E’ possibile per sempre!

 

 

Cercare, nonostante un mondo “usa e getta”, a costruire un “per sempre” nell’amore… ecco questo è quello che davvero mi commuove! E’ stato un corso per fidanzati davvero bello e ricco di comunione, quello che si è concluso domenica scorsa a Nemi con il ritiro di un week-end. I fidanzati che si sforzano di costruire l’Amore sono i collaboratori di Dio, perché Egli per rivelare il suo amore ha semplicemente inventato quello che si chiama matrimonio, dove i due volti della creatura umana si fanno una “sola carne” per dare la vita. Questo è Dio… e ogni coppia che vuole fare questo, obbedisce a questa vocazione misteriosissima e immensa che Dio ha inscritto nel cuore dell’uomo e della donna. Tutti, soprattutto noi preti, abbiamo bisogno di vedere che molti giovani e donne obbediscono alla chiamata all’Amore: per me è come una carezza sul cuore che mi fa sentire di non aver dato la mia vita invano. La mia vocazione infatti, è al servizio di quella del matrimonio e viceversa: io sono prete per servire la famiglia… i papà, le mamme, i figli, i poveri, i malati. Tutti sono parte di questo mistero che S. Paolo dice essere grande: quello del matrimonio e della famiglia. Le 11 coppie di questo Corso sono state proprio un segno della tenerezza di Dio per me: miti, dolci, profondamente aperte a ricevere. Allo stesso modo mi hanno dato gioia le altrettante coppie della Parrocchia che hanno tenuto gli incontri: fratelli e sorelle uniti in matrimonio da un po’ di anni che hanno offerto la loro esperienza. Si… la loro esperienza… e non la teoria, perché è solo la Vita che insegna a vivere. A cosa serve un corso prematrimoniale infarcito di nozioni teoriche, intellettuale o piuttosto ideale?! Ogni coppia che ha tenuto l’incontro ovviamente ha presentato i valori e i principi evangelici del matrimonio cristiano in maniera chiara, ma dimostrando soprattutto che è possibile viverli. Insomma un corso di un mese e mezzo in cui tutti, io per primo, abbiamo fatto un bel pieno di speranza per andare avanti… perchè nulla è impossibile a Dio”, anche quando siamo nella disperazione più cupa. Basta ammettere il proprio male e affidarsi a Lui. Il demonio vuole gettarci nella disperazione; il Signore invece ha sempre l’ultima parola su tutto… e la sua ultima parola è la misericordia!  Buon Avvento di gioia, oggi che è la Domenica della gioia: Gaudete”!                                                                                                                       

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

NATALE CON I POVERI

 

 

 

 

Carissimi amici, non è Natale se i poveri non ne fanno parte: questo ci insegna il Bambinello nato povero tra i poveri. Pertanto vi elenco alcune possibilità per aiutarci ad aiutare, sperando davvero nel vostro buon cuore. Un grazie immenso gia’ da ora e ricordatevi che… “chi dona al povero, presta a dio!”  (Pr.19,17)

 

 

 

 

UN DONO A CHI VIVE PER STRADA

sciarpe, guanti, cappelletti, calzini, ovviamente nuovi: portateli entro le 11 del 24/12. Il “gruppo Lazzaro” le porterà in dono la sera della vigilia di Natale.

 

 

 

 

 

 

IL PICCOLO CENONE

lasagne o frittata di pasta al forno o verdure o frittate varie: il “gruppo Lazzaro” le porterà la sera della vigilia; contattare AnnaMaria (349/3951967).

 

 

 

 

⇒  PRANZO NATALIZIO PER I POVERI

il giorno di S. Stefano alle 13,00 faremo il pranzo natalizio per i poveri  qui in Parrocchia. Vi chiediamo di cucinare qualcosa di buono per i nostri fratelli di strada o di venire a servire a mensa. Contattare sempre AnnaMaria (349/3951967). 

 

 

 

 

 

⇒   FAI GLI AUGURI A CHI HA BISOGNO

Sul tavolo in fondo alla chiesa trovate dei biglietti di auguri natalizi: prendetene con un’offerta libera. Con quanto raccoglieremo, cercheremo di regalare un sorriso e un natale sereno alle famiglie della parrocchia che assistiamo.

 

 

 

 

 

 

 

⇒   IL PRESEPE SOLIDALE

le offerte raccolte al presepe serviranno per allestire la mostra di presepi sul matroneo: un’occasione per evangelizzare attraverso il segno cristiano del presepe ed aiutare con gli introiti i bisogni dei poveri che bussano in parrocchia.

 

 

 

 

 

 

CONFESSIONI IN PREPARAZIONE AL NATALE

Sabato 22 dicembre ci sarà la prima delle due giornate penitenziali per il Natale (l’altra è il 24/12). Dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 22 trovate un sacerdote nel confessionale.

 

 

 

 

 

 

 

⇒  VISITA AL PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO

Come avrete notato dal programma natalizio, il 29 dicembre p.v. (non il 27! errata   corrige) è prevista la visita al Presepe vivente di Greccio. Iscriversi in segreteria.

 

 

 

 

 

 

⇒  OFFRI UNA STELLA A GESU’ BAMBINO

Offri una stella di Natale in memoria dei tuoi defunti. Compila la scheda che trovi in fondo (offerta 10 €) e consegnala in segreteria o sacrestia. Grazie!

 

 

 

 

 

Per vivere l’Anno Eucaristico/14

 

 

 

Il Presepe dell’Anno Eucaristico

 

 

Il presepe parrocchiale di questo anno 2018 è il Presepe dell’Anno Eucaristico che stiamo vivendo. C’è un legame profondo tra il Natale e l’Eucaristia.

Et Verbum caro factum est! Et Verbum panis factum est!

 

E il Verbo si fece carne per farsi pane. Sono tante le suggestioni eucaristiche che nascono dal Natale e da questo Presepe.

Betlemme: significa in ebraico “casa del pane”; è il luogo in cui il Pane vivo discende dal cielo. Qui è rappresentata dal paesaggio palestinese con la tecnica del gesso lavorato “alla catalana” e polistirene scolpito; i colori utilizzati sono stati: terra e acrilici.

La mangiatoia: il luogo da dove si nutrono gli animali; Cristo si è fatto “pastura” per noi pecore; la mangiatoia in cui viene adagiato è già la mensa su cui si poserà il Pane della vita.

“La sala al piano superiore”: così è chiamato il cenacolo nel Vangelo di Marco; scorgetela in prospettiva… sulla mensa è adagiato il pane e il vino: i segni dell’Eucaristia.

Le colombe: che spiccano il volo ci ricordano che il dono dell’Eucaristia è frutto dell’azione dello Spirito Santo che trasforma uomini e cose in Dio.

L’angelo della grotta: sul lato sinistro, “appare e scompare” dinanzi al volto meravigliato del pastore e ricorda al cuore che lo stupore è il regalo più bello che nasce dall’Eucaristia: “ma come è possibile che Colui che i cieli non possono contenere viene ad abitare sulla terra?!” dice il profeta.

Una panetteria: che sforna pani….scorgetela anch’essa in prospettiva….è ciò che dobbiamo diventare: farsi pane come Cristo. Pane che si lascia cuocere e spezzare per gli altri, perché tutta la creazione diventi Eucaristia… dono sempre grato…sempre ricevuto….mai preso per sempre.

Un grazie di cuore alle nostre 4 splendide famiglie dei “Presepisti” che ci hanno permesso anche quest’anno di gustare quest’opera d’arte.

 Guardando dunque questo presepe, innamòrati dell’Eucaristia che in questa chiesa troverai sempre a risplendere e a chiamarti dall’altare, in ogni ora del giorno e della notte: l’adorazione perpetua. Iscriviti anche tu per donare  un’ora al Signore ed Egli ti donerà la gioia! Buon Natale!

 P. Pasquale

 

 

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Amor con gioia ripaga

 

 

 

Non pensavo davvero che fosse un successo così grande l’evento di Santa Claus organizzato per i bambini giovedì scorso. Ho invitato tante famiglie è vero, ma non per autoreferenzialità ve lo dico, ma per riflettere su un aspetto della vita cristiana poco conosciuto e vissuto: quello della gratuità. Sono arrivati quasi 90 bambini, neanche nella più solenne delle domeniche ho visto così tanti bambini. La Chiesa era una festa di voci e di colori. Chiaramente ciò che ha spinto genitori e i bambini a venire è stata la curiosità di conoscere il mitico Santa Claus che non è il commerciale Babbo Natale, ma il dolce S. Nicola che a tutti ha donato amore e provvidenza. Di lui è noto l’episodio delle tre fanciulle povere, orfane di madre, che il padre voleva far prostituire per mantenerle, ma che San Nicola salvò da tale distruzione morale, gettando nella loro casa di notte, tre sacchetti di denaro, necessari a far sposare degnamente le povere tre ragazze. Un gesto di assoluta e gratuita generosità che ha fatto di lui il portatore natalizio di doni. Gratuitamente infatti, i bambini hanno ricevuto regali da Santa Claus. Senza chiedere nulla, senza dare nulla. Quante volte invece noi, siamo spinti da amore “meretricio”, cioè che ha bisogno di essere pagato per essere ricevuto. Pagato con narcisismo, orgoglio, superbia…. e puntiamo i piedi perché tutti sappiano ciò che facciamo, come gli ipocriti – dice Gesù – che suonano la tromba davanti a sé quando fanno l’elemosina. In verità – dice sempre Gesù – hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece invita alla mensa della tua vita e fai regali a chi non può darti nessuna gratificazione in cambio. Quanto è bella e quanto è difficile la gratuità! Pensate: in un mondo dove tutto si paga, Colui che è il TUTTO è gratis. Gratis come l’ostia consacrata che riceviamo alla Comunione; gratis come quella Presenza potente e meravigliosa che risplende sull’altare della nostra chiesa durante l’Adorazione. Non facciamoci “pagare” in nessun modo per le cose che facciamo per gli altri. Solo così saremo veramente felici. Petrarca scrisse: “Amor con amor si paga”. Io scriverei: “Amor con gioia ripaga”. E’ la gioia la ricompensa dell’Amore. Questo mi ha insegnato Santa Claus l’altra sera; questo è il Natale: gratuità assoluta di un bambino “dato per noi”.

 Il vostro Parroco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9 DICEMBRE: “PARENT PROJECT”

Oggi, domenica 9 dicembre, proseguiamo il nostro Avvento di solidarietà dedicandolo all’associazione “Parent Project” per la ricerca sulla distrofia muscolare di cui è affetto Daniele, un bambino della nostra Comunità, al quale dedichiamo ogni anno questo evento. Sul sagrato prodotti natalizi: il ricavato alla ricerca medica per Daniele. Grazie!

 

 

 

 

 

 

PREGHIERA PER I MALATI

Lunedì 10 dicembre alle 18,00: Preghiera mensile per i malati animata dalla S. Egidio.

 

 

 

 

 

MADONNA DI LORETO

Il 10 dicembre è la Festa della Madonna di Loreto, Protettrice dell’Italia. Ci ritroviamo alle 19 per la Messa e l’opera di fede: “Accogli Maria nella tua Casa!” e per una speciale Supplica alla Madonna per la nostra Nazione. Maria vi aspetta numerosi!

 

 

 

 

 

 

RITIRO DI AVVENTO

Martedì 11 dicembre si terrà il RITIRO PARROCCHIALE DI AVVENTO, quest’anno fortemente voluto dal Card.Vicario per il Cammino diocesano. Sarà solo il giorno 11 (e non anche il 12) e sarà predicato dal biblista, don Giuseppe De Virgilio. Si snoderà in tre momenti, in modo che se qualcuno non può partecipare ad un’ora può farlo ad un’altra. L’ideale è partecipare a tutto. I gruppi sono precettati; tutti i parrocchiani invitati.

Questo il programma pensato per il nostro Anno Eucaristico:

Ore 18.00: “Nella povertà della mangiatoia, il dono dell’Eucaristia”

Ore 19.00 – S.Messa: “I pastori e il Pastore”

Ore 21.30: “Il cuore di Giuseppe: dal sogno al servizio”.

Durante il Ritiro ci sarà il Signore esposto sull’altare e la possibilità di confessarsi.

 

 

 

 

 

 

 

S. LUCIA

Giovedì 13 dicembre è la festa di S.Lucia. Ci ritroviamo alle 19 per la Messa solenne e la benedizione degli occhi. Seguirà nella Sala S.Annibale, la tombolata parrocchiale e la tradizionale “Cioccolata”. Per la cena, si possono portare panini di qualsiasi tipo.

 

 

 

 

 

 

 

NOVENA DI NATALE

Sabato 15 dicembre alle ore 18.15 inizia la Novena di Natale che si terrà tutte le sere alla stessa ora, fino al 23 dicembre. Viviamola con intensità per prepararci bene al Natale.

 

 

 

 

 

 

VISITA DEL VESCOVO

Domenica prossima 16 dicembre ci sarà la Visita pastorale del nuovo Vescovo di settore alla nostra Parrocchia. Chiedo a tutti massima partecipazione. Ecco il programma:

Ore 17,00 Incontro della Comunità col Vescovo nella Sala S. Annibale (tutti invitati)

Ore 18,30 Santa Messa e benedizione dei Bambinelli (non alle 19!)

Seguirà il Concerto di Natale dei bambini e la fraternità col Vescovo in Sala.

(per l’occasione, la Messa delle 10,30 è soppressa)

 

 

 

 

 

 

Per vivere l’Anno Eucaristico/13

 

COME CRISTO E’ PRESENTE NEL PANE E NEL VINO: “L’ADORO TE DEVOTE”

 

“L’inno “Adoro te devote – Ti adoro devotamente” è, ancora una volta, attribuito a San Tommaso d’Aquino, e la sua composizione sarebbe stata occasionata, come quella degli altri inni eucaristici, dall’introduzione a tutta la Chiesa della solennità del “Corpus Domini”, voluta dal Papa Urbano IV nel 1264. Jacques Pantaléon, nato a Troyes ed educato a Parigi, divenne arcidiacono di Liegi, e qui ricevette una lettera da una suora agostiniana, Giuliana di Cornillon, la quale, riferendosi a rivelazioni soprannaturali che aveva ricevuto, chiedeva che fosse istituita una festa specifica per il Santissimo Sacramento. Jacques seguì spiritualmente la suora e nel 1246 la festa fu istituita a Liegi, per decisione del vescovo di allora, ma quando lo stesso Jacques Pantaléon divenne Papa, con il nome di Urbano IV, la festa fu estesa a tutta la Chiesa. Così per quell’occasione, il Papa commissionò a Tommaso degli inni che celebrassero il mistero dell’inabitazione divina nelle specie eucaristiche.

Ancora una volta, Tommaso ci accompagna a riflettere sul mistero eucaristico e sui suoi diversi aspetti. Già dalla prima strofa, possiamo cogliere l’elemento primario della riflessione: difatti per due volte si ripete lo stesso concetto, con il verbo latino: “latere – nascondersi”. “Adoro te devote, latens deitas / quae sub his figuris vere latitas” – “Ti adoriamo devotamente, Divinità nascosta /che ti nascondi veramente sotto queste apparenze”.

Il sacramento dell’Eucaristia è spiegato dai teologi attraverso il termine “transustanziazione”, difficile da dirsi ma ormai imprescindibile per la comprensione. Esso è formato da “trans = oltre, al di là” e da “substantia = sostanza, essenza”. La domanda che si pone è questa: come può Gesù essere realmente presente nei doni del pane e del vino?

Ed ecco la risposta della Chiesa, attraverso la riflessione teologica: quando, durante la narrazione dell’ultima cena, viene pronunciata la formula di consacrazione, e quindi nel cuore della celebrazione eucaristica, la sostanza (ovverossia l’essenza) del pane e del vino, sotto l’azione dello Spirito Santo, si cambia nel corpo e nel sangue di Cristo, mentre l’aspetto esteriore del pane e del vino (che in termine filosofico si definisce: gli accidenti) rimane lo stesso. La presenza di Cristo è quindi reale ma invisibile e nascosta, e dura fino a quando durano le apparenze del pane e del vino, fino a quando cioè il pane è vero pane ed il vino vero vino.

Adoro te devote!”                                  (Dal commento all’inno di Giovanni Tonucci)

 

 

 

 

 

 

 

 

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Vi mettiamo qui sotto gli eventi programmati per questo Avvento e per le prossime feste natalizie. Cerchiamo di partecipare più possibile, secondo le nostre possibilità. Vi attendiamo tutti

 

 

 

 

 

 

 

 

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ALLA FACCIA DELLA PRIVACY!

 

 

 

Martedì scorso finalmente sono riuscito a fare quello che non sono riuscito a fare prima, ma che ora mi richiede sia la mia missione pastorale, sia il nuovo GDPR. La mia missione pastorale mi chiede di essere “Chiesa e parroco in uscita”, in uscita come i messaggi che escono dal mio cellulare, mentre il GDPR mi chiede che l’altro sappia e voglia essere coinvolto in questa “Chiesa in uscita”. Ma che è sto GDPR? General Data Protection Regulation, ossia Regolamento generale per la protezione dei dati. E’ il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali che finalmente ha unificato a livello europeo le varie legislazioni nazionali ed è stato recepito ed interpretato da un decreto della CEI. In verità lo Stato italiano riconosce già in virtù del Concordato la nostra missione “pastorale, educativa e caritativa”, tuttavia ora dobbiamo sempre fornire all’interessato l’informativa circa il trattamento dei suoi dati personali: dove li teniamo, perché e per quanto tempo. Anche per questo, ma soprattutto per avere persone contente, mi sono deciso a mandare questo messaggio whatsapp: “Carissimo/a, ho creato una lista di parrocchiani ma anche di amici che seppur non parrocchiani territoriali, sono legati alla nostra comunità o al suo pastore, ai quali vorrei inviare quando necessario info circa la vita e gli eventi della nostra bella famiglia parrocchiale…come del resto avevo già iniziato a fare. In questa lista ci sei anche tu. Vi raggiungo con messaggi… non perché non ho tempo di incontrarvi – non ho mai negato ascolto ed accoglienza a nessuno – ma per farvi sentire in famiglia qui in Parrocchia, per dirvi quanto mi fa piacere che ci siate. Però non vorrei tediarvi, per cui vi chiedo che chi non gradisce o non ne ha bisogno, possa farmelo sapere, in modo da non disturbare più. Pertanto riterrò silenzio assenso se non mi giunge risposta negativa. Vi abbraccio forte e vi benedico. Il vostro Parroco”. La risposta è stata una valanga enorme di consensi e di affetto che mi hanno commosso. Mi sarei aspettato il silenzio assenso ed invece nessuno ha voluto risparmiare un “consenso espresso”. Non per compiacere me stesso ve lo dico, ma per condividervi la gioia: hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Perché un bambino è nato per noiQuasi una profezia di Avvento che oggi iniziamo, ma anche come regalo per il mio 1° anno di Parroco. Spero di potermi sempre donare a voi. Vi voglio bene ed oggi vi benedico in modo speciale. Vostro Padre Pasquale. Buon Avvento!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 2 DICEMBRE: GIORNATA DEL “SEMPRE SARAI”

Carissimi, dedico il mio 1° anniversario di Parroco a raccogliere fondi per la ricerca sul cancro da destinare all’AIRC. Questa domenica è in memoria della mia mamma Anna che il male mi ha portato via quasi un anno fa’ e di nonna Rosi, un’altra mamma della Parrocchia che ha vissuto lo stesso itinerario della mia. Noi figli abbiamo voluto organizzare questo evento “SEMPRE SARAI” (titolo di una canzone), pensando a quanti lottano contro questo drago. Lo faremo offrendovi nella sala S.Annibale, dolci che tanti hanno preparato. Ci saranno anche clementine della Calabria la cui offerta è sempre finalizzata alla ricerca fondi, grazie al Dr. Di Matteo, primario al Campus, nostro parrocchiano. Contribuiamo: neanche la morte può vincere l’Amore! Grazie! P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

2 DICEMBRE – FORMAZIONE EUCARISTICA   

Oggi, 2 dicembre, alle ore 17 inizia nella Sala S.Annibale il Corso di formazione Eucaristica per tutti, in particolare per gli adoratori. E’ tenuto dal Parroco, ogni prima domenica del mese, sul celebre inno eucaristico di Tommaso D’Aquino “Adoro te devote”.

 

 

 

 

 

 4 DICEMBRE –  FESTA DI S. BARBARA COI VIGILI DEL FUOCO

Martedì 4 dicembre, festa di S. Barbara, Patrona dei Vigili del fuoco, alle ore 19.00 celebreremo la Messa con i vigili del fuoco della Caserma presente nel nostro territorio parrocchiale a via Tuscolana. E’ un segno di gratitudine nei confronti del loro servizio.

 

 

 

 

 

 

6 DICEMBRE  –  SAN NICOLA E I BAMBINI 

Giovedì 6 dicembre arriverà S. Nicola per portare i doni ai bambini (Santa Claus). Cari genitori, portate i vostri bambini alla Messa delle 19: ci sarà la benedizione dei bambini. Al termine arriverà San Nicola che terrà una catechesi sul Natale e distribuirà loro i doni. Così, la memoria di S.Nicola, Santo natalizio, diventa un’occasione di evangelizzazione.

 

 

 

 

 

 

  7 DICEMBRE  –  VEGLIA DELL’IMMACOLATA

Venerdì 7 dicembre alle 21 si tiene la tradizionale Veglia dell’Immacolata con la consacrazione a Maria. Al termine: fraternità e cioccolata nella Sala Sant’Annibale.

 

 

 

 

 

 

8 DICEMBRE –  SOLENNITA’ DELL’IMMACOLATA  

L’ 8 dicembre: Messe come la domenica. In esse, ognuno può liberamente offrire una stella di Natale alla Madonna. I bambini alle 10,30 verranno consacrati alla Madonna.

 

 

 

 

 Offri una stella a Gesù Bambino 

Offrite una stella di Natale a Gesù Bambino in memoria dei vostri defunti. Essa, col nome del vs. caro, sara’ in chiesa per il natale. Compilate la scheda che trovate in fondo (offerta 10 €) e consegnatela in segreteria/sacrestia.   Grazie!

 

Per vivere l’Anno Eucaristico/12

 

 

 

Carissimi fratelli, è più di un mese che abbiamo iniziato questa bellissima avventura dell’Adorazione perpetua, affinchè la nostra Parrocchia riparta per una nuova bellezza. Molti sono già gli eventi che hanno segnato il cuore di tanti nello stare davanti a Gesù. L’adorazione è la preghiera più bella, ma proprio per questo è quella più difficile, perché è fatta di quelle due realtà cosi difficili per l’uomo di oggi: il silenzio e l’amore.

Adorare vuol dire portare la mano alla bocca (ad-orem) come nel gesto di chi vuole imporsi il silenzio, ma anche nel gesto di chi manda i baci attraverso le sue mani.

Il silenzio ci guarisce profondamente dalla nostra ansia di riempire la vita di tutto e di nulla; il silenzio ci educa alla scoperta di quel tesoro prezioso che è il nostro cuore in cui Dio parla ed agisce.

L’amore poi, siamo portati a pensarlo necessariamente come un fare agitato e continuo per placare le nostre domande di senso, senza dare una risposta che possa darci la pace. No! Amare è stare ai piedi dell’Amore per imparare da Lui. Se l’Amore fosse solo fare, dovremmo trarne davvero poco beneficio, perché sono in tanti quelli che amano ma possono fare ben poco con il proprio corpo: gli ammalati, i piccoli, le Suore di clausura. Prima che con le mani, si ama col cuore e prima ancora che col cuore, si ama con gli occhi. Io lo guardo e Lui mi guarda” diceva l’antico contadino al Santo Curato d’Ars quando questi gli chiedeva cosa facesse tutto il giorno davanti al Tabernacolo. E’ questo sguardo che ci guarisce, ci consola, ci dilata il cuore all’infinito.

E allora per poter guardare meglio l’Eucaristia, abbiamo bisogno di un collirio che è quello della Parola di Dio e della Liturgia.

Questa la necessità di un corso di formazione eucaristica all’Adorazione. E’ assolutamente aperto a tutti ma necessario per gli adoratori. Ho scelto come testo-guida uno degli scritti più belli della tradizione del culto eucaristico che è l’inno di S. Tommaso D’Aquino “Adoro te devote”: perla di rara bellezza. La bellezza infatti salverà il mondo!…. quella che viene dall’Ostensorio. Vi aspetto! P. Pasquale

 

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

Gli incontri sono tenuti dal Parroco la 1^ domenica del mese alle ore 17,00  nella Sala S. Annibale (ingresso)

“Latens Deitas” 2 dicembre 2018

“Auditu solo” 13 gennaio 2019 (2^ d.ca)

“Latro poenitens” 3 febbraio 2019

“Plagas sicut Thomas” 3 marzo 2019

“Memoriale mortis” 7 aprile 2019

“Pie Pellicane” 5 maggio 2019

“Jesu quem velatum” 2 giugno 2019

 

 

 

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“ECCO IL VOSTRO RE!”

 

Sono 17 come lo scorso anno; 17 come quelli che sono usciti dal gruppo, sicchè il numero totale resta sempre  55. Come vedete quindi, questo 17 non è poi così sfortunato. 55 lo scorso anno: 55 quest’anno. Come se non fosse cambiato nulla. Queste piccole guardie in erba che crescono come fiori intorno all’altare, sono veramente il fiore all’occhiello della nostra Parrocchia, la perla preziosa, la ciliegina sulla torta. Come immaginare una Chiesa senza il vagito di un bambino?!… senza un po’ di confusione di ragazzi che arrivano di corsa la domenica mattina coi capelli arruffati o peggio imbalsamati di così tanto gel che un istrice al confronto sembra calvo. Pensare una Chiesa senza bambini è pensare una Chiesa senza futuro. Pensare una Chiesa senza bambini è pensare una Chiesa senza speranza. Pensare una Chiesa senza bambini è pensare una Chiesa ammalata. E’ come quando una coppia di sposi non ha figli: invecchia purtroppo come un ceppo sterile e a volte con squilibri affettivi che ne compromettono la stabilità e l’equilibrio. Questi 17 bambini che oggi si vestono di bianco e di rosso, sono il segno che la nostra comunità è ancora benedetta col dono dei figli. Questi 17 bambini che saliranno per la prima volta i gradini dell’altare, sono il segno che la nostra comunità è ancora viva e palpitante. Questi 17 bambini che verranno circondati dall’amore dei loro compagni, sono il segno che la nostra comunità è ancora capace di creare relazioni. Alessia, Emanuele, Matilde, Chiara, Francesco, Michaela, Federica, Penelope, Rachele, Federico, Marco, Sean Carl, Letizia, Elisa, Margherita, Daniel e Valeria con il loro piccolo SI al Signore ci indicano chi è il vero Re. Essi, piccole guardie del Corpo del Gran Re che è sull’altare, ci mostrano che è bello servire, perché servire è gioia, servire è regnare! E quando oggi indosseranno la loro piccola armatura fatta del bianco della purezza e del rosso dell’amore e li vedremo sfilare solenni, pensiamo a quanto essi ci dicono con la loro scelta: “Ecco il vostro Re!” Buona festa di Cristo Re!

Il vostro Parroco

 

 

 

Verso la fine….

 

 

25 novembre     ⇒   VESTIZIONE DEI MINISTRANTI

           Oggi, 25 novembre, nella Messa delle 10.30, come è tradizione nella festa di Cristo Re, c’è la Vestizione di 17 nuovi ministranti. Preghiamo per loro.

 

 

 

 

25 novembre   ⇒     VESPRI SOLENNI DI CRISTO RE

Oggi, Domenica 25 novembre, solennità di Cristo Re e ultima domenica dell’Anno liturgico, alle ore 18.30 celebriamo i Vespri solenni con l’antico canto delle “Laudes Regiae” (Lodi regali): litanie che inneggiano a Cristo Re e alla sua regalità. Vi invito a partecipare per chiudere solennemente l’anno liturgico.

 

 

 

 

27 novembre   ⇒    FESTA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Martedì 27 novembre è la festa della Madonna della Medaglia miracolosa: ci ritroveremo per la Messa delle ore 19,00 a cui seguirà la benedizione e distribuzione delle medaglie.

 

 

 

 

28 novembre    ⇒   INCONTRO DI PREFETTURA COL VESCOVO

Mercoledì 28 novembre alle ore 20,30 presso la Parrocchia di Ognissanti il nostro Vescovo del settore Est, don Giampiero Palmieri, incontrerà tutte le Parrocchie della nostra XIX Prefettura. Si raccomanda la partecipazione.

 

 

 

 

29 novembre    ⇒   NOVENA DELL’IMMACOLATA

Giovedì 29 novembre inizia la Novena dell’Immacolata, tanto cara al popolo cristiano. Si terrà ogni sera alle 18,30 fino al 7 dicembre. Veniamo ad onorare la Madonna. Come sempre, ogni sera un gruppo della Parrocchia farà l’omaggio floreale alla Vergine e leggerà a Lei un pensiero che avrà preparato.

 

 

 

 

 

30 novembre   ⇒   ICONA DELLA MADONNA PELLEGRINA   

Venerdì 30 novembre, come ogni ultimo venerdì del mese, si terrà la S.Messa per tutte le famiglie che accolgono l’icona della Madonna pellegrina nelle loro case, per un momento di formazione mariana. Alle 18,00 il S.Rosario.

 

 

 

 

 

 

…per un nuovo Inizio!

 

 

 

 

 

01 dicembre   ⇒  INIZIO DEL NUOVO ANNO LITURGICO

Sabato 01 dicembre con i Primi Vespri della I domenica di Avvento alle 18.30, inizieremo il nuovo Anno liturgico 2018-2019.

 

 

 

 

 02 dicembre   ⇒   GIORNATA DELLE FAMIGLIE    

Domenica prossima, 2 dicembre, I domenica di Avvento, si terrà la Giornata mensile delle famiglie. Questa volta, dopo la Messa delle 10.30, P. Manhal, laureato in comunicazioni sociali, terrà l’interessante incontro: “L’educazione e i nuovi media”. Seguirà il pranzo condiviso nel salone.

 

 

 

 

 

 02 dicembre   ⇒   EVENTO “PER SEMPRE SARAI”    

Domenica prossima, 2 dicembre, il Parroco ed una mamma della Parrocchia ricorderanno le loro mamme morte di cancro e tutte le persone afflitte dal “drago”, con un’iniziativa volta a raccogliere fondi da destinare alla ricerca. Nella sala S. Annibale troverete delle magiche torte da acquistare, fatte da tante altre mamme, il cui ricavato sarà destinato all’Airc. Nella Messa delle 10,30 il Parroco e questa mamma offriranno la loro testimonianza. Vi invitiamo a partecipare e ad essere generosi come lo siete sempre. Grazie!

 

 

 

 

 

02 dicembre   ⇒   AUGURI AL PARROCO 

Domenica prossima 2 dicembre, P. Pasquale ringrazierà il Signore nella S.Messa delle 10,30 per il suo 1° anno di Parroco in mezzo a noi. La nomina del Card. Vicario è del 1° novembre 2017, solennità di Tutti i Santi, e l’ingresso solenne il 3 dicembre 2017 per mano di mons. Marciante. Alle 13 nel salone del 2° piano il pranzo condiviso, aperto a tutti. Auguri P. Pasquale!

 

 

 

 

 

 

Offri una stella a Gesù Bambino

Vi invitiamo ad offrire una stella di Natale a Gesù Bambino in memoria dei vostri cari defunti. Essa, col nome del vostro caro, addobberà la nostra chiesa per il periodo natalizio. Compilate la scheda che trovate in fondo con un’offerta di 10 euro e consegnatela in segreteria o in sacrestia. Grazie di cuore!

 

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CHI HA PAURA DELLA VERITA’?

 

 

 

 

 

Sono stato costretto a starci, per fare compagnia a due amici ospiti che dovevano attendere per il viaggio l’altro giorno. Sto parlando della tv che non guardo quasi mai, ma eravamo lì e l’abbiamo accesa. Un noto programma RAI intrattiene il primo pomeriggio degli italiani raccontando storie strappalacrime o assurde o curiose. Il problema è che a decidere che il contenuto sia strappalacrime o assurdo o curioso è solo l’arbitrarietà della conduttrice che manipola, ironizza, fa sarcasmo o denigra. Non c’è un minimo di oggettività e di rispetto per le idee altrui, per quanto bizzarre o anacronistiche sembrino. Certo, è da biasimare anche la scelta di chi va in questi programmi a raccontare dell’intimità della sua vita e delle sue scelte. Insomma, per farla breve, nel salotto televisivo era presente una giovane coppia che aveva deciso con tanto fervore di “arrivare vergini entrambi” al matrimonio. Già l’espressione “arrivare vergini al matrimonio” ha un sapore di vecchie frustrazioni e di corsa ad ostacoli. La conduttrice con il sorriso di chi vedeva una bestia rara, rincarava la dose ripetendo come un mantra: “ma come avete fatto in tutti questi anni?!” Come se l’essere umano fosse solo una bestia costruita da istinti animaleschi incontrollabili. Se fosse così, saremmo certamente di fronte ad una patologia. E invece si era di fronte ad una coppia che ha cercato – un po’ maldestramente in verità – di motivare la sua scelta con ragioni di ordine umano e religioso. Ma non è questo il punto. Il punto è che è ormai il sentire comune, giusto o sbagliato che sia, a scegliere cosa è vero e buono e quali siano i valori. Si è ripetuto in quella trasmissione che la “verginità” è “anacronistica”, come se un valore passasse di moda come un vestito. E comunque… c’è il rispetto delle scelte altrui. Se al posto di quei due giovani, ci fosse stata una coppia omosessuale, avrebbe di certo ricevuto gli osanna e la benedizione di tutti… e si sarebbe preteso il rispetto assoluto. Ma allora, a che gioco giochiamo?! Perché il rispetto per alcuni si e per altri no?! Sono sempre più convinto che la verità è sempre di pochi, è sempre controcorrente, è sempre perseguitata e soprattutto fa paura. La gente preferisce seguire le mode più che i valori. Vuole surrogati. E noi? Anche noi abbiamo paura della Verità? Forse allora dovremmo aggiungere “fobia” non solo a realtà che ci aggradano o vanno di moda oggi, ma anche alla verità. Eppure dice Gesù: non temete; solo la Verità vi farà liberi”.

Buona Domenica!

Il vostro Parroco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIORNATA MENSILE DELLE FAMIGLIE

 

Oggi 18 novembre è la Giornata mensile delle famiglie. Dopo la S.Messa dei fanciulli, le famiglie sono invitate nella Sala S.Annibale per un incontro molto interessante con la D.ssa Miriam Incurvati, psicologa dell’età evolutiva sul tema “L’educazione affettiva in famiglia”. Seguirà come sempre, il pranzo condiviso nel salone del 2° piano.

 

 

 

 

 

 

GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

 

Oggi 18 novembre è la 2^ GIORNATA MONDIALE DEI POVERI. La nostra Parrocchia dallo scorso anno la dedica ogni anno ad una delle 7 opere di misericordia. Quest’anno: “avevo fame e mi avete dato da mangiare”. Pertanto oggi e per tutta la settimana, vi chiediamo di portare alimenti non deperibili presso la Cappella di S.Annibale.  In particolare abbiamo bisogno di: olio, tonno, legumi, salse di pomodoro, succhi di frutta, merendine, biscotti. Si può anche cucinare un pasto caldo per i poveri che assistiamo per strada il lunedì sera con il Gruppo Lazzaro (AnnaMaria Chicca 349.3951967).

 

 

 

 

 

 

 

SPECIALE ASSEMBLEA PARROCCHIALE

 

Su disposizione del Card. Vicario nel programma diocesano di questo anno su “memoria e riconciliazione”, ogni Parrocchia deve riunirsi per “fare memoria” della propria storia. Pertanto è convocata per MARTEDì 20 NOVEMBRE ALLE 19.30 NELLA SALA S.ANNIBALE UNA SPECIALE ASSEMBLEA PARROCCHIALE aperta a tutti. Devono partecipare innanzitutto i membri del Consiglio Pastorale, Consiglio degli Affari economici e i gruppi parrocchiali, ma è molto importante la presenza di tutti, soprattutto dei più anziani.

 

 

 

 

 

 

 

GIORNATA DELLE CLAUSTRALI

 

Il 21 novembre, Presentazione di Maria al Tempio, è la Giornata delle claustrali. Per ringraziare del dono della loro vita, come Parrocchia ci recheremo al Monastero dei SS.Quattro Coronati per celebrare con le monache, la S. Messa alle 18.30. Ci ritroviamo alle 17,00 sul sagrato. Poiché le Suore vivono di Provvidenza, porteremo come dono un’offerta in denaro per contribuire alla ristrutturazione del laboratorio artigianale all’interno del Monastero nel quale lavorano per mantenersi. Chi vuole contribuire a questa opera di carità nei confronti delle Suore, può dare un’offerta al Parroco. Grazie.

 

 

 

 

 

 

 

FESTA DI S. CECILIA

 

In occasione della festa di S. Cecilia, Patrona della musica e dei musicisti, giovedì 22 novembre alle ore 19.45 (subito dopo la Messa), si terrà in chiesa un Concerto bandistico della Banda “Regione Lazio”. Vi aspettiamo davvero numerosi.  I cori parrocchiali sono invitati anche per la Messa (19,00) per celebrare la loro Patrona.

 

 

 

 

 

 

 

VESTIZIONE DEI MINISTRANTI

 

Domenica 25 novembre, nella S.Messa delle 10.30, come da tradizione nella solennità di Cristo Re, ci sarà la Vestizione dei nuovi ministranti. Preghiamo per loro.

 

 

Per vivere l’Anno Eucaristico

 

 

 

 

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Tanti colori per dire la bellezza dell’Eucaristia

Nella celebrazione dell’Eucaristia si usano diversi colori. Conosciamoli e gustiamoli.

 

Bianco: è il colore della gioia e della gloria, perciò è utilizzato nelle celebrazioni del Signore, della Madonna e dei Santi non martiri. E’ il colore per eccellenza della Pasqua e del  Natale e dei loro tempi. Si usa nella celebrazione dei Sacramenti, escluso Penitenza e Cresima. Si usa nelle feste degli Angeli. E’ il colore del culto eucaristico. Talvolta si utilizza anche per i funerali dei bambini in segno della loro purezza. Il bianco è fisicamente la somma di tutti i colori, perciò li può sostituire. Infatti, per un difetto della vista, quando tutti i colori si muovono velocemente, il nostro occhio li fonde nel bianco. Ricordate la girandola?

 

Rosso: il rosso nella Liturgia ricorda due cose: il sangue e il fuoco, perciò la Passione di Cristo e dei martiri, ma anche il fuoco dello Spirito Santo. Si utilizza infatti: il Venerdì Santo, nelle celebrazioni della Passione del Signore, a Pentecoste, la Domenica delle Palme, nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nelle celebrazioni dei Santi Apostoli, evangelisti e di tutti gli altri martiri. Si usa nella celebrazione del Sacramento della Cresima e nelle esequie del Papa: il rosso infatti è il colore del lutto papale in ricordo di Pietro che versò il suo sangue per il Maestro. Per tutti questi motivi, il rosso è il colore simbolico della fede.

 

Violaceo: volgarmente è detto anche viola. È il colore della penitenza, dell’attesa, del dolore. Se ne fa uso: nel tempo di Avvento e di Quaresima, nella Commemorazione dei  Defunti, nella celebrazione delle esequie, nella celebrazione del Sacramento della Penitenza. Al contrario degli altri colori che possono essere sostituiti dal bianco per ragioni pratiche, a patto che non diventi consuetudine, il violaceo non può essere mai sostituito.

 

Verde: il verde, già simbolo della speranza, indica la vita nel suo aspetto di quotidianità e di ferialità. Viene utilizzato solo ed esclusivamente nel Tempo Ordinario.

 

Rosaceo: volgarmente detto rosa. Può essere utilizzato la Domenica Gaudete (la III di Avvento) e la Domenica Laetare (la IV di Quaresima). Queste domeniche sono considerate una breve sosta nel cammino di penitenza e di attesa che i tempi richiedono. Il colore si colloca a metà fra il violaceo, simbolo di penitenza, e il bianco delle celebrazioni festive. Se infatti mescolate il bianco col violaceo diventa rosaceo. Il rosaceo è facoltativo al violaceo.

 

Nero: simboleggia essenzialmente il lutto ed è utilizzabile nel giorno della Commemorazione dei Defunti, per le Messe dei defunti e nelle Esequie. E’ facoltativo e ormai caduto in disuso. Il nero può esprimere nella nostra cultura occidentale un’idea di lutto non cristiana.

                                                                                                                               

 

 

Azzurro: non è un colore liturgico ufficiale, ma l’uso è tollerato per amore della Vergine. E’ il colore mariano per eccellenza della tradizione. Viene utilizzato essenzialmente per le celebrazioni in onore della Madonna e in alcune tradizioni locali per l’Ascensione.

 

Giallo-Oro: può essere utilizzato nelle occasioni più solenni sostituendo il bianco.

P. Pasquale

 

 

 

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QUEL MANTELLO AL TRAMONTO DEL SOLE

 

 

 

Oggi è San Martino, il quale quando non aveva ancora vent’anni, nel corso di una ronda notturna, poiché era soldato imperiale, si trovò davanti un barbone seminudo che tremava come una foglia. Siamo nell’Ungheria del 335. Nonostante le cronache ricordino quell’anno come particolarmente gelido, Martino tagliò in due la clamide (il mantello da ufficiale che era bianco) e ne dette un pezzo a quel poveraccio, perché si coprisse. Tornato in caserma e buttatosi sul letto, sognò Gesù che, indossando la sua mezza clamide, diceva ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è ancora battezzato e già mi ha rivestito». Martino infatti era un catecumeno. Questa storia del mantello però, mi ha sempre suscitato una domanda: ma questo Santo non sarà un po’ taccagno? Perché non si è spogliato completamente del mantello a favore del povero come San Francesco? La cosa mi ha sempre incuriosito tanto che ne ho cercato le ragioni: tra queste il fatto che solo metà del mantello apparteneva realmente al soldato, il resto era della legione, per cui lui davvero donò tutto quello che possedeva. Ma c’è una ragione ancora più profonda ed è il fatto che guardando il povero, anch’egli si scopre nudo e bisognoso di misericordia perché Martino nel povero vede Cristo. Ecco perché mantiene metà del mantello. Martino non è il ricco che regala il superfluo: è un soldato che spartisce la piccola risorsa di cui dispone. Egli ci insegna l’arte del CON-DIVIDERE…. del dividere con qualcuno la vita… in modo che ad ognuno non manchi la dignità. E’ nella nudità infatti, che si rivela la vergogna degli uomini: pensiamo a quanti poveri e bambini spogliati di ogni diritto, di ogni bellezza, di ogni dignità. A volte questo CON-DIVIDERE è proprio una restituzione di dignità: quel mantello diventa così non solo il segno della misericordia, ma anche della giustizia verso ogni essere umano. Per questo il libro del Levitico ordinava agli Israeliti: “se prendi in prestito il mantello del povero, dovrai assolutamente restituirgli il pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo mantello…è l’unica coperta che ha per la notte. Se non lo restituisci, con che cosa si coprirà?” (cf Dt 24,13). Solo dopo aver fatto giustizia ai poveri, potrai capire cosa è la gratuità….come dice Gesù: “a chi vuole toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello” (cf Mt 5,40). Tra una castagna e l’altra stasera, pensiamo anche a queste cose. Buona festa di San Martino!

Il vostro Parroco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MINISTRANTI’S DAY

Oggi 11 novembre celebriamo l’annuale Ministranti’s day: una giornata per far conoscere ai fanciulli e alle famiglie la vocazione del ministrante. C’è la Liturgia animata alle 10.30 e di seguito nella Sala S.Annibale uno spettacolo ed un buffet. Tutto organizzato con gioia dalle famiglie dei ministranti.

 

 

 

 

 SAN MARTINO

Oggi 11 novembre è anche la festa di San Martino: siamo tutti invitati alla tradizionale “Castagnata di San Martino” alle ore 20 presso l’Oratorio in via Tuscolana 165. Le castagne sono offerte dai catechisti: potete portare un dolce o un salato e una bibita o del vino novello. Buon San Martino a tutti!

 

 

 

 

 

GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Domenica prossima 18 novembre, è la 2^ GIORNATA MONDIALE DEI POVERI, istituita dal Papa nel Giubileo della Misericordia e fissata ogni anno per la XXXIII domenica del Tempo Ordinario. La nostra Parrocchia dallo scorso anno la dedica ogni anno ad una delle 7 opere di misericordia corporale insieme ad un’associazione che se ne occupa; lo scorso anno abbiamo scelto la povertà dei carcerati insieme ai volontari del Carcere di Rebibbia. Quest’anno scegliamo la povertà degli affamati insieme al nostro Centro Caritas di distribuzione alimenti: “ero affamato e mi avete dato da mangiare” (Mt 25,36).

Pertanto domenica prossima e per tutta la settimana a seguire, potrete portare alimenti non deperibili e metterli nelle ceste che troverete nella Cappella di Sant’Annibale. In particolare abbiamo bisogno di: olio, tonno, legumi, salse di pomodoro, succhi di frutta, tutto ciò che è scatolame o in vetro non deperibile, merendine, biscotti. Chi vuole può anche cucinare una pietanza per i poveri che assistiamo per strada il lunedì sera con il Gruppo Lazzaro, mettendosi in contatto con Annamaria Chicca (349.3951967).

 

 

 

 

CORALE “CANTARE AMANTIS EST”

La nostra corale parrocchiale necessita di voci maschili e di altre giovani voci che arricchiscano il loro servizio al Signore nelle celebrazioni liturgiche. Chi desidera far parte della Corale ed ama il canto, può rivolgersi al maestro Paolo Pieri o al Parroco. Da quest’anno, la Corale vive anche il suo momento di preghiera mensile, nell’animazione dell’adorazione serale del 1° giovedì del mese per le vocazioni. Vi aspettiamo!

 

 

 

 

Per vivere  l’Anno Eucaristico

 

 

 10/Riflessioni per un Galateo Eucaristico

Non è assolutamente vero che “ciò che conta è la sostanza”. Quando sei invitato ad un grande incontro, ti vesti, parli e ti muovi….in un certo modo!

Immaginate una sposa con un vestito stracciato, le mani sporche e un olezzo infamante.

Non è assolutamente vero che “l’abito non fa il monaco”. L’ abito dice invece chi è la persona: il suo grado di dignità, di maturità, di capacità relazionale e di rispetto.

Immaginate un uomo che va al funerale di suo padre con gli infradito ed il costume.

Non è assolutamente vero che “verba volant et scripta manent”. Uno scritto basta bruciarlo e non lo leggi più, ma le parole bruciano vive nel cuore per sempre.

Immaginate un figlio che maledice un genitore davanti a tutti.

 Non è assolutamente vero che “basta il pensiero”. Noi siamo fatti di carne e abbiamo bisogno di gesti concreti che dicono più delle parole. Come Gesù parlava coi gesti…

Immaginate un padre di famiglia che senza fare assolutamente nulla, aspetta un lavoro.

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Anche quando siamo in chiesa, davanti all’Eucarestia, quello che siamo lo esprimiamo con i gesti, con le parole e col vestito.

Iniziamo coi gesti. Quando entriamo in una casa dove siamo invitati, chi salutiamo prima? I padroni di casa o i loro domestici? Allo stesso modo, quando entriamo in chiesa, il primo saluto va dato al Signore Dio, realmente presente vivo nel Tabernacolo o esposto sull’altare. Come si fa? Piegando il ginocchio destro in segno di adorazione, oppure se abbiamo problemi con le ginocchia, con un’inchino profondo. Il tutto condito con uno bello sguardo rivolto a Lui! Solo dopo, intingiamo le dita nell’acqua benedetta, accendiamo le candele e facciamo tutte le nostre devozioni.

Continuiamo con le parole. Quando stiamo con le persone che amiamo, cosa facciamo? Gli diciamo parole a caso o parole volute per esprimere amore, verità o ricerca di comunione? Così è con il Signore. Dobbiamo pronunciare bene le parole della Chiesa come ce le insegna la Chiesa. Non fare le nostre devozioni private o preghiere personali mentre sull’altare si celebra l’Eucaristia. Ma si può stare in ginocchio davanti a P. Pio mentre sull’altare c’è il Signore del cielo e della terra?! Ma si può stare inginocchiati davanti alla Madonna mentre nel cuore hai ricevuto l’Autore della Vita dopo la comunione eucaristica?!

Concludiamo con il vestito. Questo è il punctum dolens. Non è richiesto nessun vestito per andare in chiesa, ma è richiesta la dignità e il rispetto per un luogo consacrato e abitato dal Signore e dai fratelli. Mi riferisco al caldo estivo che non giustifica assolutamente di venire con spalle denudate o in pantaloncini. Anche il sacerdote che presiede ha caldo, ma non per questo celebra in bermuda. Allo stesso modo, il cristiano che celebra dai banchi deve essere rivestito di dignità.

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4 NOVEMBRE 1918

 

 

 

Il 4 novembre del 1918, 100 anni fà, le bandiere italiane sventolarono su Trento e Trieste al termine di quella guerra, l’unica che l’Italia vinse ma che fu una vera carneficina. Benedetto XV l’aveva presagita come l’inutile stragee aveva cercato infinite volte, prima e durante la guerra, di porsi come strumento di pace, perchè quei problemi nazionalistici si risolvessero con i negoziati. Quando si accorse di non essere riuscito neanche a evitare che l’Italia entrasse in guerra, il 24 Maggio del 1915, fece allora di tutto per ridurre gli effetti devastanti del conflitto. Volle tutta la Chiesa gettata in un’opera umanitaria di soccorso e di beneficienza. Lo stesso Sant’Annibale inviò le sue Suore al fronte per soccorrere i soldati ed uno dei primi Rogazionisti perse la vita durante il conflitto. Benedetto XV fu soprannominato “il Samaritano d’Europa”. Impressionato dal gran numero di morti, fece quel decreto del 10 Agosto 1915 – decreto tuttora valido – con cui diede la possibilità ad ogni sacerdote di celebrare il 2 novembre 3 Messe per i defunti. Nel 1917 fece inserire nelle Litanie Lauretane, il titolo di “Regina della Pace” e, per la Notte di Natale di quell’anno, chiese una tregua di 24 ore perchè doveva nascere il “Principe della pace”. Il numero dei morti della Prima Guerra mondiale fu impressionante: una vera carneficina e moltissimi senza nome e senza volto. A ricordo di ognuno di essi, è venerata notte e giorno la tomba del milite ignoto. Lo scorso anno dai ghiacci dell’Adamello è apparso un altro milite ignoto: ancora conservava gli scarponi e la divisa intatti. Questa volta però, grazie ai diari di guerra conservati, si scoprì che nella notte dell’ 8 novembre 1916 una tempesta di neve lo aveva sepolto e aveva impedito di recuperare il suo corpo. Così da questi documenti storici si è ricostruita la sua identità: Rodolfo Beretta, un giovane di 30 anni di un paesino della Brianza. Quanti giovani, come lui, sono andati e non sono tornati più: ricordiamoli oggi nel centenario della fine della 1^ Guerra Mondiale e Festa delle Forze Armate. Ricordiamo tutti quei giovani, costretti a dare la vita perchè il nostro Paese fosse migliore. Un poeta così scriveva del Milite ignoto:

“Fratello senza nome e senza volto….

le madri che non han più veduto tornare

il figlio come te caduto,

ne san dove l’han sepolto,

ti chiamano e rimangono in ascolto.

Oh, se mai la voce ti donasse Iddio

per dire, o madre, il figliol tuo son io”.

Il vostro Parroco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OTTAVARIO DEI DEFUNTI

E’ in corso l’Ottavario dei defunti ogni sera alle 19; iniziato il 1° novembre, terminerà il giorno 8. Potete consultare il libro con i nomi vicino al bronzo del Risorto.

 

 

 

 

 

ASSOCIAZIONE “VOGLIA DI VIVERE”

In questa domenica 4 novembre, al termine di ogni Messa ci sarà un brevissimo annuncio dell’Associazione “Voglia di vivere” che si occupa del disagio e del recupero giovanile. Fuori dalla chiesa li potrete incontrare e conoscere.

 

 

 

 

 

PREGHIERA PER I MALATI

Il primo lunedì del mese, 5 novembre, alle ore 18 si tiene in chiesa la preghiera di intercessione per i nostri malati, animata dalla Comunità di S. Egidio. Potete portare i nomi degli ammalati per i quali supplicare il Signore vivo nell’Eucaristia.

 

 

 

 

 

ADORAZIONE SERALE PER LE VOCAZIONI

Giovedì 8 novembre ci sarà l’adorazione comunitaria per le vocazioni dalle 21 alle 22. Così sarà ogni 1° giovedì del mese e gli altri giovedì dalle 18 alle 19.

 

 

 

 

 

PELLEGRINAGGIO ALLA BASILICA LATERANENSE

Venerdì 9 novembre ricorre la festa della Dedicazione della nostra Cattedrale di Roma: San Giovanni in Laterano che è chiesa madre di tutte le chiese del mondo, perché in essa vi è la Cattedra del Vescovo di Roma, il Papa. Perciò, andremo in pellegrinaggio pregando presso la Basilica di S.Giovanni, dove rinnoveremo la nostra fede. Si parte dal sagrato della chiesa alle 14,30. Tutti siamo invitati!

 

 

 

 

 

MINISTRANTI’S DAY

Domenica prossima, 11 novembre, celebreremo l’annuale Ministranti’s day: una giornata per far conoscere ai fanciulli e alle famiglie la vocazione del ministrante. Ci sarà la Liturgia animata alle 10.30 e di seguito nella Sala S. Annibale uno spettacolo ed un buffet. Tutto organizzato con gioia dalle famiglie dei ministranti.

 

 

 

 

SAN MARTINO

Domenica prossima, 11 novembre, è anche la festa di San Martino: siamo tutti invitati alla tradizionale “Castagnata di San Martino” alle ore 20 presso l’Oratorio in via Tuscolana, 165. Le castagne sono offerte dai catechisti: potete portare un dolce o un salato e una bibita o del vino novello. Buon San Martino a tutti!

 

 

 

 

Per vivere  l’Anno Eucaristico

 9/ Storia dell’Adorazione Eucaristica

 

“Non si può dire che quel mangiate e bevete abbia valore solo durante la celebrazione, terminata la quale quel pane e quel vino non hanno più nessun valore particolare. Un celebre passo di San Giustino che descrive la Messa, ci dice che terminata la celebrazione, l’Eucaristia viene portata agli assenti, senza limiti di tempo. L’archeologia e la pittura ci testimoniano le prime custodie eucaristiche: scatolette di avorio, di metallo da portare al collo per portarla ai malati, in viaggio. Nelle Costituzioni Apostoliche si legge alla fine della descrizione della Messa: «Dopo che tutti e tutte abbiano comunicato, i diaconi, raccolti i resti, li portino nel pastoforio», un luogo particolare per conservarla che possiamo considerare l’antenato del nostro tabernacolo. Lungi dall’essere confinata sull’altare, l’Eucaristia parte da lì, va nelle case dei fedeli, li segue nella loro vita quotidiana, nei loro viaggi, soprattutto nell’ultimo viaggio, il viatico. La fede cristiana non ha mai ritenuto l’Eucaristia un mero simbolo valido soltanto durante la celebrazione. Il passo dalla custodia alla venerazione, anche pubblica, è breve e anche comprensibile. Sono le controversie teologiche medievali sul modo della reale presenza del Signore nell’Eucaristia, sul senso e significato dei segni eucaristici (transustanziazione) che portano un rinnovamento della dottrina e della prassi ecclesiale. Si accentua con riti e preghiere la fede nella reale presenza del Signore nel pane e nel vino consacrati: processioni, benedizioni eucaristiche, la stessa festa del Corpus Domini (istituita nel 1264) celebrano questa Presenza. Nascono in questo periodo celebri preghiere che fanno parte anche oggi del patrimonio eucologico della chiesa: «adoro te devote» e «ave verum corpus» e «pange lingua»… Il concilio di Trento (1545-1563) respinge la dottrina protestante sulla Messa e sul suo significato, ribadendo il valore sacrificale della stessa e la reale presenza di Cristo negli elementi consacrati. Nell’800 si assiste ad un ulteriore sviluppo dell’adorazione con la fondazione di congregazioni eucaristiche, di congressi, unioni per l’adorazione notturna ecc… che si muovono nella prospettiva della riparazione delle offese al Signore presente, della consolazione al Signore nascosto nel tabernacolo (il Divin Prigioniero…). Agli inizi del secolo scorso san Pio X inizia un cammino di riunione tra la celebrazione e l’adorazione con i decreti sulla comunione frequente, sulla comunione ai bambini ecc. Questo cammino ha il suo punto più significativo nella Riforma liturgica del Concilio. Un documento di esso dice: «La conservazione delle sacre specie per gli infermi fece sorgere la lodevole abitudine di adorare questo cibo eucaristico, che è riposto nel tempio. E invero questo culto di Adorazione poggia su valida e solida base, soprattutto perchè la fede nella presenza reale del Signore conduce naturalmente alla manifestazione esterna e pubblica di quella fede medesima». Appaiono allora chiare le ragioni dell’Adorazione eucaristica come prolungamento della celebrazione-comunione eucaristica e che ad essa rimanda. Di conseguenza anche le modalità concrete dell’Adorazione devono servire a mettere bene in luce questa unità fra Celebrazione e Adorazione”.

                                  (Da un articolo di P. Giovanni Roncari, docente di Storia della Chiesa)

 

 

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LA PAURA SERVE A … NON AVERE PAURA!

 

 

Cari amici, ricominciamo anche quest’anno questa santa battaglia. Forse qualcuno storcerà il muso e mi darà del retrogrado, ma io sono convinto ogni anno di più, che Halloween fa male, con tutto quello che dice ma soprattutto con quello che non dice. Passi pure il carattere volgare del consumismo, perchè tanto anche a Natale c’è… ma non potrò mai condividere una festa che trasmette ai piccoli un’idea orribile e senza speranza della morte. Qualche settimana fa una mamma si è scandalizzata perchè il figlio aveva intravisto da lontano la bara che si trovava nella sala S. Annibale, allestita all’occorrenza come camera ardente. Lasciamo vestire i bambini da cadaveri e zombie sanguinanti per Halloween e poi non siamo capaci di spiegare il senso di una bara. Facciamo pace con noi stessi! Certo, non è facile spiegarlo ai bambini, ma non impossibile: i piccoli vanno educati al senso cristiano della morte che è passaggio verso una vita nuova. Non possiamo portare i bambini in chiesa e contemporaneamente alla festa di Halloween. Sono messaggi opposti e ci diventano schizofrenici! E un giorno, forse vi chiederanno: “dove sta la verità”? …ah… quel giorno non vorrei essere nei vostri panni cari genitori, per l’enorme responsabilità che avrete. State attenti: non è un gioco ingenuo Halloween: se ne sono impadroniti gruppi satanici che lo usano per fare il male. Ma voi mi direte: “ma noi non ci crediamo”; ma il fatto di non credere a una bevanda avvelenata, non ti protegge dall’esserne colpito se la bevi. Il maligno si nasconde dietro l’ingenuo: altrimenti come farebbe a ingannarci!? In questi giorni siamo tutti sconvolti dalla morte di una povera ragazza, ma io non mi stupisco: è l’offerta di quest’anno al principe delle tenebre per la festa di Halloween. Ogni anno in questi giorni, una ragazza muore in condizioni misteriose: ricordate il “delitto di Perugia”?! Era la notte di Halloween. Ricordate la ragazza ritrovata morta in condizioni inspiegabili sulla spiaggia di Bracciano? Era la notte di Halloween?! E potrei continuare….troppi per essere una coincidenza. E’ ovvio che ci sono moventi e colpevoli, ma Satana agisce attraverso i nostri mali. Non voglio incutere paura a nessuno, ma è anche vero che un po’ di sana paura ci fa evitare il pericolo. In fondo la paura serve…a non avere paura. Se il cristianesimo esiste è solo per questo: a non avere più paura della morte. Pertanto vi invito a partecipare all’evento di “Holyween” o all’Adorazione notturna. Buona festa dei Santi e dei defunti!

  Il Vostro Parroco

 

 

 

 

 

LA NOTTE DEI SANTI

vi invitiamo con gioia a:

 

 

“HOLYWEEN” – 31 ottobre ORE 20.30/SALONE 2°PIANO

 

 Testimonial della serata: Riccardo Leonelli (attore fiction-rai)

 “Preghiera delle stelle” e dono finale: “Le caramelle dei Santi”

 Concorso per bambini: “Il vestito più bello da angelo o da santo”

 Concorso per mamme: “Come vedi il Paradiso?! Dillo con una torta!”

 Grande festa e buffet per tutti – Animazione “Salvotuttishow”

 

 

 

 

 

“NOTTE DI STELLE” – 31 ottobre ORE 22.00/CHIESA

 

 Una speciale Adorazione Notturna attraverserà le ore che vanno dalle 22 del 31 ottobre alle 9 del 1° novembre: saremo come stelle che brillano davanti a Gesù, per riparare con amore quanti in questa notte si daranno al male.

Oltre agli adoratori notturni e diurni, siete tutti invitati ad aderire a questa “Notte di luce”. Ci si può iscrivere in segreteria o sacrestia. Grazie!

 

 

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100 ANNI DI NONNA JOLANDA

Il 1° novembre alla S.Messa delle 12 festeggeremo una simpatica nonna della nostra comunità che compie 100 anni: Jolanda Rocci. Dopo la S.Messa, taglieremo la torta tutti insieme nella Sala S.Annibale. Auguri nonna Jolanda!

 

 

 

 

 

1 NOVEMBRE – SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

 Le Messe hanno l’orario domenicale: saranno esposte le reliquie dei Santi;

 

 

 

 

 

 

2 NOVEMBRE – COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

Orario SS. Messe: 8,00 – 9,00 – 10,30 – 12,00 – 19,00 (solenne)                   

 

 

 

 

 

 

OTTAVARIO DEI DEFUNTI – DAL 1° ALL’ 8 NOVEMBRE ALLE ORE 19

 In fondo alla Chiesa, vicino al bronzo del Risorto, trovate le schede per poter iscrivere i vostri defunti al Suffragio Eucaristico.

 L’Ottavario comincia il 1° novembre alle ore 19.00 e termina il giorno 8 alle ore 19.

Potrete consultare il libro con i nomi in fondo: vicino al bronzo del Risorto.

 Al lato del presbiterio, metteremo la statua del Risorto, il Cero pasquale e il “Libro della Vita” con i nomi dei nostri defunti: per ricordarci che “essi vivono in Dio”.

 

 

 

 

 

Per vivere  l’Anno Eucaristico

 

8/ 10 cose sorprendenti che succedono quando fai Adorazione più spesso

 

Trovare il tempo per fare Adorazione può essere difficile, ma se si riesce in modo regolare e con cuore aperto, può avere risultati sorprendenti. Avrai un progresso interiore che ti trasformerà lentamente. Un’ora di Adorazione a settimana potrebbe sorprenderti così:

 

1. Sviluppi un senso di reverenza e meraviglia

Più si affonda in quel silenzio di fronte all’Ostia, più si capisce che l’unica risposta sono la reverenza e la meraviglia per la grandezza di Dio: siamo veramente davanti a Gesù Cristo!

 

  1. Sperimenti pace in altri ambiti della tua vita

La quiete dell’Adorazione scava dentro e porta alla pace interiore: non tutto sarà perfetto e senza sofferenza, ma sappiamo che le tempeste della vita non possono scuoterci.

 

  1. Inizi a guardare all’esterno

Fare Adorazione ci connette col mondo: stiamo trascorrendo del tempo con il Creatore dell’universo! Più tempo adori, più ti accorgi degli altri nella tua vita e nel mondo.

 

  1. A volte ti annoi

Ci saranno volte in cui ti distrai, la tua mente comincia a vagare, ma anche allora, stai     dando comunque a Dio il meglio che puoi: il tuo tempo e la tua compagnia.

 

  1. Ma ti emozioni andando all’Adorazione

Più tempo trascorri in Adorazione, scoprendo che Dio vuole stare con te, più vuoi andare davvero. Se prima ti sembrava routine, ora potresti scoprirti persino emozionato di andarci!

 

  1. La grazia entra nella tua vita

Una semplice ora di Adorazione settimanale fa la differenza! Quell’Ora ti resta dentro e non ti lascia. Diventa più facile resistere alla prova quando dedichi tempo all’Adorazione.

 

  1. Capisci quanto sei fortunato

Ci sono persone nel mondo che rischiano la propria vita per l’Eucaristia: ricordate chi cammina per ore o giorni tra i pericoli per Gesù Eucaristia e capite che dono sia poter adorare.

 

  1. Capisci che Dio ha senso dell’umorismo

Più permettete a Dio di parlarvi, più scoprirete che Dio ha un grande senso dell’umorismo: smonta i vostri problemi. E’ sorprendente, ma i padri migliori non amano scherzando?

 

  1. Vuoi accostarti più spesso alla Confessione

La Confessione ci permette di sperimentare l’oceano senza limiti che è la misericordia di Dio. Quando ci confessiamo, quel Gesù che adoriamo, possiamo finalmente abbracciarLo!

 

  1. Ti innamori

Non puoi farne a meno! Se stai con cuore aperto in Adorazione, ti innamorerai di Lui perché scoprirai quanto Lui è innamorato di te! 

 

E allora che aspetti? Scegli un’Ora di Adorazione: compila la scheda in fondo alla chiesa e lascia che Dio trasformi la tua vita!

 

 

 

 

 

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Si terrà il prossimo 31 ottobre alle 20,30, presso il salone parrocchiale del II piano, la ormai usuale festa di Holyween… Testimonial della serata l’attore Riccardo Leonelli!
Tutti i bambini sono invitati a partecipare vestiti da angeli o dal Santo di cui portano il nome: i vestiti più belli e originali saranno premiati!!
Le mamme e i papà, invece, sono invitati a partecipare al concorso “come vedi il paradiso” preparando delle torte: le più belle, buone e originali verranno poi premiate!!!
Ognuno porti un dolce ed una bibita che poi condivideremo!
Vi Aspettiamo tutti…..

 

 

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