Inizio Avvento e del nuovo Anno liturgico.

 

 

 

 

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  Sant’Annibale e Cristo RE

 

La regalità sociale di Cristo fu una categoria fondamentale della cristologia di S. Annibale e di quella del suo tempo. Egli aveva vissuto sin da piccolo, l’esperienza di totalitarismi che avevano presunto di sostituirsi al dominio di Cristo sul mondo e sulla storia. La prepotenza di Garibaldi, il socialismo russo e l’inizio del fascismo accompagnarono la storia di P. Annibale. Spesso nei suoi Scritti si ritrovano cenni a questi scenari storici e sono come chiavi di lettura della sua teologia e pastorale. Lo stesso Pio XI nel 1925 aveva istituito la festa di Cristo Re per riaffermare il dominio sociale e politico di Cristo, proprio quando si affacciavano sul mondo i totalitarismi del Novecento.Voglio proporvi oggi un Inno scritto da P. Annibale per il 1° luglio 1926 dedicato a Cristo Re; il linguaggio ovviamente è datato ma è soprattutto poetico. Gli Inni del Primo Luglio erano poemi e preghiere che Annibale scriveva per ogni anniversario di quel 1° Luglio 1886 quandò iniziò la presenza di Cristo Eucaristico in mezzo ai suoi poveri. Questo fu l’ultimo che egli scrisse; l’anno successivo morì, mentre l’anno precedente il Papa aveva istituito la festa di Cristo RE…e forse per questo il titolo che Annibale diede al Signore in quell’anno, fu proprio quello  di Re… e fu quello con cui chiuse la sua vita. 

P. Pasquale

 

 

 

“A GESÙ RE ETERNO DELL’ETERNA ED UNIVERSALE REGALITÀ

 

 

O Signor nostro Gesù Cristo Uomo-Dio,

Alla regalità che in Te risiede

Qual dall’Eterno Padre in Te sortìo

L’inno sollevi l’universa Fede.

 

Sia tutto un canto che di eteree note

Celestial, unanime armonia,

O da prossime spiaggie o da remote,

Salga alle sfere dove il ciel s’india.

 

Voi fiori, scherzi del celeste spiro,

Sia il vostro olezzo al Re divino un canto.

O sole ardente con le stelle in giro,

Dargli onore di luce: ecco il tuo vanto.

 

 

O solitari monti, antri e caverne,

O distese dei mari interminati,

Inni sciogliete alle bellezze eterne

Del Cristo Rege e Dio che vi ha creati.

O Serafini, o Cherubini, o Troni,

O Dominazioni, e voi Virtù,

Potestà, Principati, or tutti proni

Con gli Arcangeli e gli Angeli, a Gesù

 

Dall’arpe d’oro sprigionate un suono

Che tutto quanto il Paradiso invada

Pel vostro Re pur nostro, e del suo trono

Cielo, terra ed abisso al pié gli cada.

 

O nazioni, o popoli, accorrete

Fiduciosi nella sua clemenza;

È Re di pace, é Re d’amor: vedrete

Quanto é dolce la sua mite indulgenza.

 

Regalità suprema! E festi degna

Di Te la fede a gran trionfi avvezza.

Dai tuoi cibori orsù procedi e regna,

O Specioso, con la tua bellezza.

 

Spettacolo sublime! Ai tuoi Congressi

Vedi popoli e popoli agitarsi,

E folle e turbe, e i tuoi leviti anch’essi,

Gl’incerti e i tardi al tuo passar chinarsi.

 

Regna, regna, o Gesù; ma perchè regni,

Tua legge ell’è che dall’ardente Cuore

Trar voglia eletti numerosi e degni,

Sacri Operai della tua messe in fiore.

 

Rogate, hai detto, il gran Padrone Iddio,

Battete, e il varco spalancato fia.

Deh! non ti cada in meritato oblio

D’otto lustri il clamor di questa Pia.

 

Deh! se tu assorbi nelle tue preghiere,

O Re benigno, i suoi continui lai,

A tutti e a noi dalle celesti sfere

Infiniti darai – sacri Operai.”

 

 

 

 

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Carissimi, uno straordinario evento musicale ci viene offerto per VENERDI’ 22 NOVEMBRE, FESTA DI S.CECILIA, Patrona della musica e del canto. Si terrà presso la nostra chiesa parrocchiale, un OMAGGIO MUSICALE A S.CECILIA tenuto da una RASSEGNA di CORALI delle Parrocchie vicine, compresa la nostra: SS.Antonio e Annibale Maria, SS.Fabiano e Venanzio, S.Maria Ausiliatrice e Corpo e Sangue di Cristo. L’evento è stato organizzato dalla nostra corale parrocchiale e dal suo maestro, Paolo, che ringraziamo di cuore. Vi invito anche a diffondere l’evento.L’OMAGGIO SI TERRA’ ALLE 19,45 SUBITO DOPO LA MESSA DELLA SANTA. Non perdiamo questi appuntamenti che ci fanno crescere nell’anima.

P.Pasquale

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2009 – 15 novembre – 2019

 

 

 

Venerdì ho voluto rivedere il video della consacrazione dell’altare, avvenuta la mattina del 15 novembre 2009 per le mani dell’allora Card. Vicario, Agostino Vallini. Mi sono emozionato e commosso perché mentre il video avanzava, sfilavano davanti ai miei occhi volti di persone che non ci sono più; volti di altri totalmente cambiati e segnati dalla sofferenza e dal tempo e volti di piccoli, ora già adulti e alle prese con le sfide della vita. Anche io ero diverso (20 Kg in meno!…sigh!); tanti dei collaboratori con volto giovane e sorpreso. Solo una cosa è rimasta tale mentre la vita in questi anni gli è passata accanto….il nostro altare. Ho rivisto anche il momento in cui quella pesante mensa di marmo è stata collocata sul basamento con la forza di più di 10 uomini sotto gli occhi stupiti di me e del parroco di allora. Ho rivisto con stupore la lunga unzione che il Cardinale volle fare di tutta la mensa con il sacro crisma, senza lasciarne scoperto neanche un angolo. Ho contemplato il fumo dell’incenso che dal braciere è salito prepotente verso l’alto ed infine le mani pietose delle quattro donne che hanno deterso e pulito la mensa e l’hanno rivestita della tovaglia, quella stessa che in questo anniversario lo copre. Ho pensato a quanta vita è passata su questo altare in questi dieci anni; quante Eucaristie; quanti sacerdoti; quante persone ne hanno attinto forza. Quanti bambini vi si sono assisi per la prima volta nella Prima Comunione; gli sposi che su di esso hanno deposto il loro amore; il dolore di tante famiglie che ad esso hanno affidato i loro lutti. Davvero su quella mensa ci ritroviamo tutti in ogni momento della nostra esistenza; quando la gioia ci da pace e quando la paura ci paralizza. Anche io, se ripenso a tutte le Messe celebrate in questi dieci anni su questo altare… ripenso alla mia storia… fino a quella celebrata per mia madre e per mio padre. Davvero l’altare è la casa di tutti. Il nostro altare è la casa di tutti noi. Nessuno è escluso da questa grazia. L’altare è il cuore della nostra Comunità! Esso pulsa in quella doppia dimensione che è la sistole-la comunione e la diastole-la missione. Come un corpo senza il cuore che batte, muore, così anche la nostra chiesa, la nostra Parrocchia, le nostre vite si spengono. L’altare è il grembo che ogni domenica ci partorisce nuovamente, ogni volta che da esso scaturisce misteriosamente il dono dell’Eucaristia. Quando entriamo in chiesa, dopo aver adorato la presenza viva del Signore nel tabernacolo, onoriamo l’altare. Guardiamolo come se fosse nostra madre… perchè è esso che genera l’Eucaristia. Non ci sarebbe neanche il tabernacolo, la chiesa, la salvezza se non ci fosse l’altare. Ecco perché lo avvolgiamo di incenso, lo rivestiamo di luci e di fiori e non ci stanchiamo mai di baciarlo. Esso è la nostra madre, la porta, il grembo, la fonte, il ristoro, il riposo, il futuro, il presente, il passato, la salvezza, lo spazio e l’infinito, il temporale e l’eterno. L’altare, cioè Cristo, è tutto per noi!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Nella Sala S.Annibale: mercatino “Salvamamme” per aiutare le mamme in attesa con difficoltà economiche. Siate generosi pensando a queste giovani vite in arrivo.

 

 

 

 

 

 

 

17 NOVEMBRE: 10° ALTARE E 20° P. MICHELE E FR. DOMENICO

Come già sapete, oggi alle 10,30 faremo solenne memoria dei 10 anni di consacrazione del nostro altare e dei 20 anni della morte di P. Michele Lamacchia, pastore buono, e di fr. Domenico Filograsso, fedele servitore. Scopriremo due targhe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

21 NOVEMBRE: GIORNATA DELLE CLAUSTRALI

Anche quest’anno andremo a vivere la Giornata delle contemplative in un monastero romano di clausura: le Clarisse di via Vitellia a Monteverde. Avremo un incontro con la comunità alle 16 e la celebrazione eucaristica con loro alle 17. Chi vuol venire si segni in segreteria: se siamo in tanti prenderemo un pulmino.

 

 

 

 

 

 

 

22 NOVEMBRE: RASSEGNA DI CORALI PER S.CECILIA

Il 22 novembre, festa della Patrona della musica e del canto, alle ore 20,00 la nostra chiesa parrocchiale ospiterà uno straordinario evento musicale in omaggio a S. Cecilia: una Rassegna di varie Corali delle Parrocchie vicine. Vi aspettiamo.

 

 

 

 

 

 

 

24 NOVEMBRE: VESTIZIONE MINISTRANTI

Come ogni anno nella solennità di Cristo Re, anche in questo 2019, alcuni fanciulli, chiamati da Gesù al servizio dell’altare si vestiranno da ministranti durante la Messa delle 10,30. Preghiamo per Salvatore, Aurora, Raffaele e Sara.

 

 

 

 

 

 

 

24 NOVEMBRE: GIORNATA CARITA’ PARROCCHIALE

L’ultima d.ca del mese raccogliamo alimenti per la nostra Caritas; per domenica prossima vi chiediamo: tonno, latte a lunga conservazione, biscotti, riso e soprattutto olio. Potete deporli dinanzi alla Cappella di Sant’Annibale. Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 

24 NOVEMBRE: VESPRI SOLENNI E CANTO LAUDES REGIAE

Al termine della solennità di Cristo Re e dell’Anno liturgico celebriamo alle 18,30 i Vespri solenni, conclusi con l’antico canto delle “Laudes Regiae” che sono antiche invocazioni a Cristo Re che si cantano in questo giorno. Il Signore vi attende!

 

 

 

 

 

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  Sant’Annibale e i poveri

 

In occasione della Giornata mondiale dei poveri, voglio proporvi uno tra le centinaia di testi di Annibale Di Francia sui poveri: egli è chiamato nella Liturgia “vero padre degli orfani e dei poveri”, come è definito nella S. Scrittura il Signore: “padre degli orfani e difensore delle vedove”. In questo testo Sant’Annibale difende e giustifica il suo amore per i poveri: vi si ritrovano interessanti e attualissime tracce di giustizia sociale. Davvero lo sguardo di Annibale, diremmo oggi con la Chiesa di Roma, è uno sguardo contemplativo, attento a cogliere il grido della città. 

P. Pasquale

“Mi si accusa che soccorro i poveri. Questa accusa, in verità, mi fa dispiacere! Soccorrere i poveri afflitti, miseri, abbandonati, morenti di fame e di freddo, storpi, ciechi, inabili al lavoro, è obbligo di ogni cristiano, anche facendo degli sforzi. Gesù Cristo Signor nostro ci ha insegnato di fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi.

Ma voi non avete i mezzi per soccorrerli, avete gli orfani da provvedere.

Io non ho mai tolto nulla ai miei orfani ricoverati per soccorrere i poverelli. I mezzi li ho procurati dalla pubblica beneficenza, ed ho constatato che una Provvidenza suprema, innanzi alla quale il povero non vale meno del ricco, non mi ha fatto mancare mai i mezzi per dare un po’ di minestra e un po’ di pane ai poveri più derelitti e bisognosi.

Ma voi soccorrete accattoni, che potrebbero lavorare.

Prego i miei signori di venire qualche giorno nell’ora del mezzodì al mio istituto e vedranno la probatica piscina. Vedranno vecchi decrepiti, ciechi, storpi, languenti d’inedia. Assicuro che ne ho presi svenuti a terra per fame. Se poi fra tanti ve ne siano disoccupati, non c’è forse anche tra i disoccupanti quelli che, pur volendo lavorare, non trovano lavoro del loro mestiere? La società deve condannare a morte costoro? Ma la carità e l’umanità non osano farlo, non osano negare almeno un tozzo di pane.

Ma noi sappiamo che taluni v’ingannano e vi rubano.

Può darsi che sotto le mentite forme di estrema povertà si nasconda alle volte un mariuolo, e mi rubi la minestra e il tozzo di pane. (Gran cosa, in verità!). Ma io non posso adottare la massima: Purché il reo non si salvi, il giusto perisca! Non posso, dico, per timore di dare il tozzo di pane ad un accattone finto povero, negarlo a tanti infelici! Mi rubano! Ma, di grazia, signori, giammai loro sono stati rubati? Giammai l’umana frode e simulazione vi ha tratto i quattrini dalla tasca o dalla cassaforte, nonostante la vostra vigilanza ed oculatezza? Ah, forse vi sto toccando un tasto ben doloroso e vi sto risvegliando memorie funeste! … Prego dunque che non mi si critichi con tanta facilità, se mentre distribuisco un soccorso a tanti poveri afflitti, capita nella mischia un accattone, il quale alla fine è doppiamente infelice! Sì, la società non si curò di lui quando era un discolo, un accantoncello; egli fu abbandonato a se stesso, si diede a mala via: oggi la società lo condannerà a morte? Almeno nell’alito celeste della carità potrà egli trovare un’aura di pace, che lo riconduca a miglior consiglio!”   (Discorso 20-8-1906).

 

 

 

 

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Domenica prossima siamo tutti invitati alla celebrazione in memoria di Padre Michele Lamacchia e Fratello Domenico Filograsso nel 20° anniversario della loro morte, avvenuta rispettivamente il 7 e 28 ottobre 1999: entrambi hanno fatto parte della nostra Parrocchia per parecchi anni.

Padre Michele Lamacchia, parroco per vari anni, è stato sempre un buon pastore di questa porzione di gregge del popolo di Dio: ancora oggi viene ricordato per il suo zelo e la sua bontà paterna.

Fratello Domenico Filograsso, anch’egli per decenni, è stato un fedele cultore di ordine e bellezza al servizio del decoro della nostra chiesa e della Liturgia.

La celebrazione sarà domenica prossima, 17 novembre 2019 alle ore 10.30, presieduta dal Superiore Generale, Padre Bruno Rampazzo. Nella stessa celebrazione ricorderemo anche i 10 anni della dedicazione del nuovo altare della nostra bella chiesa.

Al termine della celebrazione, scopriremo due targhe in ricordo dei due confratelli.

Partecipiamo tutti con fede!

 

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GRAZIE!!!!!!

 

 

 

 

Oggi è un giorno per imparare a dire: grazie! La II domenica di novembre in Italia si celebra la Giornata del ringraziamento, quella che negli Stati Uniti si festeggia in pompa magna il 4° giovedì di novembre, con un sontuoso pranzo per il quale ogni anno, ne fa le spese un grande tacchino. In USA è quasi come il Natale: le famiglie si riuniscono per il pranzo; è festa nazionale; il Presidente degli Stati Uniti rivolge un messaggio ufficiale alla Nazione; non deve mancare il tacchino sulla tavola. La festa è profondamente cristiana e vuole ringraziare il Signore per l’ultimo raccolto.. l’autunno è l’ultima stagione del raccolto. Come il Natale, anch’essa è divenuta consumistica, ma il cuore della festa è certamente cristiano: imparare a dire grazie perché tutto è dono e nulla ci è dovuto. Oggi portiamo all’altare i doni della stagione autunnale, così ricca di frutti e di colori. Lo faremo anche noi nella Messa delle 12, grazie al Gruppo Lazzaro che offrirà al Signore i doni a nome di tutta la Parrocchia e li donerà l’indomani ai poveri nel consueto giro del lunedì. Concluderemo poi con un pranzo condiviso, al quale chi vuole, può unirsi nella cucina del 2° piano. Questa giornata però, non è solo per aggiungere un po’ di colori autunnali alle nostre assemblee, ma è un giorno anche per riflettere su quella parolina, preziosa e rara come una perla e per imparare a pronunciarla con la vita: grazie! Si … perchè il grazie non è una parola magica delle nostre labbra che chiude ogni rapporto, ogni debito, ogni sospeso, ma è una parola da imparare a pronunciare con la vita. A volte solo sulle labbra, può risuonare anche fastidiosa o sarcastica se non è accompagnata dalla sincerità del cuore. Dalle mie parti infatti, quando il dono è stato grande e non si può ricambiare, si usa dire: “non ti dico grazie…”, che significa sostanzialmente: “ti contraccambierò con la vita”, perché la parola “grazie” sistemerebbe la relazione solo in un’ottica di giustizia distributiva: ad ognuno il suo. Invece ci ricorda S. Paolo che abbiamo sempre un unico e solo “debito verso tutti” che è “l’amore vicendevole”. La parola “grazie” infatti viene da “gratia” e “gratis”, ossia da un’assoluta gratuità che non vuole nulla in cambio e che è frutto solo di cuore generoso come quello di Dio e dei suoi Santi. In una società come la nostra che pretende solo diritti – ogni capriccio deve diventare diritto – la parola “grazie” è fuori moda. Tutto ci è dovuto. Tutto è diritto. Tutto vogliamo. Ci viene in aiuto sempre S. Paolo: “ma di che cosa ti vanti o uomo se tutto hai ricevuto?!”. Solo chi ha capito che la vita è un contenitore di doni e non di diritti, sarà veramente felice. Ce lo insegna quella Eucaristia che adoriamo e di cui ci nutriamo… che significa appunto “ringraziamento”. Ogni S. Messa è sempre l’immenso grazie del Figlio al Padre per noi. E “grazie” è il secondo nome di Gesù. “Meditate gente… meditate…” Buona festa del ringraziamento!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10 NOVEMBRE: GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO

Oggi, II domenica di Novembre, si celebra la Giornata del Ringraziamento: la vivremo nella liturgia delle 12 e col pranzo condiviso alle 13: chi vuole può venire.

 

 

 

 

 

 

11 NOVEMBRE: CASTAGNATA DI S. MARTINO

 

Domani 11 novembre è la festa di S. Martino: siamo tutti invitati alla tradizionale “Castagnata di San Martino” alle ore 20 sul sagrato e nella Sala S. Annibale. Le castagne sono offerte dai catechisti: potete portare un dolce alle castagne, il vino novello o una pietanza per la cena. Buon San Martino a tutti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15 NOVEMBRE: X ANNIVERSARIO DEDICAZIONE ALTARE

 Il 15 novembre ricorre il X anniversario della consacrazione del nuovo altarefesteggeremo la ricorrenza domenica 17 alle 10,30 con una solenne celebrazione presieduta dal P. Generale con la presenza del Parroco di allora, P. Enzo.

 

 

 

 

 

 

 

17 NOVEMBRE: IN MEMORIA DI P. MICHELE LAMACCHIA E FR. DOMENICO FILOGRASSO, ROGAZIONISTI

 

Domenica prossima, 17 novembre, alle 10,30 nella celebrazione presieduta dal P. Generale per i 10 anni della consacrazione dell’altare, faremo memoria anche dei 20 anni della morte di un grande pastore della nostra Comunità e da tutti amato, P. Michele Lamacchia e di fr. Domenico Filograsso che ha curato il decoro della chiesa: entrambi vissuti per decenni al servizio della nostra Parrocchia e qui deceduti, rispettivamente il 7 e il 28 ottobre 1999. Al termine della S. Messa scopriremo due targhe in loro memoria. Vi aspettiamo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

 

Domenica prossima è la 3^ GIORNATA MONDIALE DEI POVERI, fissata nella penultima domenica dell’Anno liturgico. Da due anni la dedichiamo ad una delle 7 opere di misericordia: due anni fa la povertà dei carcerati grazie ai volontari di Rebibbia; l’anno scorso la povertà degli affamati col Centro distribuzione alimenti. Quest’anno la dedichiamo a “vestire gli ignudi”: i nudi da vestire sono i bambini in arrivo: per questo ospiteremo il mercatino “Salvamamme” per aiutare le mamme in attesa che hanno bisogno di sostegno economico. Ringraziamo le volontarie, Tiziana e Marina, che allestiranno il mercatino ed offriranno la loro testimonianza.

 

 

 

 

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  Sant’Annibale e le anime del Purgatorio

 

 

           “Se non ci muove a suffragare quelle anime il loro stato miserevole, e la facilità con cui possiamo refrigerarle, ci muova almeno il nostro stesso interesse. Sì, il nostro interesse! Non sono pochi, fratelli miei dilettissimi, i vantaggi che a noi provengono dal suffragare le anime purganti. In primo luogo suffragare quelle anime vuol dire attirarsi la protezione e la misericordia di Dio, il quale molto si compiace che venga placata la sua giustizia a favore di quegli spiriti eletti, già predestinati alla gloria del Paradiso. Allorquando noi con le nostre preghiere solleviamo le anime penanti del Purgatorio, sono esse stesse che impetrano misericordia per noi al divino cospetto.

Ivi non avviene quello che spesso in questo mondo succede, che la persona beneficata mette ben presto in dimenticanza la persona benefattrice. Ivi quelle anime, grate a quanto per loro facciamo, ne dimandano con istanti suppliche da Dio larga corrispondenza, ed oh, quanto è efficace la loro preghiera! Ben lo sanno i devoti delle anime purganti, che hanno sperimentato in cento casi la loro valevole protezione! Altri, assaliti dai ladri, furono liberati da quegli spiriti benedetti, apparsi in forma di guerrieri per mettere in fuga i masnadieri. Similmente, o fratelli dilettissimi, mostrerà Iddio la sua compiacenza con coloro che suffragano le anime purganti.

Facciamo anche noi come la prudente Abigaille: presentiamo al Signore dei doni e delle suppliche per placare il suo giusto sdegno, diamogli noi soddisfazione per i difetti commessi da quelle anime, diciamogli, come diceva quella donna al Profeta: Signore, non fate caso della stoltezza di quelle anime, compatite alla loro debolezza. ‑ Si placherà alle nostre offerte, alle nostre preghiere la giustizia di Dio, la sua misericordia trionferà su quelle povere anime, e Gesù Cristo soddisfatto ci dirà: Benedetto il vostro parlare, e benedetti siate voi che avete impedito che io mi vendicassi con la mia mano. Allorquando noi con le nostre preghiere solleviamo le anime penanti del Purgatorio, sono esse stesse che impetrano misericordia per noi al divino cospetto.”

  (Discorso 2 novembre 1879; Scritti vol. 45 pp. 401-411)

 

 

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A volte vorrei mollare …

 

 

 

Abbiate pazienza e soprattutto abbiate pietà di me, ma anch’io ho i miei limiti e a volte anche se non lo manifesto, scoppia dentro di me “la vena del Casilino” quando vedo l’approcciarsi alla Messa o alla Parrocchia come un puro atto formale, freddo e disinteressato. Preferirei avere la Chiesa vuota…ve lo confido… piuttosto che vedere dal presbiterio dove normalmente sono “allocato” durante le celebrazioni,gesti che parlano molto più di parole. Bocche che si spalancano come forni pronti ad ingoiare più che il Leviatàn di biblica memoria; persone che durante l’omelia (posso capire alcune omelie ma non tutte…) guardano fisso nel vuoto o magari si leggono nel frattempo il foglietto della Messa, cosi “si portano avanti” o peggio ancora al momento degli avvisi, si alzano e se ne vanno, in barba ad ogni comune forma di educazione quando uno parla di “cose di famiglia”. Poi ci sono le famiglie che curi più da vicino e che hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione da pochi giorni e ti aspetteresti che sposino la mentalità evangelica che la Parrocchia vuole offrire e invece, mentre tu in chiesa festeggi Holyween e la luce, loro te li trovi vestiti da mostri a festeggiare Halloween, con tanto di selfie in bella mostra sugli stati di whatsapp. Eppure sono anni che diamo anima e corpo per evangelizzare su questo evento del 31 ottobre. Ma non voglio assolutizzare Halloween… è solo un esempio. E mentre tu dai l’anima insieme ai tuoi collaboratori, con fatiche e sacrifici e tante speranze che la messe che ti è stata affidata cresca, ti ritrovi pochissimi bambini con fiore bianco quando la tua Parrocchia accoglie quello che di più prezioso ci può essere dopo l’Eucaristia: il cuore dei nostri Santi. Io non mi risparmio in nulla per la Parrocchia perché credo che l’unica forma possibile per un pastore di amare le sue pecore è dare tutto: cioè perdere il sonno, la pace e a volte anche la salute del corpo, purchè le pecore abbiano pascoli sempre verdi, acque sempre fresche, sole che le illumina e coperte per la notte. Non cambierò mai! Se Dio mi aiuta… Resterò così fino a consumarmi… perchè è bello consumarsi per amore, però sappiate che se a volte mi “esce la vena del Casilino” è perché lo zelo di arrivare a tutti e di far crescere tutti mi consuma. Forse qualcuno potrà giudicarmi superbo, ma c’è un fuoco dentro di me e non riesco a contenerlo. Per questo mi arrabbio, spesso con le persone a me vicino. Voglio il massimo da tutti, “ad modum recipientis”….è ovvio. Ma voglio il massimo! Se volete una Parrocchia usa e getta o take away, beh… questa non fa per voi! Se qualcuno non è d’accordo…non è assolutamente un problema. Anche Gesù disse ai suoi: “anche voi volete andarvene?”. “Qui si vende pesce fresco”… diceva un vecchio cartello di un pescivendolo…  e il pesce fresco… costa. Se volete “surgelati”….andate altrove. Vi amo alla follia popolo mio!

Il vostro Parroco

 

 

 

 

 

 

 

 

1-8 NOVEMBRE: OTTAVARIO DEI DEFUNTI

 

E’ iniziato l’Ottavario dei defunti: si svolge ogni sera fino all’8 novembre nella S.Messa delle 19,00  predicato da P. Pasquale Maranò sui “Novissimi”. L’Ottavario è offerto per tutti i vostri defunti che avete iscritto al Suffragio.

 

 

 

 

 

 

 

4 NOVEMBRE: PREGHIERA PER I MALATI

 

Il 4 novembre è il 1° lunedì del mese: alle ore 18 in cappellina come di consueto si svolge la preghiera di intercessione per i malati animata dalla S. Egidio.

 

 

 

 

 

 

 

 

4 NOVEMBRE: RICORDO DEI CADUTI IN GUERRA

 

 

Nella S. Messa dell’Ottavario del giorno 4 novembre faremo uno speciale ricordo dei militi italiani caduti nelle due guerre mondiali. Non dimentichiamoci di loro!

 

 

 

 

 

 

 

7 NOVEMBRE: 1° GIOVEDI’ DEL MESE

 

Giovedì 7 novembre è il 1° giovedì del mese: tutta la Parrocchia si ritrova unita con i Rogazionisti per una speciale supplica mensile per le vocazioni nell’ultima ora di adorazione serale: dalle 21 alle 22. Invito come sempre tutti a partecipare, in particolare gli aderenti all’Unione di preghiera per le vocazioni.

 

 

 

 

 

 

 

9 NOVEMBRE: FESTA DELLA CATTEDRALE

 

Sabato 9 novembre alle ore 17.00, nella festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, sede del Papa e Cattedrale di Roma, il Santo Padre presiederà una solenne S.Messa nella quale darà il mandato alle equipes pastorali di tutte le Parrocchie della città. Esse hanno il compito di pensare e stimolare tutta la Comunità parrocchiale ad “ascoltare il grido di sofferenza” delle persone che vivono nel proprio quartiere. Questo è ciò che il Papa, nostro Vescovo, vuole da noi in questo Anno diocesano. Anche la nostra Parrocchia ha la sua “equipe pastorale del grido” che è già al lavoro e che riceverà il mandato sabato prossimo dalle mani del Papa. Essa è formata da: P. Manhal, viceparroco; Carlo Landi, Adriana Longhi, Salvo Lombardo, AnnaMaria Chicca ed Enrico Frigerio. Prossimamente ci presenteranno le loro proposte operative.

 

 

 

 

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Sant’Annibale e la pietà per i defunti

 

 

 

“Non vi è stato popolo sulla terra che non abbia avuto, in ogni tempo, una speciale memoria pei defunti. Il culto delle tombe è antico quanto la morte. Ma il Cristianesimo, che tutte le cose santificò, rese oltremodo venerando questo culto, e formò un dovere del ricordo degli estinti, dacché ci ha fatto conoscere che le anime dei trapassati, trovandosi in gran numero nel Purgatorio, han bisogno dei nostri suffragi per volarsene al Paradiso. Dopo questo sublime insegnamento della cattolica Fede, non vi è più chi possa mettere in dimenticanza la memoria dei suoi cari estinti. La pena più sensibile alle povere anime purganti, è la lontananza da Dio. Dio! noi non lo conosciamo in questo mondo! Ah, siamo come cieco-nati che non desiderano la luce del sole perchè non l’hanno mai veduta! La desiderano però con un intimo, con un ineffabile desiderio le anime del Purgatorio; lo videro esse Iddio appena si presentarono al suo cospetto: videro la sua bellezza infinita, quella bellezza che tiene in estasi sempiterna tutte le miriadi dei celesti comprensori: ma quel vederla fu un istante: la videro e la perdettero! Eppure, quali profonde impressioni lasciò dentro di loro la vista di Dio! Non valgono tutte le fiamme del Purgatorio a distrarle da quell’amorosa attenzione. Pensano Iddio, l’amano, lo bramano, l’anelano, lo sospirano: come colombe imprigionate, battono e ribattono le ali dei loro desideri. Non possono volare a Dio se non prima soddisfano interamente la sua giustizia! Ma ciò che non possono fare esse stesse, possiamo farlo noi in loro favore. Se a loro non è permesso aiutarsi, a noi è imposto di soccorrerle. E’ un dovere, è un obbligo di carità. Le anime del Purgatorio sono nostro prossimo non meno di quando erano in questa terra, anzi lo sono di più, perchè confermate in grazia: e come nostro prossimo dobbiamo interessarci della loro dolorosa posizione e sollevarle. Possiamo suffragare le anime purganti in primo luogo con l’ascoltare la Santa Messa per loro. Oh, la Messa, che grandi refrigeri apporta a quelle povere anime! Si legge che S. Gregorio con una sola Messa liberò in una volta tutte le anime del Purgatorio. Ed è certo che ad ogni Messa un gran numero di quelle anime se ne salgono al cielo. Un secondo mezzo per suffragare le anime purganti è la recita del Santo Rosario. Quando noi recitiamo la corona di Maria Santissima per qualche anima, quell’anima sente quasi smorzare le ardenti fiamme che la circondano, e prova invece un refrigerio di Paradiso. Possiamo inoltre suffragare quelle anime con le elemosine, con i digiuni, con le preghiere, con le mortificazioni e con qualsiasi opera buona, nonchè applicando in loro vantaggio le sante indulgenze. Anzi è cosa assai meritoria suffragare le anime sante del Purgatorio col così detto atto eroico di carità, che consiste nell’applicare in suffragio di quelle anime tutto il merito di tutte le nostre opere, tutte le indulgenze di cui siamo capaci, e tutti i suffragi che riceveremo dopo morte.”

 (Discorso 2 novembre 1879; Scritti vol. 45 pp. 401-411)

 

 

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   IL CUORE DI SANT’ANNIBALE

 

Il 1° novembre alle ore 19 tutta la Parrocchia è invitata alla Solenne Celebrazione presieduta dal Cardinal Re per l’accoglienza della insigne reliquia del “Cuore di S. Annibale” che resterà per sempre in mezzo a noi.

Con tale celebrazione inizierà l’Anno di S. Annibale che ci aiuterà a crescere nel desiderio della santità.

Sarà un anno pieno di iniziative per conoscere meglio il Santo della nostra Parrocchia e il fondatore dei nostri grandi Rogazionisti.

Partecipiamo tutti alla festa della sera del 1° novembre!

 

 

 

 

 

 

 

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