“L’unità è superiore al conflitto”

 

 

 

 

 

Nella Evangelii gaudium, il Papa scrive che l’unità è superiore al conflitto”. Il Papa ne parla a proposito del bene comune e della pace sociale, ma è realissimo e validissimo per ogni forma di relazione. In questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, mi chiedo: come la viviamo ogni anno? Come una moda orante che dobbiamo per forza vivere in questi giorni per riempirci la bocca di attualità ecclesiale?! Oppure la viviamo semplicemente come un appuntamento dell’anno liturgico da affrontare?! …o peggio ancora ne siamo completamente indifferenti?! Dio non voglia che apparteniamo a quest’ultima categoria. L’unità è il sale della Chiesa, ma “se il sale perdesse il sapore”, dice Gesù, “con che cosa lo si potrà rendere salato?!”. “A null’altro serve che ad essere gettato via”. La Chiesa senza unità non serve al mondo. Ma allora cosa significa che “l’unità è superiore al conflitto”?! Il Papa dice innanzitutto che è inevitabile che ci siano conflitti: è nella natura ferita dell’uomo che la diversità diventi più un’arma e una minaccia che un’opportunità. Ci sono diversi modi di affrontare un conflitto. Lo si può ignorare facendo finta che non esiste, volendo uccidere l’altro con l’indifferenza, oppure lo si può affrontare fino a rendersene prigioneri e forse anche morire in battaglia. Ma – dice il Papa – c’è un terzo modo che ci permette di affrontare il conflitto ad un livello più profondo, quello interiore, ossia assumerlo in una dimensione pasquale. Cioè accettare di sopportare il conflitto e solo dopo cercare di risolverlo e di prenderlo su di se, per morire a se stessi e risorgere. Questa terza dimensione che può sembrare utopica, è possibile perché Cristo ha vinto ogni conflitto e col suo sangue ci ha riconciliati. Si tratta di credere che la Pasqua di Cristo alla quale io attingo con la vita di fede, possiede la potenza di guarigione e di liberazione tale da far vincere l’unità sul conflitto, pur conservando polarità opposte. Concretamente che significa? Significa per esempio per chi ha autorità, qualsiasi essa sia, rinunciare a far prevalere la forza per spegnere il conflitto, ma assumerlo in se come il sacrificio pasquale: quindi morire a se stesso per dare la vita all’altro. Accettare di prendere il conflitto sulla propria carne e trasformarlo con la grazia di Cristo in accettazione della diversità, del dubbio, del limite. In questo senso, l’unità prevale sul conflitto perché conserva la relazione con l’altro in una dimensione di dignità superiore. Questo non significa non prendere decisioni opportune e giuste per risolvere un conflitto, soprattutto quando avvengono abusi, ma fare un salto ad un livello superiore che permetta di accettare la diversità e il limite dell’altro, di non perdere la stima e l’amore evangelico. Questo è possibile solo guardando la persona nella sua totalità, nella sua dignità di figlio, fratello, uomo o donna salvata dal sangue di Cristo. Così quell’aspetto conflittuale diventa un neo ma non si identifica con la persona. Diventa una ferita ma non rende tutto il corpo un cadavere. Così con la grazia di Cristo, si può continuare a vivere ed operare insieme fino a che arriverà il miracolo della resurrezione, quando ci guarderemo tutti con occhio benevolo perchè con gli stessi occhi ci guarda Cristo. Buona Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Settimana di Preghiera per l’Unita’ dei Cristiani 2020

 

 

In ogni Messa della Settimana pregheremo per l’Unità dei cristiani. Appuntamenti speciali:

 

18 GENNAIO ORE 18,00: SOLENNE ADORAZIONE DI APERTURA (accensione Lampada per l’unità)

 

 

22 GENNAIO ORE 18,30: S. MESSA IN RITO MARONITA (chiesa dell’Immacolata, via Monza)

 

 

24 GENNAIO ORE 19,00: S. MESSA IN RITO SIRO – ANTIOCHENO

 

 

25 GENNAIO ORE 18,00: SOLENNE ADORAZIONE DI CHIUSURA DELLA SETTIMANA

 

 

 

 

 

 

S. Agnese – festa del post cresima

Martedì 21 gennaio è S. Agnese, patrona degli adolescenti cattolici. I nostri ragazzi del Post Cresima animeranno la Messa delle ore 19,00 e poi la serata in fraternità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sposalizio della Vergine” – festa dei giovani sposi

Giovedì 23 gennaio, festa dello Sposalizio della Vergine, alla Messa delle 19,00 accoglieremo le coppie di giovani sposi che hanno celebrato nel 2019 il loro matrimonio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Formazione mensile su Sant’Annibale

Sabato 25 gennaio alle 17: incontro mensile su S. Annibale, in questo Anno a lui dedicato. Questo mese: “S.Annibale e i laici” a cura di P. Luciano Cabbia (editrice Rogate).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica della Parola di Dio

 

 

Il Papa ha istituito per la III domenica del T.O. la “Domenica della Parola di Dio”: il 26 gennaio. Una domenica dedicata interamente al culto e alla conoscenza della Parola di Dio. Intronizzeremo al centro della Chiesa la S. Scrittura perché tutti la possiamo venerare anche col bacio al termine di ogni Messa. Seguiranno inoltre questi appuntamenti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

25 GENNAIO ORE 20,00: LETTURA CONTINUA DEL VANGELO DI MATTEO

(Il testo verrà diviso in parti tra i lettori che si succederanno secondo un turno. Occorre prenotarsi in segreteria).

 

 

26 GENNAIO ORE 10,30:  CONSEGNA DELLA S. SCRITTURA AI CRESIMANDI DEL 1° ANNO

 

 

 

26 GENNAIO ORE 16,30: RITIRO SPIRITUALE DEI LETTORI DELLA PARROCCHIA COL PARROCO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica mensile della Carita’

Domenica prossima, 26 gennaio, è l’ultima del mese, destinata alla carità parrocchiale. Siamo invitati a portare presso la Cappella di Sant’Annibale: olio, formaggio sottovuoto, tonno, merendine, salviettine umidificate, succhi di frutta. Grazie!

 

 

 

 

 

 

Iscrizioni 2° Corso Prematrimoniale

Sono aperte le iscrizioni per il 2° Corso prematrimoniale diquesto Anno pastorale che inizierà il prossimo 4 febbraio: ogni martedì e venerdì alle 21 per 10 incontri e un   Ritiro finale. Occorre iscriversi presso uno dei sacerdoti negli orari di segreteria.

 

 

 

 

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Il “distintivo dei veri cristiani”

 

 

 

 

In  questa domenica dell’Unità della Chiesa – siamo nella Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani – vorrei proporvi due bellissimi testi di Sant’Annibale sull’amore evangelico, senza del quale non può esistere unità nelle famiglie, nelle comunità religiose, fra i popoli e neanche tra i cristiani. Sono due testi molto attuali: una vera perla per il vivere comune.

P. Pasquale

“Dichiaro di aver appreso con grande mio gusto che in questo Istituto si fa gran conto del reciproco amore e rispetto; e che il precetto dato da Nostro Signore Gesù Cristo: Amatevi gli uni gli altri come vi ho amato Io, e che forma il distintivo dei veri cristiani, è precetto primario in questo Istituto, come quello di amare Dio sopra ogni cosa, con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze. Ciò posto, impegno tutto me stesso, con l’aiuto della divina grazia e della buona volontà, e prometto di stare attentissimo, a questo santo amore. Cercherò di formarmi un cuore tenero, affettuoso ed amabile con tutte le persone dell’Istituto, e domanderò al Cuore SS. di Gesù questo spirito di carità con tutti i miei confratelli. Li amerò, li compatirò, pregherò per loro, desidererò e procurerò, per quanto sta in me, il loro bene come se fosse il mio stesso. Starò attento a non ammettere dentro di me antipatia o rancore per chi si sia, e tanto meno per chi paresse a me contrario od offensivo; e in quanto a ciò prometto: 1) Che non sarò facile a credere di essere offeso, ritenendo che la fantasia e l’amor proprio mi facciano esagerare qualche piccola cosa e prenderla in sinistro; 2} Che se poi effettivamente alcuno mi offendesse, non ne avrò sdegno, lo compatirò, gli vorrò più bene, lo guarderò di buon viso, lo raccomanderò al Signore, e farò il possibile per rendergli bene per male. Insieme a questo santo amore, avrò per tutti i componenti dell’Istituto, siano grandi o piccoli, superiori o uguali o anche serventi, il più sincero rispetto, considerandoli in Dio sommo bene, che li ha creati, che li ha redenti col suo Sangue preziosissimo, che li conserva, che li ha qui raccolti, che ha dato Se stesso per ognuno di loro, che li pasce così spesso col suo Corpo Divino e col Sangue suo preziosissimo e li destina al suo eterno possesso. Quindi mi guarderò dal dire mai la menoma parola d’ingiuria anche ad un ragazzo”.  (Antologia Rogazionista, cap. X)

“Tutti i Congregati di questo pio Istituto terranno presente il gran mandato del Cuore adorabile di Gesù, quando disse: Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi; in questo sarete riconosciuti per miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri. L’unione dei cuori nel reciproco santo amore sia sempre gelosamente custodita, ognuno riguardi ogni altro come amatissimo fratello in Gesù Cristo. Tutti siano stretti coi vincoli della reciproca carità. L’uno compatisca l’altro, e nessuno giudichi male del proprio fratello. L’uno aiuti l’altro nei limiti della santa obbedienza e nessuno faccia offesa al suo fratello in Gesù Cristo. Non si ammettano, nemmeno di passaggio, avversioni o rancori, ma ognuno prevenga il suo fratello nella riconciliazione, se incidente alcuno abbia alterato il reciproco amore. La reciproca carità non ammette affetti di simpatia personale o d’altri simili attacchi, che debbono del tutto fuggirsi. Oltre il puro reciproco amore, ognuno avrà un gran rispetto per gli altri, e guarderà ciascuno nella stima infinita che ne ha fatto Nostro Signore Gesù Cristo”.  (Antologia Rogazionista, cap. X)

 

 

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“Sei il mio pupillo…”

 

 

 

 

Questi è il Figlio mio prediletto: in Lui mi sono compiaciuto!”. E’ questa la frase che il Padre dice del Figlio al termine del Battesimo nel Giordano. Così si conclude il Vangelo di oggi. Significa in termini moderni e popolani: Ti amo più di tutti: tu sei il mio pupillo”. Ma questa è anche la frase che Dio dice ad ogni figlio che viene battezzato. Ad ognuno di noi, Dio ha cominciato a dirlo il giorno del Battesimo. Quindi Dio dice a tutti: “Ti amo più di tutti: tu sei il mio pupillo”? No… perchè… quando uno dice a tutti la stessa cosa… vuol dire che quella cosa non è vera per nessuno. Questo però tra gli umani… che vivono di invidie e gelosie, ma per Dio no. Dio può dire a tutti che siamo i suoi prediletti e i suoi “pupilli”… e dire la verità. Nel cuore del Padre c’è posto per tutti allo stesso modo, in modo speciale e in modo unico. Sempre un altro potrebbe dire: ma attenzione… quando una cosa è valida per tutti… non è poi così giusta. Gli antichi dicevano infatti: “maxima justitia, pexima iniuria”. Ed è vero in fondo… cioè usare la stessa misura per tutti è profondamente ingiusto. Ma questo sempre per gli umani. Per Dio no… per Dio è normale amare tutti allo stesso modo; amare ognuno come se fosse l’unico; amare ognuno in maniera speciale. In realtà, anche noi umani possiamo capirla questa realtà, se pensiamo al grembo di una madre o al cuore di un padre. Essi non sono mai stretti per accogliere una nuova vita, e il figlio che si aggiunge non divide l’amore ma lo moltiplica: questo è il miracolo vero di chi genera la vita. Il grembo si allarga, il cuore si dilata: anche i corpi spesso delle mamme portano questi segni di dilatazione, ma è la prova vera di quanto hanno accolto, di quanto hanno amato e di quanto continuano ad amare. Spesso parlo con un’amica che ha tre figli maschi completamente diversi tra loro e mi chiedo come fa ad amarli così diversamente. Cioè… senza differenze, ma con molte differenze, in maniera uguale ma speciale, in maniera unica ma diversa. Ognuno dei tre per lei è come se fosse l’unico… per ognuno dei tre lei potrebbe dire: “tu sei il mio pupillo”, eppure sarebbe una bestemmia solo pensarlo, visto che ce ne sono altri due. Sarebbe forse una madre insana se facesse questo?! Io credo di no… perchè davvero ogni figlio per una madre è unico e irripetibile, come lo è per Dio. Lei ha provato a spiegarmi come fa… ma non ci ho capito un granchè… è ovvio… non sono una madre e non posso capire. Credo che lo stesso identico miracolo si verifichi, seppur con mutazioni emotive diverse, nel cuore di un papà. E’ vero: anche i genitori possono sbagliare, fare preferenze e quando cedono a questa tentazione egoistica fanno un disastro. Ma è anche vero che a volte sono i figli che vorrebbero essere amati in maniera diversa dai genitori… eppure i genitori hanno dato loro davvero tutto in tutti i sensi. Non c’è soluzione, se non affidarli a un Padre e una Madre più grande che è Dio stesso, perché Egli è Padre e Madre allo stesso tempo. Solo così, sia i genitori che i figli si salveranno da ferite che a volte gridano per tutta la vita. Per questo è importante trasmettere la fede ai figli; per liberare sia i figli che i genitori da ogni forma di dipendenza o egoismo. Di questo parlerò coi genitori oggi dopo la Messa… vi aspetto. Buona festa. 

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Festa del Battesimo di Gesu’: Domenica 12 gennaio 2020

10,30    S. Messa per tutti i battezzati del 2019 e loro famiglie.

11,30    Incontro delle famiglie col parroco “L’educazione alla fede” (Sala S.Annibale)

13,00    Pranzo condiviso di tutte le famiglie della Parrocchia (Salone S.Antonio)

18,30    Vespri solenni di chiusura del Tempo di Natale

20,00    Concerto di chiusura del Tempo di Natale (Corale “cantare amantis est”)

 

 

 

 

 

 

 

 

Preghiera mensile per i Malati: Lunedì 13 gennaio 2020

18,15 Preghiera mensile per i malati, animata dalla comunita’ di S. Egidio

 

 

 

 

 

 

Messa mensile della Madonna: Lunedì 13 gennaio 2020

19,00 S. Messa mensile per tutte le famiglie che accolgono l’icona di Maria

Per questo 2020 la messa si terra’ il 13 di ogni mese:

la predicazione dei padri araldi quest’anno sara’ sul rapporto

tra Sant’annibale e la Madonna, essendo nell’anno a lui dedicato.

 

 

 

 

 

 

Inizio Corso Cresima Adulti: Giovedì 16 gennaio 2020

 

19,30 Inizio corso Cresima per adulti  (tenuto da P. Manhal nella Sala Sant’Annibale)

 

 

 

 

 

 

 

 

Festa di S. Antonio Abate: Venerdì 17 gennaio 2020

 

16,00 Benedizione degli animali in onore di S. Antonio Abate (sul sagrato)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inizio della Settimana di Preghiera per l’Unita’ dei Cristiani: Sabato 18 gennaio 2020

 

18,00 Adorazione eucaristica solenne per l’apertura della settimana di preghiera per l’unita’ dei cristiani e accensione della lampada per l’unita’: sostituisce quella del giovedìIl resto del Programma della Settimana verra’ reso noto domenica prossima.

 

 

 

 

 

 

Iscrizioni Corso di Cresima per Adulti

C’è ancora tempo per iscriversi al Corso di Cresima per adulti che inizia giovedì 16 gennaio. Il Corso tenuto da P. Manhal, si snoderà in 10 incontri serali ogni giovedì sera alle 19,30. Le iscrizioni si possono fare presso uno dei sacerdoti negli orari di segreteria.

 

 

 

 

 

 

 

Iscrizioni 2° Corso Prematrimoniale

Sono anche aperte le iscrizioni per il 2° Corso prematrimoniale di questo Anno pastorale che inizierà il prossimo 4 febbraio: ogni martedì e venerdì alle 21 per 10 incontri e un Ritiro finale. Occorre iscriversi presso uno dei sacerdoti negli orari di segreteria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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“Mi chiaman padre”

 

 

 

 

Annibale è stato un vero padre! “Vero padre” è l’espressione che usa anche la Chiesa per definirlo nella liturgia di colletta della Messa in suo onore. “Vero padre” degli orfani e dei poveri. “Vero padre” per chi non ha avuto padre: per gli orfani innanzitutto, ma anche per chi povero, è stato privato della paternità. Oggi nella festa del Battesimo di Gesù, volgiamo lo sguardo a Sant’Annibale che come Dio Padre ha ripetuto ad ogni figlio di questo mondo: “tu sei il mio figlio prediletto in te mi sono compiaciuto”. Per questo motivo, voglio pubblicare in questa domenica una delle poesie più celebri con cui lui ha cantato con gratitudine il mistero della sua paternità: “mi chiaman padre”. La poesia è famosa: ”Io l’amo i miei bambini”.

 

 

Io l’amo i miei bambini, ei per me sono

Il più caro ideal della mia vita,

Li strappai dall’oblio, dall’abbandono,

Spinto nel cor da una speranza ardita.

Fiorellini d’Italia, appena nati

Era aperto l’abisso a divorarli.

Non era sguardo d’occhi innamorati

Che potesse un istante sol bearli.

Pargoletti dispersi in sul cammino,

Senza amor, senza brio, senza sorrisi,

Ahimè, quale avvenir, quale destino

Li avrai nel torchio del dolor conquisi!

Perle deterse le bambine mie,

Le raccolsi dal loto ad una ad una,

Quasi conchiglie immezzo delle vie;

Oggi avviate a più civil fortuna.

Mi chiaman Padre: sulle loro chiome

Del ministro di Dio la man si posa;

Chiamano Madre, e a sì dolce nome

Risponde del Signor la casta sposa.

Perché non manchi a queste mense il pane

Ho gelato, ho sudato… – Oh, ecco intanto

Quest’oggi il vitto, o figli miei, dimane

Ci penserà quel Dio che vi ama tanto! –

Spesso ho battuto a ferree porte invano;

Atroce è stata la sentenza mia:

Via di qua l’importuno, egli è un insano;

Sconti la pena della sua follia! –

O miei bambini, un dì verrà che voi

Saprete il mio martirio e l’amor mio,

Che più non ama il padre i nati suoi,

Che per voi scongiurai gli uomini e Dio!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Buona Pasqua!

 

 

 

 

 

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza. Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 12 aprile 2020. In ogni domenica, Pasqua della settimana, la Santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 26 febbraio 2020. L’Ascensione del Signore, il 24 maggio 2020. La Pentecoste, il 31 maggio 2020. La prima domenica di Avvento, il 29 novembre 2020. Anche nelle feste della Santa Madre di Dio, degli Apostoli, dei Santi e nella Commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore. A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen”.

Oggi in tutte le Messe ascolteremo questo Annunzio dopo la lettura del Vangelo. Quando lo ascoltai e lo capii per la prima volta, compresi finalmente quella espressione del mio dialetto che chiama la solennità dell’Epifania: “a Pasch”, cioè la Pasqua, distinguendola abilmente dalla solennità di Pasqua per la quale si toglie l’articolo la = “a”, che pertanto è chiamata semplicemente “Pasch”. Ma mi chiedevo sempre perché la solennità dell’Epifania si chiamasse al mio paese “la Pasqua”. Il verbo “manifestare” che occupa l’esordio di questo rito liturgico è la chiave di comprensione. Come mi spiegava attentamente una persona del mio paese….”oggi è la prima Pasqua”. Ed è vero! Se consideriamo che nel mistero pasquale si manifesta pienamente la salvezza di Cristo, oggi nell’Epifania avviene una prima manifestazione sull’identità di Gesù che non è un bambino come gli altri ma il nostro Dio fatto  uomo. In entrambi i casi, in entrambe le Epifanie: la prima oggi, e la definitiva nel Santo Triduo, la divinità di Cristo è “manifestata” nella sua debolezza. Chi avrebbe mai riconosciuto in un bambino in una stalla, il Figlio di Dio, se una stella non avesse guidato i Magi?! E ancor più… chi avrebbe mai riconosciuto il Figlio di Dio in un condannato a morte su una croce?! Solo il centurione “vedendolo morire così” e il buon Ladrone per il medesimo motivo, lo riconoscono tale. E noi siamo capaci di riconoscere la potenza di Dio nella debolezza dei segni quotidiani?! L’Epifania non è solo un giorno di festa ma un evento permanente di Cristo e della Chiesa che non cessa di “manifestarsi” – l’Uno – e di “rivelarLo” – l’Altra. Sulle nostre strade c’è sempre un’epifania di Dio; i segnali per riconoscerlo…? Gli stessi della festa di oggi: debolezza, povertà, sacrificio, umiltà, tenerezza. E una debole stella… che forse si fa anche fatica a riconoscere fra tutte le altre in un cielo trapunto di luci. Anche Erode l’aveva vista quella stella quella notte… ma ha avuto paura. Il cielo c’è per tutti… ma non tutti sanno leggerlo. Buona Epifania di cuore!

                                                P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 5 GENNAIO – II DOMENICA DOPO IL NATALE

VIGILIA DELL’EPIFANIA

 

17,00    ARRIVO DEI RE MAGI IN VIAGGIO VERSO BETLEMME

              (Sono invitati tutti i bambini e le famiglie della Parrocchia)

 

 

 

 

 

 

 

LUNEDI’ 6 GENNAIO – SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA

 

 

09-10,30-12 SS. MESSE DEL MATTINO – bacio del bambinello

10,30 I MAGI BAMBINI RENDONO OMAGGIO AL BAMBINO GESU’

18,00 FUNZIONE PER LA CONCLUSIONE DELLE FESTE NATALIZIE:

Vespri solenni, processione col bambinello, estrazione “polizzine”.

 

ESTRAZIONE DELLA “POLIZZINA 2020”

19,00 S.MESSA SOLENNE – bacio del bambinello

 

 

 

 

 

 

 

TEMPO DI NATALE DOPO L’EPIFANIA

 

Mercoledì 8 gennaio 2020  feria dopo l’epifania

19,30 riprende la preghiera carismatica della comunita’ “Gesù risorto

 

 

 

 

Giovedì 9 gennaio 2020 feria dopo l’epifania

 

18,00 riprende l’adorazione per le vocazioni di ogni giovedi’

 

 

 

 

 

 

Sabato 11 gennaio 2020 feria dopo l’epifania

 

17,00 visita guidata alla mostra dei presepi sul matroneo

 

 

 

 

 

Domenica 12 gennaio 2020 festa del battesimo di Gesu’

 

 

10,30 S. Messa per tutti i battezzati del 2019 e loro famiglie.

11,30 Incontro delle famiglie col parroco “L’educazione alla fede” (Sala S.Annibale)

13,00 Pranzo condiviso di tutte le famiglie della Parrocchia (Salone S.Antonio)

18,30 Vespri solenni di chiusura del Tempo di Natale

20,00 Concerto di chiusura del Tempo di Natale (Corale “cantare amantis est”)

 

 

 

 

 

 

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CHE COS’È LA “POLIZZINA”?

 

 

La Polizzina, raccolta dalle mani del Bambino Gesù, può essere una sfida per un rinnovato impegno nel cammino spirituale all’inizio di questo nuovo anno. La “Polizzina”, “pratico strumento spirituale” proviene originariamente dalla mente creativa di S. Alfonso Maria de’ Liguori ed è stato susseguentemente ripreso e rilanciato da Sant’Annibale Maria Di Francia, Fondatore dei Padri Rogazionisti, che ne aveva fatto un elemento prezioso delle sue “industrie spirituali”.  Il nome “Polizzina” può apparire strano ma la spiegazione è semplice. Come una “polizza assicurativa” stringe una relazione di soccorso tra la compagnia e l’assicurato, così la Polizzina” costituisce un patto, un’intesa spirituale tra la persona e Dio: essa esprime l’impegno pratico per una vita più virtuosa che ci “assicuri” di essere protetti da Lui.

Ecco in cosa consiste la “Polizzina”:

 –        è un ingegnoso contratto spirituale, preso liberamente, per aiutarti ad esercitare durante tutto l’anno una VIRTU’ cristiana (che tu studierai e cercherai di mettere in pratica…)

–        Con la virtù ti viene data anche una MASSIMA, cioè una frase spirituale che sintetizza il senso della virtù specificata. È bene impararla a memoria e ripeterla spesso a se stessi.

 –        Viene stipulata anche un’intenzione specifica di preghiera. Essa è logicamente legata alla virtù in maniera che tu possa pregare nello spirito della virtù che ti proponi  di esercitare.

 –        IMPEGNO DI CARITA’ , perché “la fede senza le opere è morta” (Gc 2,17).

 –        Per assisterti nel tuo cammino di impegno spirituale, ti vengono affidati dei Protettori speciali: UN ANGELO E UN SANTO. È bene che durante l’anno tu cerchi di conoscerli meglio, leggendo quello che puoi su di essi ed invocandone l’aiuto.

 

 –        Infine, per dare più “mordente” al tuo impegno, ti viene chiesto di fare un piccolo sacrificio, di rinunciare ad un tipo di FRUTTA e di DOLCE per la durata dell’intero anno.

Come vedi, la “Polizzina”  è molto ben pensata: essa tocca i più importanti elementi della vita dello spirito: la preghiera, la lettura spirituale, l’impegno di acquisire una virtù ogni anno, l’attenzione alla dimensione comunitaria della fede (la carità), la dimensione penitenziale come esercizio della volontà sugli istinti cattivi.

La “Polizzina” è uno strumento provato dai Santi per dare vigore alla tua vita spirituale. Ti accorgerai della sua efficacia nella misura in cui sarai capace di restarle fedele. Provala!!

Nella tradizione rogazionista, essa viene “estratta” con il famoso rito del sorteggio delle Polizzine o durante la Veglia di Capodanno o il giorno dell’Epifania o la domenica successiva a conclusione delle Feste natalizie, dopo la tradizionale processione con Gesù Bambino negli ambienti della Casa perché il Divino Infante li benedisse.

Attenzione:

la polizzina va presa senza leggerne il contenuto. Con un atto di fede, prendine una a caso durante il rito, come se venisse dalle mani del Bambino Gesù.

 

 

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La pace inizia dall’utero…

 

 

 

 

 

11 dicembre 1979 ad Oslo: Madre Teresa riceve il premio Nobel per la pace, e durante il discorso dice:

“…io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. …oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l’aborto. Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa impedisce a me di uccidere te e a te di uccidere me?”.

Ho voluto riproporvi queste parole di S. Teresa di Calcutta in questa Giornata mondiale della pace in cui si fanno dialoghi sui massimi sistemi e si dimentica l’essenziale: la pace inizia nel grembo materno. Ho sposato come cristiano e come sacerdote la causa evangelica contro l’aborto, perché esso è un atto di vera e profonda ingiustizia: quella di negare con prepotenza la vita ad un essere umano! Ho sposato la causa evangelica contro l’aborto perché ho lenito tante volte in confessionale le piaghe strazianti delle madri anche dopo decenni dal delitto o addirittura sul letto di morte. La festa dei SS. Innocenti che abbiamo celebrato il 28 dicembre dovrebbe diventare la “Giornata per i bambini mai nati”! Innocenti sacrificati alla paura che il mondo alimenta. Nessuna madre ucciderebbe il proprio figlio: è la cultura che manipola le menti per convincere che un bambino nel grembo di una madre è un grumo di cellule e che la libertà della donna è un valore assoluto. Per ogni bambino frantumato con i ferri nel grembo della madre, Satana esulta e nel cuore della madre si apre una piaga che non si chiuderà mai! Ormai dell’aborto non ne parla più nessuno. E’ più “in” fare  campagne contro altre violenze o povertà umane. Io scelgo di battermi per questa perché è la più dimenticata…quella più snobbata, quella che è alla base di ogni altra battaglia. Perché se neghi il diritto alla vita per un essere umano, ogni altra battaglia non ha motivo di esserci. Un Olocausto di 56 milioni di esseri umani uccisi ogni anno senza potersi difendere. Se tutti vedessero cosa è un aborto in diretta, si convertirebbero. Non esiste libertà di uccidere ed invece ho visto abortiste americane ostentare un bambino a cui hanno fatto indossare una maglietta su cui era scritto: “sia benedetto Dio per l’aborto”. Che Dio perdoni questa maledizione e bestemmia! Oggi è Capodanno ed è la festa della Madre di Dio: forse vi aspettavate un augurio romantico o uno di quelli di plastica che vagano in web. Credo che ormai mi conoscete… mi piace disturbare… rompere gli equilibri. Io credo che il Vangelo renda militanti e non pacifisti. La pace del Vangelo inquieta finchè solo un essere umano non sarà in pace fin dal grembo della madre. Forse Vegezio non aveva poi tutti i torti: “si vis pacem para bellum”. Buon Anno di pace a tutti!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARTEDI’ 31 DICEMBRE – S. SILVESTRO – ULTIMO DELL’ANNO

 

18,15                  SOLENNE TE DEUM  DI FINE ANNO

19,00                  SANTA MESSA SOLENNE

                            DI MARIA SS. MADRE DI DIO

23,30-00,30  VEGLIA DI passaggio al nuovo anno davanti a Gesu’ NELL’EUCARISTIA

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCOLEDI’ 1° GENNAIO – SS. MADRE DI DIO – CAPODANNO

 

09-10,30-12 – SS.MESSE DEL MATTINO

18,15 – SECONDI VESPRI DEL 1° GENNAIO

18,30 – CANTO DELL’AKATHISTOS ALLA MADRE DI DIO

19,00 – S.MESSA SOLENNE

 

 

 

 

 

 

GIOVEDI’ 2 GENNAIO – 1° GIOVEDI’ DEL MESE

 

21-22 – ADORAZIONE DI TUTTA LA PARROCCHIA PER LE VOCAZIONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VENERDI’ 3 GENNAIO – MEMORIA DEL NOME SS. DI GESU’

 

1° VENERDI’ DEL MESE: COMUNIONE AGLI AMMALATI

18,30 – CANTO DELLE LITANIE AL NOME DI GESU’ E BENEDIZIONE EUCARISTICA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SABATO 4 GENNAIO

 

20,00  – ADORAZIONE DI TUTTA LA NOTTE FINO ALLE 9 DELLA DOMENICA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 5 GENNAIO – II DOMENICA DOPO IL NATALE

 

VIGILIA DELL’EPIFANIA

17,00  – ARRIVO DEI RE MAGI IN VIAGGIO VERSO BETLEMME

(Sono invitati tutti i bambini e le famiglie della Parrocchia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUNEDI’ 6 GENNAIO – SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA

 

09-10,30-12 – SS. MESSE DEL MATTINO

10,30 – I MAGI BAMBINI RENDONO OMAGGIO AL BAMBINO GESU’

18,00 – FUNZIONE PER LA CONCLUSIONE DELLE FESTE NATALIZIE:

Vespri solenni, processione col bambinello, estrazione “polizzine”.

ESTRAZIONE DELLA “POLIZZINA 2020

19,00 – S. MESSA SOLENNE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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“La scienza della gratitudine”

 

 

 

In questo passaggio dalla fine di un anno all’inizio di un altro, impariamo da Sant’Annibale quella che egli chiama in modo originale “la scienza della gratitudine”. Davvero fiore raro è la gratitudine che spunta nel cuore degli uomini, ma Sant’Annibale ci ha lasciato uno sguardo contemplativo sulla storia in modo da leggere i fatti occorsi nella vita, non come semplici fatti ma come “divini benefici”. Ancora oggi, noi Rogazionisti, su sua disposizione teniamo un Diario della Casa che si chiama “Libro dei Divini Benefici” e nel quale un confratello della Comunità, designato dal Superiore, annota i fatti rilevanti avvenuti nella vita della Comunità stessa. E’ davvero un esercizio di gratitudine per imparare a dire “grazie” al Signore e ai fratelli non solo con le labbra ma soprattutto con la vita. Buon Anno a tutti! P.Pasquale

 

Grande obbligo abbiamo di meditare sui divini benefici, che la infinita bontà di Dio prodiga su di noi, su di ognuno, sia nell’ordine naturale che nell’ordine soprannaturale. Dobbiamo nutrire nel nostro cuore una intima gratitudine verso il divino eterno benefattore, Padre, Figliuolo e Spirito Santo. Tutto è grandissimo dono di Dio.

Ogni buon incontro, anche il più lieve, non dobbiamo giammai dimenticarlo, ma quando ci torna in mente dobbiamo ogni volta ringraziarne il Signore, anche con un semplice pensiero, con un semplice atto interno: “Gesù mio, grazie ti rendo per quel fatto, per quell’avvenimento, per quella preservazione, per quell’incontro”, anche se sembrano cose di poca importanza, ma effettivamente sono di gran conto, perché disposte dalla Divina Sapienza. Non meno oggetto di rendimento di grazie sono quegli avvenimenti o quelle cose o contrarietà o patimenti, che riescono sgraditi e dispiacevolì ai sensi o allo spirito, poiché dobbiamo riconoscere che tutto è diretto dal sommo Dio, al massimo bene nostro; ed anche per tutto questo dobbiamo ringraziarlo ugualmente e con tutte le considerazioni fin qui esposte.

E beata l’anima che si interna in questa scienza della gratitudine che dobbiamo avere in tutto e per tutto al Sommo Dio, sia in quelle cose, o grandi o piccole, che si dicono prospere, sia in quelle cose, grandi o piccole, che si dicono dispiacenti e contrarie; e per le une e per le altre, non cessa di ringraziare con tutto il cuore la divina Bontà, non solo nell’atto, ma anche quando le tornano in mente! “

    (Scritti di Sant’Annibale in Antologia Rogazionista pp.171-178)

 

 

 

 

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In nome della Madre…

 

 

 

“Il bue ha muggito piano, l’asina ha sbatacchiato forte le orecchie. E’ stato un applauso di bestie il primo benvenuto al mondo di Ieshu, figlio mio. Non ho chiamato Iosef. Gli avevo promesso un figlio all’alba ed è ancora notte. Fino alla prima luce Ieshu è solamente mio. Fuori c’è il mondo, i padri, le leggi, gli eserciti, i registri in cui iscrivere il tuo nome, la circoncisione che ti darà l’appartenenza a un popolo. Fuori c’è odore di vino. Fuori c’è l’accampamento degli uomini. Qui dentro siamo solo noi, un calore di bestie ci avvolge e noi siamo al riparo dal mondo fino all’alba. Poi entreranno e tu non sarai più mio. Le voci dei pastori stanno cercando l’alba. Fuori c’è una città che si chiama Bet Lèhem, Casa di Pane. Tu sei nato qui, su una terra fornaia. Tu sei pasta cresciuta in me senza lievito d’uomo. Ti tocco e porto al naso il tuo profumo di pane della festa, quello che si porta al tempio e si offre. Si offre? Che sto dicendo, Signore mio che sto dicendo? Si offre? Ma perché? E perché figlio nasci proprio qui in Casa di Pane? E perché dobbiamo chiamarti Ieshu? Cosa mi è uscito di bocca: pane, offerta? [….] Signore del mondo, benedetto, ascolta la preghiera della tua serva che adesso è una madre. Ieshu apre gli occhi nel palmo di mano che gli regge la testa. Smette di succhiare, le sue pupille accolgono l’argento della luce notturna. Sono presa tra voi due. E’ così per ogni madre o questa notte è l’unica del mondo? Con te imparo il dubbio di essere una qualunque, presa a caso, oppure la più segreta. Certezza è che mi ascolti. Che vuoto mi hai lasciato, che spazio inutile dentro di me deve imparare a chiudersi. Il mio corpo ha perso il centro, da adesso in poi noi siamo due staccati, che possono abbracciarsi e mai tornare una persona sola. A terra sulle pietre della stalla c’è la placenta, il sacco vuoto della nostra attesa. Sta sbiadendo la luce della stella, il giorno viene strisciando da oriente e scardina la notte. I pastori contano le pecore prima di spargerle sui pascoli. Iosef sta sulla porta. Ieshu, bambino mio, ti presento il mondo. Entra Iosef, questo adesso è tuo figlio”. Non ho trovato di meglio di questo stralcio del libro di Erri De Luca, “In nome della Madre”, letto tante volte ed ogni volta con le lacrime agli occhi, per spiegare il mistero della maternità di Maria e di ogni donna. Il testo riporta il dialogo interiore di Maria dopo il parto. La IV domenica di Avvento è dedicata nel rito romano, al ventre di Maria. Oggi penso al ventre di ogni donna gonfiato dal mistero della vita; penso al ventre di quella sorella che mi ha annunciato ieri un nuovo prodigio; penso al ventre della mia mamma dove ho riposato tranquillo per 9 mesi e dove vorrei rifugiarmi ancora oggi per sentirmi sicuro e protetto. Oggi sono due anni che è volata al cielo, ma quel legame con il suo ventre non si è mai spezzato e mai si spezzerà! Così ha deciso il Creatore per ogni ventre materno, per ogni figlio che nasce. Questo dialogo di Maria è il dialogo di ogni madre che prosegue davanti a Dio anche dopo la morte. Oggi sono qui al mio paese, dinanzi alla tomba di mia madre, a celebrare l’Eucaristia per lei. Pregate per me.  Buon Natale a tutti!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

Natale 2019

 

 

 

 

 

22 DICEMBRE – IV DI AVVENTO

 

20,00 –  CONCERTO DI NATALE (Coro siae – M° luigi pontillo)

 

 

 

 

 

 

 

 

23 DICEMBRE – ANTIVIGILIA DI NATALE

 

08,30-13,00 /15,00-21,00 – CONFESSIONI (Confessionale vicino al Presepe)

18,15 – CONCLUSIONE NOVENA DI NATALE (Al suon di Zampogna)

 

 

 

 

 

 

 

 

24 DICEMBRE – VIGILIA DI NATALE

 

08,30-13,00 /15,00-20,00 – CONFESSIONI (Confessionale vicino al Presepe)

18,40 – PRIMI VESPRI DEL NATALE

19,00 – S.MESSA DELLA VIGILIA

24,00 – S. MESSA DI MEZZANOTTE

 

 

 

 

 

 

 

 

25 DICEMBRE – SOLENNITA’ DEL SANTO NATALE

 

8,45 – “LODI DEI PASTORI”

9,00 – “MESSA DELL’AURORA”

10,30-12-19 – SS. MESSE SOLENNI

18,30 – VESPRI SOLENNI di Natale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

26 – 31 DICEMBRE – OTTAVA DEL NATALE

 

19,00 – CELEBRAZIONE SOLENNE DELL’OTTAVA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27 DICEMBRE ORE 18,00:  APERTURA EMERGENZA FREDDO

 

(Aiutaci in questo servizio a Gesu’ nei Fratelli: compila la scheda che trovi nei banchi e portala in segreteria o in sacrestia; oppure telefona ad Annamaria: 349 395 1967. grazie).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 29 DICEMBRE – FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA

SS. MESSE: RINNOVAZIONE PROMESSE SPOSI E BENEDIZIONE FAMIGLIE

13,00  –  PRANZO DI TUTTE LE FAMIGLIE DELLA PARROCCHIA

GRANDE TOMBOLATA!  (Il pranzo è in condivisione)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUNEDI’ 30 DICEMBRE – VI GIORNO FRA L’OTTAVA DEL NATALE

 

17,00 – SANT’ANNIBALE e il Natale (p. Zamperini, postulatore dei rogazionisti)

LUNEDI’ 30 DICEMBRE – FESTA DEI SS. INNOCENTI (Trasferita dal 28 sera)

19,00 –  S. Messa per tutti i bambini abortiti (Movimento per la Vita)

 

 

 

 

 

 

 

MARTEDI’ 31 DICEMBRE – S.SILVESTRO – ULTIMO DELL’ANNO

 

18,15 – SOLENNE TE DEUM DI FINE ANNO

19,00 – SANTA MESSA SOLENNE DI MARIA SS. MADRE DI DIO

23,30-00,30 – passaggio al nuovo anno davanti a Gesu’

 

 

 

 

 

 

Offri una stella per i tuoi defunti: compila e consegna la scheda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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S. Annibale e il Natale/IV

Il nostro Presepe 2019

 

 

 

 

 

«La “catapecchia” dove nasce Gesù, è senza porte e senza mura, luogo di accoglienza…e di “povertà santificata”…scrisse Annibale. Maria, Giuseppe e il Bambino sono una di quelle coppie che lì vivevano e che seppur abbruttiti dalla condizione di miseria, avranno certamente sperimentato nella loro vita,  l’amore e la tenerezza della nascita di un bambino. Questi giace adagiato sulle ginocchia di Maria, accarezzato dalle mani di Giuseppe. Questa Sacra Famiglia è ciò che quegli uomini e quelle donne sono diventati dopo la redenzione operata da Sant’Annibale. Questa Natività è il segno dell’umanità nuova rinnovata nell’amore… è il segno di cosa l’uomo può diventare se si apre alla grazia di Dio. Annibale è prostrato dinanzi alla scena del Natale, come lo è stato tante volte dinanzi all’Eucaristia in quella casetta….ripetendo con stupore:  “….si è degnato di venire ad abitare in mezzo a noi!”. Qui la nuova Betlemme, la Casa del Pane dove il Verbo si fa carne… si pane… per noi.

Un particolare che tutto riassume di questa mirabile storia è l’agave. L’agave è un fiore che si trova in tutta la Sicilia e forse era presente anche nel Quartiere Avignone. I nostri presepisti lo hanno posto alla sinistra della prima scena. Foglie forti e possenti….fiore giallo centrale, ma la grandezza dell’agave sta nel 

dono di sé, cioè nella sua morte. Si…perché essa dopo la fioritura muore, ossia da’ la vita per fiorire. Come Sant’Annibale fece in quell’arida terra di Avignone… egli diede la sua vita….perchè la vita di quella terra fiorisse. Come fece Gesù… come dobbiamo fare anche noi….Buon Natale! ».

(Dal Commento al Presepe 2019)

 

 

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La vera gioia…

 

 

Dall’incipit dell’antifona di ingresso di oggi che riprende le parole di S. Paolo: Gaudete in Domino”, cioèRallegratevi nel Signore”, prende nome la III Domenica di Avvento, chiamata “Domenica Gaudete” o “Domenica della gioia”. Ma chi ce la fa a gioire? Siamo sempre circondati da brutte notizie, da stanchezze, fatiche, pesantezze, schiavitù…tanto che a volte ci verrebbe da dire come tanti comici alla romanesca: “Mai na gioia”. Eppure la gioia cristiana è uno dei frutti dello Spirito, cioè non è un’allegria umana che nasce da una pizza insieme o dall’ottimismo di chi vede sempre il bicchiere mezzo pieno: sarebbe davvero fragile. Queste “gioie umane” prima o poi finiscono: finiscono le pizze, finiscono i bicchieri e pure le bottiglie, a volte finiscono anche gli amici. Una preghiera della Liturgia chiede al Signore che “là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia”. La vera gioia”… un canto di Frisina che dice che essa “nasce dalla pace”; “non consuma il cuore”; “dona vita quando il cuore muore”; “non ha menzogna e libera il tuo cuore”; “il peccato non potrà fermarla” e infine “tutti unisce come in un abbraccio”. Quante esperienze invece che consideriamo gioie, terminano subito e non tornano più… o addirittura lasciano l’amaro in bocca. La vera gioia, quella che viene dal Vangelo, lascia una traccia di pace dentro la tua anima: un frutto col quale potrai continuare a costruire la vita. Le altre esperienze terminano e non lasciano traccia se non a volte ricordi nostalgici di tempi andati che rattristano ancora di più l’animo e la vita. Vedo la vera gioia nel volto e nel cuore dei fratelli della comunità Gesù Risorto che mercoledì scorso hanno iniziato i loro incontri di preghiera carismatica in mezzo a noi. Non è emozione del momento che li spinge a compiere questo cammino di preghiera, ma i frutti che vedono nella loro vita. Vedo la vera gioia nelle parole della piccola Veronica che dice alla mamma: “Mamma, quando vengo in Parrocchia mi sento veramente a casa”. Vedo la vera gioia nella flebile voce dell’anziana e magrissima signora del mattino che mi ringrazia sempre e comunque con una dolcezza infinita. Vedo la gioia vera nel volto arrossato di Enrico e nelle sue parole che ansimando mi comunicano quanto sono belle quest’anno le statue del nostro presepe. Vedo la gioia vera nell’amore tenero e simpaticissimo di Maria che scherza con me quando facciamo viaggiare i Santi da un capo all’altro della chiesa. Vedo la gioia vera nelle sagome in penombra della cappellina che ardono come candele davanti al Signore nell’Ostensorio. Vedo la gioia vera in Sergio e Giusy che con umiltà dolce ci hanno fatto spazio nel loro cuore e loro nel nostro. Vedo la gioia vera nelle tenerissime coppie che si preparano al matrimonio credendo che il “per sempre” è veramente possibile. Vedo la gioia vera negli occhi di Rocìo e Clelia promesse ad un unico Sposo. Vedo la gioia vera in Francesco ed Emanuele che ancora parlano con gli angeli e ci insegnano che la gioia che viene dal cielo è essere piccoli piccoli e attendere tutto da Lui. Buona Domenica della gioia!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica “Gaudete” – 15 dicembre ore 10,30 – 40° di Sacerdozio di P. Enzo Buccheri, ex parroco, benedizione dei Bambinelli e Inaugurazione del Presepe 2019

Giornata mensile delle famiglie:

12,00 preparazione al Natale per le famiglie (P. Manhal).

13,00 Pranzo condiviso nel salone e festa per P. Enzo. 

 

 

 

 

 

 

 

Novena di natale 2019

Dal 15 al 23 dicembre alle 18,15 si tiene ogni sera la Novena di Natale che sara’ aperta e chiusa al suon di zampogna. Partecipiamo con gioia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Festa di natale delle famiglie dei ministranti

Il 20 dicembre alle 20 si tiene il tradizionale incontro natalizio della grande famiglia dei ministranti: preghiera, scambio dei doni, cena e tombolata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pranzo di natale per i poveri

Il 21 dicembre alle 12,30 faremo il pranzo natalizio per i poveri. Chi vuole partecipare o servire o fare un dono ai poveri, si segni in segreteria.grazie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Concerto natalizio

Domenica prossima 22 dicembre alle 20,00 si terra’ in chiesa un bellissimo Concerto di Natale a cura del coro “siae” di roma. M°: Luigi pontillo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCATINO NATALIZIO

Visitate il nostro bellissimo mercatino natalizio allestito nella sala S.Annibale dalle nostre volontarie. Il ricavato e’ destinato all’emergenza freddo. Il mercatino e’ aperto fino al 20 dicembre sera. grazie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Offri una stella a Gesù Bambino

Offrite una stella di Natale a Gesù Bambino in memoria dei vostri defunti.  Consegnate la scheda alle signore del mercatino natalizio. Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

Emergenza freddo

Siamo pronti per aprire in questa settimana, l’accoglienza delle persone per l’emergenza freddo. Chi ancora vuole donare del suo tempo e del suo amore per l’accoglienza, si faccia vivo. Abbiamo bisogno di tutti voi per accogliere con gioia i nostri fratelli. Telefona ad annamaria: 349 395 1967.

 

 

 

 

 

 

 

 

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S. Annibale e il Natale/III – Il nostro Presepe 2019

 

 

 

“Il presepe della nostra Parrocchia, realizzato per questo Natale 2019 dai nostri magnifici quattro papà presepisti –  Enrico, Antonio, Gaetano e Bruno – è stato realizzato in omaggio a Sant’Annibale di cui stiamo celebrando uno speciale Anno parrocchiale. Il Presepe ripropone fedelmente quelle che erano le “Casette Avignone” o “Quartiere Avignone” da una foto d’epoca. Il Quartiere Avignone era un quartiere malfamato di Messina del 1800: considerato dai Messinesi “pezzo di terra maledetta”, dove nessuno avrebbe voluto metterci piede. Le cronache dell’epoca lo descrivono come luogo di abbrutimento fisico, morale e spirituale. Lo stesso Sant’Annibale quando ne viene in contatto, scrive: “là vivevano come bruti”. Era diventato un ghetto in cui convivevano adulti e bambini in uno stato morale obbrobrioso: unioni illegittime, condizioni igieniche al limite del sopportabile; dormivano su pagliericci tra escrementi e sporcizia. A volte gli stessi cadaveri attendevano li giorni prima di essere seppelliti. Le stesse autorità di Messina non ebbero mai il coraggio di risanare quella zona che divenne per anni interdetta alla gente comune. In un giorno d’inverno, probabilmente del 1877, il giovane Annibale, ancora diacono, incontra per strada un medicante, finto cieco, Francesco Zancone, con il quale intesse un dialogo. La promessa fatta a quel povero quel giorno, ossia: “verrò a trovarti!” divenne realtà. Quell’uomo abitava nel Quartiere Avignone…e fu così che Padre Annibale mise piede in quella terra malfamata dove nessuno era voluto andare, e ci restò per sempre. Abitò in mezzo a loro, si consumò per loro. Prese in affitto due di quelle catapecchie: una per lui e una per Gesù. In quest’ultima fece la Cappella dove dopo anni di preparazione tra quei poveri, portò definitivamente l’Eucaristia…e da quel giorno quella terra rifiorì. Quello che era “pezzo di terra maledetta” divenne “terra di benedizione”. Si è realizzato così in mezzo a quei poveri il mistero del Natale: “Il Verbo si fece carne e pose la tenda in mezzo a noi ”.

(Dal depliant illustrativo del presepe 2019)

 

 

 

 

 

 

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Mamma… nome più bello non c’è!

 

 

 

 

Mamma! Mamma di Gesù e Mamma nostra, Mamma degli Angeli e Mamma degli uomini, Mamma di ogni inizio e Mamma di ogni fine, Mamma che non conosce confini e Mamma dei piccoli cuori, Mamma delle latitudini più lontane e Mamma della nostra Casa. Mamma, Mamma del cielo, Maria, dolce, dolcissima, tenera Mamma nostra, oggi il tuo volto adorabile lascia i nostri sguardi. Non tre mesi come in casa di Elisabetta sei rimasta con noi ma solo poco più di 24 ore… tante quante formano un giorno. Tu sei l’aurora che sorge radiosa ogni mattina, Tu sei l’alba che annuncia il sole di giustizia, Tu sei il chiarore del giorno che illumina il volto della fede, Tu sei il mezzodì quando anche noi come Gesù, stanchi presso il pozzo, chiediamo da bere, Tu sei il vespero sereno del tramonto quando abbiamo bisogno di ritrovare nel buio che avanza la forza del futuro, Tu sei la Madre della sera… di ogni sera…. della sera della vita e di quella che preannuncia la domenica senza tramonto, Tu sei infine la Vergine della notte, quella che con l’olio della speranza alimenta le nostre lampade. O Mamma dolcissima, non fermarti solo oggi, da noi: vieni ancora e siediti con noi ai bordi della nostra vita, alla mensa del nostro quotidiano. Ora che ritorni nella tua sede porta con te lo sguardo di tutti quelli che hanno incrociato il tuo qui, in questa Parrocchia. Porta con te la vita di quel bambino gravemente ammalato che ieri muto e silenzioso ti guardava; porta con te le lacrime di chi ha pianto… asciuga con tenerezza i loro occhi; porta con te la debolezza e l’infermità degli anziani; di quanti traballanti con gli occhi lucidi sono venuti ad incontrarti. Porta con te le corse delle famiglie, i loro gridi disperati di aiuto, la gioia della loro intimità. Porta con te anche chi non ti conosce e non conosce il Tuo Figlio… chi ti bestemmia e bestemmia il nome del Tuo Figlio; porta con te i bambini nei grembi delle loro mamme; gli anziani, i morenti, gli ammalati e i defunti di tutte le case davanti alle quali siamo ieri passati con te. Vogliamo immaginare Maria che calpestavi tu le orme del tuo Figlio per prima, dove egli passava. Vogliamo anche noi seguire oggi le tue orme… calpestare le strade dove sei passata tu con quel pieno di speranza che ci hai donato. Pensa ad ognuno di noi quando durante il viaggio ti avvierai verso la nostra amata terra lucana, terra vergine ma deflorata, intatta ma violentata, integra ma calpestata. Sostieni la fatica di quel popolo lucano che da secoli si attacca a te come all’unica speranza della vita. Come le mamme che ci lasciano, non ci lasciano mai… così anche tu oggi non lascerai mai questo luogo che hai santificato con la tua presenza… ma resterai sempre nei cuori di ognuno di noi! Perché tu sei sempre col tuo Figlio il nostro Dio e il nostro Dio è ovunque noi siamo, ovunque lo cerchiamo, ovunque moriamo con Lui. E se anche scapperà qualche lacrima come mi succedeva quando ero bambino e tu ci lasciavi dal paese con lo sguardo rivolto in alto… e mentre il camion addobbato percorreva le strade scoscese e si allontanava, e io piangevo, così sarà ora… ma la fede è saperti vicina sempre, sempre e ovunque. Mamma della speranza, mamma della tenerezza, non ci abbandonare mai! Ti vogliamo un bene immenso, mamma dolcissima. Consola i cuori delle nostre mamme che sono qui in terra e porta il nostro abbraccio alle mamme che sono lassù con te nel cielo. Alla mia dille che la amo sopra ogni cosa e che amo allo stesso modo il mio papà. Salutameli! Abbracciameli! Portali sempre con te, tienili stretti  a te! Amen.”

(P. Pasquale, Discorso di saluto alla Madonna degli Angeli, 20 febbraio 2019)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9 DICEMBRE – PREGHIERA PER I MALATI: ore 18,00 (Comunità di S. Egidio)

 

 

 

 

 

10 DICEMBRE – MADONNA DI LORETO: alle 19,00 festeggiamo la Madonna  di Loreto e viviamo l’esperienza: “Accogli Maria nella tua Casa!”.

 

 

 

 

 

11 DICEMBRE – COMUNITA’ GESU’ RISORTO: alle 19,30 inizia in chiesa, l’esperienza della preghiera carismatica aperta a tutti. Ogni mercoledi alla stessa ora.

 

 

 

 

 

12 DICEMBRE – GUADALUPE: alle 19,00 celebriamo la Vergine di Guadalupe per tutti i fratelli latino-americani della Parrocchia che invitiamo a partecipare.

 

 

 

 

 

 

14 DICEMBRE – CONCERTO DI NATALE DEI BAMBINI: alle 20,00 in chiesa si terrà il Concerto di Natale dei bambini, che vivremo solidale con l’Albania.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa Lucia 2019

 

12 dicembre – Ore 20 “CENA AL BUIO”: esperienza forte organizzata dalla A.Vo.N.I.D. (Associazione di Volontariato Non vedenti, Ipovedenti e Disabili). Cena servita da non vedenti nel nostro salone oscurato dove colui che vede, viene guidato da chi non vede. Condivisione per chi vive questa disabilità; sfida umana per noi: in un mondo ipervisivo riscopriamo gli altri sensi e l’interiorità. Esperienza solidale: la quota della cena (15 €) è devoluta ai progetti dell’Associazione. Iscriversi in segreteria entro lunedì.

 

 

 

 

13 dicembre – ore 19: S. Messa solenne e benedizione degli occhi.

 

 

 

 

13 DICEMBRE – Ore 20: “Cioccolata di S.Lucia” e Tombolata (IN SALONE)

Ognuno porti qualcosa per la cena. La cioccolata la offrono le mogli dei presepisti.

 

 

 

 

 

Domenica “Gaudete” – 15 dicembre

40° di Sacerdozio di P. Enzo Buccheri: alle 10.30 P. Enzo Buccheri, già Parroco della nostra Comunità, celebrerà con noi il suo 40° anniversario di sacerdozio.

 

 

 

Benedizione Bambinelli e Inaugurazione Presepe: alle 10.30 benediremo i Bambinelli dei nostri presepi e al termine della Messa inaugureremo il Presepe 2019.

 

 

 

Giornata mensile delle famiglie: dopo la Messa delle 10.30, P. Manhal terrà la preparazione al Natale alle famiglie. Si conclude col pranzo condiviso alle 13 in salone.

 

 

 

 

Inizio Novena di Natale: alle 18,15 al suon di zampogna inizia la Novena di Natale che si terrà ogni sera alla stessa ora fino al 23 dicembre. Partecipiamo con gioia!

 

 

 

 

 

 

 

Offri una stella a Gesù Bambino

Offrite una stella di Natale a Gesù Bambino in memoria dei vostri defunti. Compilate la scheda che trovate in fondo (offerta 10 €) e consegnatela in segreteria/sacrestia. Grazie!

 

 

 

 

 

 

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S.Annibale e il Natale/II

 

“Il Natale lo voleva preparato da una novena sui generis. La mattina del 16 dicembre ci si svegliava a suon d’harmonium e, quando era possibile, di ciaramelle, intonando subito il Tu scendi dalle stelle… il sagrestano era impegnato a preparare le lampade: si chiamava la novena delle nove lampade. Durante la novena si tenevano particolarmente presenti i poveri e pertanto ognuno lasciava tutta o parte della frutta, che veniva riti­rata e distribuita ai poveri la vigilia di Natale. Seguivano le preparazioni: culla, materassino, guancialino ecc.; l’uso forse doveva essere tradizionale in Sicilia, perché ricordo di aver trovato, molti anni addietro, un vecchio libretto di preghiere, della prima metà del secolo passato, in cui si parlava appunto di preparazioni di simil genere; ma il Padre v’impresse lo stampo della sua genialità. Non si contentava della culla, ma l’intendeva in quella particolare maniera: « formata col legno che tanto a Lui piacerà; e questo lo prenderemo in parte dall’oliveto del Getsemani, e in parte da un albero che poi dovrà servire per formare l’altare del suo sacrificio e della nostra salute». Venivano quindi le particolari pratiche da fare; una preghiera, una penitenza, un’opera buona ecc. Ogni giorno, un santo protettore, una giaculatoria da ripetersi ad ogni atto comune. Precedeva un’Avvertenza sul modo di praticare queste preparazioni: ci trasporteremo col pensiero sulle ali della immensa virtù della fede, a quel tempo quando ci volevano nove giorni per nascere sulla terra il Verbo Incarnato, e, come se allora avessimo avuto di Gesù Cristo Signor Nostro la conoscenza che abbiamo adesso, ci affretteremo a visitare la grotta di Betlemme, dove Egli deve nascere, e, vedendola cosi sprovvista, e considerando in quanta pena e povertà deve nascere il Figliuolo di Dio per nostro amore, ci affrettiamo a preparargli le cose più necessarie, perché, nascendo, non abbia a penare, e resti confortato dalla nostra pia diligenza e dal nostro amore benché meschini. Faremo tutte queste preparazioni supplicandolo che, nascendo, voglia nascere dall’immacolato seno della Madre sua non solamente nella grotta di Betlemme, ma pure nel nostro cuore, che noi dobbiamo preparargli in questa novena col purificarlo d’ogni peccato, con adornarlo di vaghi fiori mediante questi ed altri esercizi di pietà, specialmente con ferventi atti di amore e con la santa comunione quotidiana. Queste preparazioni devono farsi con viva fede e devozione, affinché gli oggetti che si preparano pel Bambinello Dio, siano perfetti, e non li trovi incompleti e incomodi, peggio della stessa mangiatoia. E perché possiamo meglio riuscire in questo lavoro, pregheremo la SS. Vergine e il patriarca  S. Giuseppe, perché ci aiutino a compiere santamente queste devote preparazioni ».

                                                       (P.Tusino, Dall’Anima del Padre – Testimonianze; 8,5)

 

 

 

 

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La nostra Parrocchia organizza 2 bellissimi eventi per i nostri bambini… 

Mercoledì 4 dicembre, Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco, i nostri pompieri di via Tuscolana faranno giocare i bambini sul sagrato della Chiesa. A partire dalle 17,30 saranno presenti per farli divertire insieme a loro!

Venerdì 6, San Nicola, festeggeremo alle ore 17.00 questo grande Santo, conosciuto anche con il nome di santa Claus! Durante la Messa delle 19.00 si farà conoscere dai bambini e alla fine santa Claus darà loro i doni che ha portato!

 

 

 

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Il tempo del dono…

 

 

Iniziamo oggi un percorso bellissimo che va dritto verso il Natale, il tempo del dono. A Natale Dio fa il dono più grande… il dono del Figlio… della sua stessa vita: un regalo venuto al mondo in maniera umile e nascosta, libera e gratuita. Così è un dono: umile e nascosto, libero e gratuito. Umile: il dono non è fatto per stupire l’altro ma è un segno di sè…del proprio amore e della propria stima verso la persona a cui il dono si fa. Che tristezza puntare solo alla “marca” del regalo: quel dono non verrà dal cuore ma solo dalla tasca. Il dono poi è nascosto: “non sappia la destra ciò che fa la sinistra”. Che dolore sentirsi rinfacciare un regalo o un favore fatto o il tempo dato: è come buttare una palla di sterco verso la persona che lo ha ricevuto. Il dono vero non è annunciato con le trombe, ma lo conosce solo chi lo riceve. Il dono poi è veramente dono se è libero: non sappia di costrizione o di rispetto umano o di senso del dovere. Esso è inficiato quando si è spinti a farlo per convenzioni sociali o per farsi perdonare. Si dona solo quando si è veramente liberi: nessuno può donare veramente se non sceglie di farlo. Infine il dono è gratuito… e  questo è l’aspetto più vero del dono ma anche quello più difficile. Il dono è irreversibilmente gratuito, cioè fatto con la passione profonda di non aspettarsi nulla in cambio. Quante volte invece i nostri doni sono fatti per “comprare”… e questo rende il dono meretricio, cioè prostituito ad uno scopo, ad un guadagno umano. Il dono è invece l’altro nome di Gesù, perciò i regali che ci scambieremo a Natale abbiano questo sapore di gratuità. Gesù è un dono umile: non reclama diritti ma li offre. E’ un dono nascosto: “non griderà né alzerà la sua voce”, dice il Profeta. Gesù è un dono libero: “nessuno mi toglie la vita”, disse un giorno, “ma sono io che la offro e la riprendo”. Gesù è un dono gratuito: ti accoglie senza chiederti nulla in cambio. Prepariamoci al Natale così… con questa pedagogia del dono. Ogni volta che trovo vestiti che qualcuno ha pensato di portare per la Caritas, gettati davanti alla Parrocchia dove ci piove sopra o i cani ci fanno la pipì, mi viene un magone. I vestiti vanno portati negli orari appositi e consegnati alla segreteria: così sono davvero un dono. Il dono implica una consegna, un contatto umano. Non è donare, venire a buttare i vestiti qui davanti, in qualsiasi ora, solo per sbarazzarsene.  I poveri e la Parrocchia non sono pattumiere. Vestiti a volte sporchi ed in pessimo stato, tanto che i nostri volontari fanno un lavoro faticosissimo ed encomiabile di selezione. I vestiti vanno portati puliti ed in buono stato: così sono un dono. Eppure chi li ha portati ha pensato anche di aver fatto un gran regalo ai poveri, ma come si può pensare che questo sia donare?!… dando del superfluo ed anche in cattivo stato ed in malo modo… giusto per acquietare la coscienza. Ora, la raccolta indumenti sarà chiusa dal 6/12 al 6/1: spero che nessuno pensi di fare pulizie a casa nelle vacanze di Natale e di venire poi a scaricare qui. Educhiamoci a saper donare: solo così non avremo celebrato invano il Natale. Buon Avvento!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 DICEMBRE: S.BARBARA 2019

I Vigili del fuoco che hanno la sede nel nostro territorio parrocchiale, festeggeranno anche quest’anno con noi la festa della loro Patrona: è un bel segno di attenzione e di gratitudine della Chiesa nei confronti di questi uomini che donano generosamente la loro vita per gli altri ogni giorno.

 

16,30 (sul sagrato): “Pompieropoli”: i bambini giocano a fare i pompieri.

 19,00 S. Messa solenne alla presenza di tutti i Vigili del fuoco.

 

 

 

 

 

 

 

 

6 DICEMBRE: SANTA CLAUS 2019

Bambini e famiglie sono invitati alla Messa del 6 dicembre alle 19 per l’arrivo di Santa Claus (S. Nicola) nel giorno della sua festa: egli racconterà ai bambini la storia del Natale e porterà a loro i regali. Diffondete l’evento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

NOVENA DELL’IMMACOLATA OGNI SERA  ore 18,30 (omaggio floreale libero)

 

 

 

 

 

 

 

PRIMO GIOVEDI’ DEL MESE 5 DICEMBRE ore 21,00 (adorazione vocazionale)

 

 

 

 

 

 

VEGLIA IMMACOLATA 7 DICEMBRE ore 21,00 (segue adorazione notturna)

 

 

 

 

 

 

CONSACRAZIONE DEI BAMBINI 8 DICEMBRE ore 10,30 (omaggio floreale bambini)

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EMERGENZA FREDDO 2019

Come già annunciato, apriremo per questo Inverno, un EMERGENZA FREDDO per persone che dormono per strada: sono 8.000 a Roma. Faccio appello a tutta la Parrocchia di coinvolgersi in questa opera di misericordia, dando la disponibilità attraverso la scheda che trovate nei banchi e da mettere nella cassetta verde in fondo alla chiesa. Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCATINO DI NATALE

E’ aperto il nostro bellissimo Mercatino Natalizio tutte le sere dalle 18,00 e la mattina dei festivi nella Sala Sant’Annibale. Il ricavato lo dedicheremo all’emergenza freddo che stiamo per aprire. Visitatelo. Grazie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CHIUSURA TEMPORANEA RACCOLTA INDUMENTI

Dal 6 dicembre al 6 gennaio la Raccolta indumenti è chiusa: vi chiediamo di non portare assolutamente vestiti. Eventualmente solo coperte o piumoni che distribuiamo in questi giorni per il freddo. Potete ricominciare a portare vestiario dal 7 gennaio.

 

 

 

 

 

 

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S. Annibale e il Natale/I

 

 

 

 

 

 

 

In queste domeniche di Avvento, ripercorreremo il rapporto di S.Annibale col Natale. La sua spiritualità cristocentrica non poteva che fargli amare il mistero dell’Incarnazione con viscerale passione e profondità. Dicono i suoi primi biografi che quando aveva il Bambinello tra le mani ritornava come un bambino. Poesia e dramma dei poveri sono le tinte con cui Annibale dipinge il Natale. Gesù Bambino che nasce povero tra i poveri è solo la profezia di quanto avverrà il 1° luglio 1886 quando nell’Eucaristia portata in maniera stabile nel quartiere Avignone, il quartiere malfamato della sua missione, Gesù rinascerà povero tra i poveri. Annibale lega molto il mistero del Natale a quello dell’Eucaristia: in entrambi – egli dice – si ripete l’Incarnazione. Per questo ogni anno nella notte di Natale, egli voleva si offrisse un corporale nuovo e immacolato da porre sull’altare, quasi come fosse una culla, per accogliere il Dio incarnato nell’Eucaristia.

  P. Pasquale

“Per entrare nel regno dei cieli, Gesù vuole che torniamo bambini (Mt, 18, 3). Il Padre scrisse per noi un opuscoletto di venticinque preghiere e proponimenti per implorare dal Bambino questa grazia, impegnando da parte nostra qualunque sforzo per diventare bambini d’innocenza e di semplicità. Egli ebbe dal Signore questo dono: visse perfettamente lo spirito della infanzia spirituale. Ovviamente non poteva non avere particolare tenerezza per il Bambino Gesù. Quando si trovava dinanzi al presepio ‑ che voleva in tutte le case ‑ bisognava cantare i noti versi di S. Alfonso: Ti voglio tanto bene…, e lui li accompagnava con quella voce affocata, che, se non rispettava il valore e il tono delle note ‑ era assolutamente negato al canto il suo orecchio sensibilissimo agli accenti! ‑ rivelava l’intimo fervore che gli bruciava l’anima. Bisognava vederlo quando portava il Bambino Gesù in processione per tutta la casa il 2 febbraio, a chiusura delle feste natalizie. Tra una preghiera e l’altra, tra una strofa e l’altra, lanciava gridi di entusiasmo e di amore: Viva Gesù Bambino. Viva l’incarnato Verbo del Padre… Viva il Figlio della Immacolata Madre… Viva la delizia dei nostri cuori… Viva l’Innamorato delle anime nostre… La litania si allungava quando più quando meno; e tutti a rinnovare quel grido e a battere le mani…Nella notte di Natale poi si faceva al Bambino Gesù una triplice offerta: 1. le preparazioni fatte nella novena, contenenti tutto ciò che nella grotta di Betlemme poteva confortare le pene di Gesù Bambino. 2. I nostri cuori ‑ formando tanti cuori di carta e scrivendovi sopra affetti, propositi, richiesta di grazie ecc. ‑ affinché il Bambinello li metta dentro il suo dolcissimo cuore e li ferisca di eterno amore per Lui. 3. Un corporale nuovo, implorando dal Bambino che renda il nostro cuore puro e candido come quel sacro lino, limpido e netto da ogni macchia, sicché Egli trovi nei nostri cuori il profumo delle sue virtù e la sua  abitazione.” 

                               (P.Tusino, Dall’Anima del Padre – Testimonianze; 8,5)

 

 

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Il RE viene a dormire a casa nostra…

 

 

 

 

Ho deciso col consenso dei miei confratelli che mi collaborano e del Consiglio pastorale, che era giunto il momento di fare qualcosa in più per i poveri, in particolare per le persone che dormono per strada. Non è mai abbastanza quello che facciamo per i poveri, come non è mai abbastanza quello che facciamo per Dio. Credo che sia arrivato il tempo di farlo questo qualcosa in più… anche nel nome di Sant’Annibale, di cui stiamo celebrando l’Anno: egli ha dato la vita per i bisognosi. Non so voi, ma io a volte mi sento un verme quando nella mia camera super riscaldata e avvolto dalla mitica flanella per la quale i miei amici mi prendono in giro, passo le mie serate e le mie notti di inverno. Si… mi sento un verme… pensando alle persone che dormono all’aperto, rannicchiati per terra, sotto cavalcavia o in angoli nascosti sotto la pioggia e a temperature malefiche. Cosa ho fatto io più di loro per meritarmi tutti i comforts? Coloro che vivono per strada sono innanzitutto persone che hanno perso… perso la casa… perso i parenti… perso il lavoro… perso l’amore, perso il senso della loro stessa esistenza. E se non li si tira fuori dalla strada… perderanno anche loro stessi nei vizi e nei mali di ogni tipo, perché la strada abbrutisce, spacca, svuota. Per questo abbiamo pensato di dare anche noi un segno come Parrocchia e di aprire per questo inverno incipiente, una piccola “emergenza freddo” nei locali del nostro Oratorio. Non potremo risolvere i problemi di tutti, al massimo di 4 o 5 persone, ma il poco di tutti fa molto, o per dirla con S. Teresa, tante gocce fanno un oceano. Ci siamo già incontrati con il direttore diocesano della Caritas di Roma, don Ben, al quale abbiamo dato la nostra disponibilità e lui in cambio ci ha dato il suo sostegno. Accoglieremo 5 persone, uomini, da loro conosciuti e selezionati (seconda accoglienza) da dicembre circa fino ai primi di Marzo o fin quando si potrà. In questo giorno, festa di Cristo Re, vorrei chiedere a TUTTA LA PARROCCHIA, di coinvolgersi in questa opera di misericordia: offrendo una cena, offrendo un sorriso quando arrivano, offrendo un sorriso quando escono, offrendo una colazione, offrendo una notte con loro, offrendo vicinanza ed amicizia. Ci servono anche i soldini, perché dobbiamo comprare una lavatrice, ma vi chiederei soprattutto la presenza umana. Sono certo che il Signore, il RE che si nasconde sotto mentite spoglie che sono le spoglie dei poveri, ci renderà il centuplo e ci darà la gioia vera, quella che nasce dal dare e non dal ricevere. La mia intenzione è di mobilitare tutte le membra della Parrocchia: dai bambini del catechismo agli anziani del Rosario, davvero tutti. Già il gruppo Lazzaro e la Caritas parrocchiale che conosce la realtà della strada si stanno mobilitando. Per favore, date la disponibilità compilando il foglietto che trovate nei banchi a fine Messa e mettendolo nella cassetta. I nostri volontari saranno con voi per scambiare qualche idea. Dio vi ricompensi! Buona festa del nostro Re!

P. Pasquale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EMERGENZA FREDDO 2019

Come già annunciato in 1^ pagina, apriremo per questo Inverno, una piccola EMERGENZA FREDDO per le persone che dormono per strada: sono 8.000 a Roma. Faccio appello a tutta la Parrocchia di coinvolgersi in questa opera di misericordia, dando la disponibilità in qualsiasi cosa, compilando a fine Messa il foglietto che trovate nei banchi e mettendolo nella cassetta in fondo. Troverete anche dei volontari per scambiare qualche parola. Il RE che oggi festeggiamo, si nasconde sotto le mentite spoglie dei poveri. Egli, ne sono certo, ci renderà il centuplo e ci darà la gioia vera, quella che nasce dal dare e non dal ricevere. Grazie a tutti…

 

 

 

 

 

 

 

24 NOVEMBRE: FESTA DI CRISTO RE E CONCLUSIONE ANNO LITURGICO

Ore 18,30: Vespri solenni e canto delle “Laudes Regiae” .

 

 

 

 

 

 

 

 

27 NOVEMBRE: FESTA DELLA “MEDAGLIA MIRACOLOSA”

 Ore 19,00: S. Messa solenne e benedizione delle medaglie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

29 NOVEMBRE: NOVENA IMMACOLATA – MERCATINO NATALIZIO

Il 29 novembre alle ore 18,30 inizia la solenne Novena dell’Immacolata che si terrà fino al 7 dicembre alla stessa ora. Quest’anno non saranno i gruppi parrocchiali a fare l’omaggio floreale, ma chiunque vuole, liberamente, ogni sera potrà fare l’omaggio alla Madonna. Alle ore 18 inauguriamo il mercatino natalizio allestito nella Sala S. Annibale. Un grande grazie alle nostre volontarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

30 NOVEMBRE: “ANNO DI S. ANNIBALE” – CONFERENZA MENSILE

L’ultimo sabato del mese, il 30 novembre, alle ore 17,00 in chiesa si tiene l’incontro mensile di formazione su Sant’Annibale in questo anno a lui dedicato. Questo mese ci sarà P. Rosario Graziosi sul tema dei poveri; egli lavora in mezzo ai bisognosi dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Tutti siamo invitati all’incontro, in particolare sono tenuti a venire tutti gli operatori pastorali parrocchiali.

 

 

 

 

 

 

 

 

30 NOVEMBRE: INIZIO DELL’AVVENTO E DEL NUOVO ANNO LITURGICO

Ore 18,30: Primi Vespri di Inizio Avvento e del nuovo Anno liturgico.

 

 

 

 

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  Sant’Annibale e Cristo RE

 

La regalità sociale di Cristo fu una categoria fondamentale della cristologia di S. Annibale e di quella del suo tempo. Egli aveva vissuto sin da piccolo, l’esperienza di totalitarismi che avevano presunto di sostituirsi al dominio di Cristo sul mondo e sulla storia. La prepotenza di Garibaldi, il socialismo russo e l’inizio del fascismo accompagnarono la storia di P. Annibale. Spesso nei suoi Scritti si ritrovano cenni a questi scenari storici e sono come chiavi di lettura della sua teologia e pastorale. Lo stesso Pio XI nel 1925 aveva istituito la festa di Cristo Re per riaffermare il dominio sociale e politico di Cristo, proprio quando si affacciavano sul mondo i totalitarismi del Novecento.Voglio proporvi oggi un Inno scritto da P. Annibale per il 1° luglio 1926 dedicato a Cristo Re; il linguaggio ovviamente è datato ma è soprattutto poetico. Gli Inni del Primo Luglio erano poemi e preghiere che Annibale scriveva per ogni anniversario di quel 1° Luglio 1886 quandò iniziò la presenza di Cristo Eucaristico in mezzo ai suoi poveri. Questo fu l’ultimo che egli scrisse; l’anno successivo morì, mentre l’anno precedente il Papa aveva istituito la festa di Cristo RE…e forse per questo il titolo che Annibale diede al Signore in quell’anno, fu proprio quello  di Re… e fu quello con cui chiuse la sua vita. 

P. Pasquale

 

 

 

“A GESÙ RE ETERNO DELL’ETERNA ED UNIVERSALE REGALITÀ

 

 

O Signor nostro Gesù Cristo Uomo-Dio,

Alla regalità che in Te risiede

Qual dall’Eterno Padre in Te sortìo

L’inno sollevi l’universa Fede.

 

Sia tutto un canto che di eteree note

Celestial, unanime armonia,

O da prossime spiaggie o da remote,

Salga alle sfere dove il ciel s’india.

 

Voi fiori, scherzi del celeste spiro,

Sia il vostro olezzo al Re divino un canto.

O sole ardente con le stelle in giro,

Dargli onore di luce: ecco il tuo vanto.

 

 

O solitari monti, antri e caverne,

O distese dei mari interminati,

Inni sciogliete alle bellezze eterne

Del Cristo Rege e Dio che vi ha creati.

O Serafini, o Cherubini, o Troni,

O Dominazioni, e voi Virtù,

Potestà, Principati, or tutti proni

Con gli Arcangeli e gli Angeli, a Gesù

 

Dall’arpe d’oro sprigionate un suono

Che tutto quanto il Paradiso invada

Pel vostro Re pur nostro, e del suo trono

Cielo, terra ed abisso al pié gli cada.

 

O nazioni, o popoli, accorrete

Fiduciosi nella sua clemenza;

È Re di pace, é Re d’amor: vedrete

Quanto é dolce la sua mite indulgenza.

 

Regalità suprema! E festi degna

Di Te la fede a gran trionfi avvezza.

Dai tuoi cibori orsù procedi e regna,

O Specioso, con la tua bellezza.

 

Spettacolo sublime! Ai tuoi Congressi

Vedi popoli e popoli agitarsi,

E folle e turbe, e i tuoi leviti anch’essi,

Gl’incerti e i tardi al tuo passar chinarsi.

 

Regna, regna, o Gesù; ma perchè regni,

Tua legge ell’è che dall’ardente Cuore

Trar voglia eletti numerosi e degni,

Sacri Operai della tua messe in fiore.

 

Rogate, hai detto, il gran Padrone Iddio,

Battete, e il varco spalancato fia.

Deh! non ti cada in meritato oblio

D’otto lustri il clamor di questa Pia.

 

Deh! se tu assorbi nelle tue preghiere,

O Re benigno, i suoi continui lai,

A tutti e a noi dalle celesti sfere

Infiniti darai – sacri Operai.”

 

 

 

 

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