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PREGHIERA ALLA SANTISSIMA TRINITA’

 

 

L’anima mia vi adora, il mio cuore vi benedice e la mia bocca vi loda, o Santa ed indivisibile Trinità: Padre Eterno, Figliuolo unico ed amato dal Padre, Spirito consolatore che procedete dal loro vicendevole amore.

O Dio onnipotente, benché io non sia che l’ultimo dei vostri servi ed il membro più imperfetto della vostra Chiesa, io vi lodo e vi glorifico.

Io vi invoco, o Santa Trinità, affinché veniate in me a donarmi la vita, e a fare del mio povero cuore un tempio degno della vostra gloria e della vostra santità.

O Padre Eterno, io vi prego per il vostro amato Figlio; o Gesù, io vi supplico per il Padre vostro; o Spirito Santo, io vi scongiuro in nome dell’Amore del Padre e del Figlio: accrescete in me la fede, la speranza e la carità. Fate che la mia fede sia efficace, la mia speranza sicura e la mia carità feconda. Fate che mi renda degno della vita eterna con l’innocenza della mia vita e con la santità dei miei costumi, affinché un giorno possa unire la mia voce a quella degli spiriti beati, per cantare con essi, per tutta l’eternità: Gloria al Padre Eterno, che ci ha creati; Gloria al Figlio, che ci ha rigenerati con il sacrificio cruento della Croce; Gloria allo Spirito Santo, che ci santifica con l’effusione delle sue grazie.

Onore e gloria e benedizione alla santa ed adorabile Trinità per tutti i secoli. Così sia.

 

Sant’Agostino

 

 

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Vita della Parrocchia

⇒  Domenica 22 maggio

           Alle ore 10,00 c’è il 3° turno delle Prime Comunioni, pertanto la S. Messa delle 9,00 è sospesa. I bambini si sono preparati al grande evento con un ritiro spirituale a Nemi venerdì scorso. Preghiamo per questi piccoli figli della nostra Comunità che riceveranno Gesù per la 1^ volta.

 

 

⇒   Lunedì 23/Martedì 24 maggio

Si conclude il catechismo dei fanciulli che riprenderà a settembre. Rimane obbligatoria la partecipazione alla S. Messa ogni domenica! Ci sarà poi – a data da destinarsi – la “Festa dei sacramenti” che concluderà ufficialmente l’anno catechistico.

 

 

⇒   Giovedì 26 maggio

E’ il 37° anniversario di consacrazione sacerdotale del nostro parroco, P. Giuseppe. Preghiamo per lui perché sia pastore secondo il Cuore di Cristo.

 

⇒   Venerdì 27 maggio

Con la S. Messa solenne delle 19:00, presieduta dal P. Generale dei Rogazionisti, P. Angelo Mezzari, si chiude l’Anno Giubilare della nostra Parrocchia, in occasione dei 50 anni dalla Dedicazione della chiesa parrocchiale. Al termine del rito, nei locali del 2° piano, ci sarà un rinfresco per tutti. Partecipiamo numerosi a questa importante celebrazione.

 

 

⇒    Sabato 28 maggio

Alle ore 17:00, S. E. Mons Giuseppe Marciante, Vescovo Ausiliare del nostro Settore Est, amministrerà le Cresime a 21 ragazzi della nostra Comunità. Il vescovo incontrerà personalmente i ragazzi nel Battistero martedì 24 maggio, mentre giovedì si prepareranno a Nemi con un Ritiro. Preghiamo per questi ragazzi della nostra Comunità che saranno confermati dallo Spirito Santo.

  ⇒   Domenica prossima 29 maggio

Inizia il Triduo in preparazione alla solennità di Sant’Annibale    (1° giugno), con la predicazione di P. Agostino Zamperini, Postulatore Generale dei Rogazionisti, durante la S.Messa delle ore 19:00. Con questo Triduo iniziano anche le Feste patronali, che si concluderanno il 13 giugno, solennità di S. Antonio di Padova.

 

 

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Gregorio VII

25 maggio

 

E’ rimasto ancora nel linguaggio comune l’espressione “andare a Canossa” per indicare la scelta di pentimento e di richiesta di perdono per un malefatto. L’espressione riguarda un fatto celebre avvenuto nella storia di questo grande Papa che lottò per la libertà della Chiesa. Siamo nell’anno 1000: è il periodo della “lotta per le investiture” e la Chiesa si trova schiava dei poteri di questo mondo che scelgono Papa e Vescovi e interferiscono nell’esercizio della sua missione. Così la corruzione entra nella gerarchia ecclesiastica: la simonia (cioè la vendita di beni religiosi) e il concubinato del clero sono i maggiori mali. Gregorio VII appena acclamato Papa durante i funerali del suo predecessore nella Basilica del Laterano, mette mano ad una grande riforma morale non senza sofferenze e umiliazioni personali. Vuole riportare la Chiesa alla libertà delle origini, quando nessun rispetto umano e nessun potere di governo la asserviva, ma gli Apostoli ripetevano con fierezza: “bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini!”(At 5,29). Ovviamente i potenti del tempo non la presero bene, e qui veniamo al celebre episodio di Canossa. Enrico IV, re di Germania aveva proclamato deposto Gregorio VII e nominato vescovi senza il suo permesso e per questo fu scomunicato. Questa scomunica costò cara al re di Germania che perse così l’obbedienza dei suoi sudditi e per questo cercò il Papa perché gli togliesse la scomunica. L’incontro avvenne a Canossa sull’appennino emiliano nel febbraio del 1077, presso il castello della contessa Matilde che organizzò l’incontro. Il Papa fece aspettare Enrico IV per tre giorni nella neve e al freddo prima di ammetterlo alla sua presenza: la scomunica fu tolta, ma dopo breve tempo il Re di Germania ritornò alla carica e raggiunse Roma assediando la città e volendo catturare il Papa. Gregorio, salvato dai Normanni, si rifugiò a Salerno dove poi morì in esilio. Prima di morire disse: “Ho sempre amato la giustizia e odiato l’iniquità, per questo muoio in esilio”. Questa frase è il suo testamento spirituale e ci da la misura della grandezza di questo uomo che mise sempre al primo posto il valore della coscienza, il primato della giustizia e la libertà della Chiesa. Oggi si parla tanto e in modo sbagliato di laicità, accusando la Chiesa di interferire nella vita politica; 1000 anni fa avveniva il contrario: era il potere degli Stati che interferiva nella vita della Chiesa. Per questo Papa Gregorio voleva una Chiesa “pulita” e libera di svolgere la sua missione. In qualche modo, Gregorio è come Francesco oggi che sogna una Chiesa diversa e lotta per questa riforma. Così a suo tempo Gregorio sognò una Chiesa migliore e lottò per realizzare il suo sogno. Per questo è Santo!

P. Pasquale

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CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

 

 

O Santo Spirito

Amore che procede

dal Padre e dal Figlio

Fonte inesauribile

di grazia e di vita

a te desidero consacrare

la mia persona,

il mio passato,

il mio presente, 

il mio futuro,

i miei desideri,

le mie scelte,

le mie decisioni, 

i miei pensieri,

i miei affetti,

tutto quanto mi appartiene 

e tutto ciò che sono.

Tutti coloro che incontro,

che penso che conosco,

che amo

e tutto ciò con cui la mia vita verrà a contatto:

tutto sia beneficato

dalla Potenza della tua Luce, del tuo Calore,

della tua Pace.

Tu sei Signore e dai la vita

e senza la tua Forza

nulla è senza colpa.

O Spirito dell’Eterno Amore

vieni nel mio cuore,

rinnovalo

e rendilo sempre più

come il Cuore di Maria,

affinché io possa diventare,

ora e per sempre,

Tempio e Tabernacolo

della Tua Divina presenza.

Amen.

 

 

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Vita della Parrocchia

 

 

◊  Domenica 15 maggio

 *       Alle ore 10,00 si celebra il 1° turno di Prime Comunioni e alle ore 12,00 il 2° turno; pertanto la S.Messa delle 9,00 è sospesa.   I bambini si sono preparati al grande evento con un ritiro spirituale a Nemi venerdì scorso. Preghiamo per questi piccoli figli della nostra Comunità che oggi ricevono Gesù per la 1^ volta.

*     Oggi è anche la Giornata mensile della carità parrocchiale: ricordiamoci dei poveri deponendo i nostri doni alimentari o le nostre offerte presso la Cappella di Sant’ Annibale.

 

◊  Lunedì 16 maggio

 Alle ore 20,30 si svolge nella cappellina la Scuola di preghiera  guidata da p. Pasquale, trasferita dalla domenica 15.

 

◊  Martedì 17 maggio

 Alle ore 20:30, nella sala sant’Annibale, il Gruppo Giovani organizza il cineforum aperto a tutti sul film “Il giocoliere di Dio”.

 

◊  Domenica 22 maggio

Alle ore 10,00 ci sarà il 3° turno di Prime Comunioni, pertanto la S.Messa delle 9,00 è sospesa. I bambini si prepareranno al grande evento con un ritiro spirituale a Nemi il venerdì precedente. Preghiamo per questi piccoli figli della nostra Comunità che riceveranno Gesù per la 1^ volta.

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Isidoro, l’agricoltore

 

15 maggio

 

 

 

La mattina del 15 maggio gli abitanti di Madrid vivono una spensierata scampagnata o gita fuori porta presso un grande prato fuori città dove c’è un eremo. Tutti mangiano all’aperto e bevono acqua fresca ad una sorgente presente sul posto; vengono allestite diverse bancarelle che offrono piatti tipici madrileni e la zona si riempie di “chulapos” e “goyescos” (madrileni vestiti con gli abiti tipici di Madrid) che ballano il “chotis” (danza tradizionale). C’è musica e tanta gente con voglia di divertirsi: la città mostra il suo volto più popolare; c’è una grande fiera e per tutte le strade di Madrid ci sono anche attività per i bambini e balli popolari per vivere la notte. Tutto questo per festeggiare S. Isidoro, definito semplicemente dall’agiografia “l’agricoltore”, perché solo questo egli fu: un bracciante agricolo che lavorava i campi al servizio del padrone di turno. Non ha fatto nulla di speciale se non quello di partecipare con la moglie Tobiria (anch’ella Beata) ogni giorno a Messa prima dell’alba, e di fermarsi in ginocchio per pregare durante il lavoro. Quest’ultimo fatto gli attirò le cattiverie e le gelosie dei suoi compagni di lavoro che lo accusarono presso il padrone di perdere tempo con la preghiera, ma l’esito del raccolto a fine giornata non mutava anzi aumentava. Sono raccontati numerosi prodigi in tal senso: per esempio il grano di Isidoro, raccolto durante la mietitura, si moltiplicava. La sua vita è piena di questi eventi che sembrano molto simili ai fioretti di S. Francesco, come quando d’inverno, mentre andava al mulino per fare farina, spargeva a piene mani sulla neve i chicchi di grano per sfamare gli uccelli, e quando giungeva al mulino, il sacco era ancora miracolosamente pieno. Il padrone si accorse di questi fatti e capì che quest’uomo non solo era un onesto lavoratore ma anche che era oggetto di eventi soprannaturali, e così la fama della sua santità si diffuse già in vita. Qualche iconografia lo raffigura che prega nei campi mentre gli angeli spingono al suo posto l’aratro: un modo forse fantasioso per dire però una verità, che cioè quest’uomo trasfigurò e santificò il lavoro dei campi con la fede e la preghiera. Siamo intorno all’anno 1100 a Madrid e sono ancora molto lontani i pronunciamenti della Chiesa sulla dignità e la santità del lavoro. Isidoro ha precorso i tempi ed è diventato un eroe del quotidiano, come quegli eroi di cui sentiva parlare da bambino: Alfonso VI “il Bravo” e il “Cid”, condottiero nazionale. Con la colonizzazione spagnola nel mondo, si diffuse anche il culto di S. Isidoro che come patrono di Madrid è ora venerato nella Cattedrale della capitale spagnola.

P. Pasquale

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CATTEDRALE DEL SILENZIO

 

 

Sei la palma di Kades,
orto sigillato
per la santa dimora,
sei la terra che trasvola
carica di luce
nella nostra notte.
Vergine,
cattedrale del Silenzio,
anello d’oro
del tempo e dell’eterno:
tu porti la nostra carne in Paradiso
e Dio nella carne.
Sei lo splendore
dei campi,
roveto e chiesa bianca sulla montagna …
Amorosa
attendi che si avveri
la nostra favolosa
vicenda,
creazione
finalmente libera.
Noi ti abbiamo ucciso
il Figlio,
ma ora
sei nostra madre,
viviamo insieme
la risurrezione.
Amen.

                                (David Maria Turoldo)

 

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Vita della Parrocchia

Domenica 8 maggio

*       Nella Messa delle 10:30 sono presentati alla Comunità i 46 bambini che ieri hanno celebrato la Prima Confessione.

*       Alle ore 12,00 si svolge la tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei, preceduta dal S. Rosario; seguirà la S. Messa di orario.

*       Alle ore 17:00, a piazza dei Re di Roma, si concluderà con la Celebrazione Eucaristica, la Missione nelle piazze voluta dal card. Vallini.

*       Oggi, solennità dell’Ascensione, si celebra la 50^ Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

 

Lunedì 9 maggio

Con grande gioia vi annunciamo che lunedì 9 maggio arriva nella nostra Parrocchia la statua della Madonna di Fatima che rimarrà fino al 13 maggio. Ci ritroviamo tutti alle 16,45 sul sagrato per attendere l’arrivo della Madonna. Nel volantino allegato troverete tutto il programma delle attività durante la permanenza della Madonna in Parrocchia.

 

 

Martedì 10 maggio

Alle ore 21:00 avrà luogo l’incontro di preghiera per i giovani.

 

 

Venerdì 13 maggio

Festa della Madonna di Fatima: dopo la solenne Messa delle ore 19,00 avrà luogo la processione e fiaccolata con la statua della Madonna per alcune strade della nostra Parrocchia. Al termine della processione sul sagrato ci sarà il             saluto alla Madonna che ci lascia.

 

 

Domenica prossima 15 maggio

*       Alle ore 10,00 ci sarà il 1° turno di Prime Comunioni e alle ore 12,00 il 2° turno: pertanto la S. Messa delle 9,00 è sospesa. I bambini si prepareranno al grande evento con un ritiro spirituale a Nemi il venerdì precedente. Preghiamo per questi piccoli figli della nostra Comunità che riceveranno Gesù per la 1^ volta.

*     Domenica prossima è anche la Giornata della carità parrocchiale: ricordiamoci dei poveri presso la Cappella di Sant’ Annibale.

*     Alle 20,30 nella cappellina: Scuola di preghiera guidata da p. Pasquale.

 

 

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Maria Domenica Mazzarello

 

14 maggio

 

Sono circa 9 anni che vengono da noi e sono un grande dono! Ne sono passate più di sessanta in questi anni: ognuna diversa, ognuna con un dono originale, ognuna con un sorriso nuovo e una nuova nazionalità. Sono state e continuano ad essere un grande arricchimento per la nostra Parrocchia e soprattutto per i bambini che incontrano. Portano con sé la gioia e la freschezza della loro vocazione e del loro carisma, ma anche un servizio serio e qualificato. Collaborare con loro è molto bello e significativo: siamo tanto cresciuti insieme in questi anni! Ma di chi starò parlando? Delle novizie salesiane…è ovvio!…o meglio delle Novizie delle Figlie di Maria Ausiliatrice, fondate insieme a don Bosco proprio da S.Maria Domenica Mazzarello. Ogni anno nel mese di ottobre le nostre novizie si assentano per un po’ e tornano nei “luoghi della memoria” ossia a Mornese in provincia di Alessandria, dove l’avventura della loro Confondatrice è iniziata nella seconda metà dell’Ottocento. Maria Domenica ha conosciuto subito il duro lavoro dei campi insieme al papà Giuseppe: dicono che avesse una grande forza fisica, ma l’epidemia di tifo che colpì il suo paese, contagiò anche lei che era andata ad assistere i parenti e la indebolì molto nel fisico. Così non potè continuare quel duro lavoro e si mise a fare la sarta insieme con l’amica Petronilla: volevano anche così insegnare un mestiere alle fanciulle povere del paese. Il loro parroco colse la loro ispirazione e le consacrò alla Madonna come “Figlie dell’Immacolata” insieme ad altre compagne. Ma tutto cambiò quando a Mornese giunse don Bosco per aprire un collegio: quell’ispirazione che egli aveva di fondare una famiglia femminile trovò spazio e senso in questo gruppo di giovani, guidate da Maria Domenica. Don Bosco capì che il Signore in quel luogo e soprattutto con quelle ragazze voleva che nascesse l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice che il Santo volle proprio come “un monumento vivente a Maria Ausiliatrice” alla quale era così legato fin dall’inizio dei suoi sogni. E così, un altro sogno di Don Bosco prese carne e nacquero, fondate insieme a Maria Domenica Mazzarello, le Suore salesiane che sparse per il mondo vivono gli ideali e l’amore per i giovani di S.Giovanni Bosco. Maria Domenica fu madre per le sue sorelle, premurosa ed umile, riconoscendo in se stessa solo una “vicaria” della Madonna, perché Lei, la Vergine, era la vera guida. Morì a soli 44 anni, con un fisico consumato da quella vecchia malattia. Guardiamo a lei con gratitudine perché anche grazie a lei, abbiamo oggi il dono di avere con noi Marta, Giada, Kristina e Ariadna e le altre innumerevoli ragazze che con gioia si sono succedute in questi anni nella nostra Parrocchia, al servizio dei piccoli e dei ragazzi.

(P. Pasquale)

 

 

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Dal 9 al 13 maggio sarà presente nella nostra Parrocchia la statua della Madonna di Fatima. Veniamo ad onorare Maria! Nella locandina qui sotto trovate tutti gli appuntamenti a cui partecipare con gioia!

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INVOCAZIONE A S. GIUSEPPE LAVORATORE

 

 

San Giuseppe,

modello e patrono

dei lavoratori,

ci rivolgiamo a te con fiducia.

Aiutaci a trovare nel lavoro non solo il nostro

sostentamento quotidiano,

ma anche una fonte di merito

per la vita eterna.

Tu, vivendo accanto a Gesù,

Figlio di Dio,

e a Maria sua Madre,

avesti la fortuna di penetrare le loro sublime intenzioni;

concedi a noi

di stimare il lavoro,

e di amarlo

come tu l’hai amato.

Fa’ che operiamo

con spirito di penitenza,

con diligenza e pace,

consapevoli

di fare la volontà di Dio,

mentre egli ci chiama

a continuare e perfezionare

l’opera della sua creazione.

 Possiamo considerare

la nostra vita

come una giornata

di fatica e di semina,

in attesa del riposo

e del raccolto, nell’eternità.

San Giuseppe,

intercedi per noi

e proteggi e custodisci

la nostra quotidiana fatica

nel mondo del lavoro.

Amen.

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VITA DELLA PARROCCHIA

 

 

 

◊  1° maggio, domenica

Oggi inizia il mese dedicato alla Vergine Maria. Ogni sera, al termine della Messa delle 19:00, faremo un omaggio alla Madre Celeste, con una preghiera ispirata alle Litanie Lauretane. Invitiamo tutti in questo mese a onorare la Madonna con la recita del Santo Rosario, che in Parrocchia avviene ogni sera alle ore 18:15 (il giovedì – tranne il 1° del mese - alle ore 17:30).

 

◊  5 maggio, primo giovedì del mese

* Alle ore 17:00 Don Giuseppe De Virgilio guiderà la Lectio su “La misericordia e la Vergine Maria” (Lc 1,39-56; Gv 19,25-37)

* Alle ore 21.00 i Seminaristi Rogazionisti animeranno l’adorazione per le vocazioni. Al termine il Santissimo verrà intronizzato nella Cappella per l’adorazione notturna fino alle ore 6:00 del mattino: su un tavolino in fondo alla chiesa c’è un modulo dove ognuno può iscriversi nell’ora che preferisce.

 

◊  6 maggio, primo venerdì del mese

I sacerdoti e i ministri straordinari della Comunione porteranno l’Eucaristia ai  malati e agli anziani nelle loro case.

 

◊ 7 maggio, Sabato

Alle ore 17:00 avrà luogo in chiesa la Celebrazione della Prima Confessione di 46 nostri bambini. Seguirà nel salone del II piano la “Festa del Perdono”. I bambini si prepareranno a questo evento con un ritiro nel pomeriggio di giovedì 5 maggio e con le prove e confessioni dei genitori venerdì 6 maggio alle 17.

 

◊ Domenica prossima 8 maggio

* Alla Messa delle 10,30 saranno presentati alla comunità i bambini che hanno celebrato il sabato la loro Prima Confessione.

* Alle ore 12,00 faremo la tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei, preceduta dal S. Rosario alle 11,30. Seguirà la S. Messa di orario.

* Si svolge oggi la “Marcia per la Vita” a cui partecipa anche la nostra Parrocchia con uno striscione. La marcia parte da piazza Bocca della Verità alle 9,30 per concludersi a S. Pietro con il Regina Coeli del Papa.

 

 

 

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Geremia, profeta

1 maggio

 

E’ un uomo appassionato e divorato dalla Parola che lo prende e lo consuma, lo invia e lo condiziona, gli plasma la vita e il futuro e gli mostra quanto dovrà soffrire per la sua missione. Fin dal grembo di sua madre, il suo destino è segnato con quelle sublimi parole che sono all’origine di ogni vocazione: “Prima di formarti nel grembo materno ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni” (Ger 1,5). Dinanzi alle resistenze della giovane età e dei limiti umani che Geremia paventa, Dio “stende la mano, gli tocca le labbra e gli mette le Sue parole sulla bocca….per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare” (cf Ger 1,9-10). Comincia così l’avventura di questo profeta, costretto ad essere “profeta di sventura” perché il popolo duro a convertirsi non vuole ascoltarlo, anzì lo perseguita costantemente. Così diventa l’immagine più simile a quella del Cristo sofferente. E’ un profeta impopolare perché il suo messaggio è scomodo: vuole educare alla libertà, ma gli uomini spesso cercano surrogati della libertà. Geremia rimprovera, denuncia, esorta, mette in guardia, ma i capi del popolo lo vogliono uccidere. Tramano alle sue spalle, incaricano dei sicari perché lo facciano fuori, infine lo gettano in una cisterna per farlo tacere. Così si sfoga Geremia: “Sentivo le insinuazioni di molti: «Terrore all’intorno! Denunciatelo e lo denunceremo». Tutti i miei amici spiavano la mia caduta: «Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta» (Ger 20,10). Ma Geremia fa solo il suo dovere: quello di parlare in nome di Dio…di portare le angosce degli uomini a Dio e la Parola di Dio agli uomini. Non manca neanche per lui il momento di crisi, ma la passione è più forte: “Mi dicevo: «Non penserò più a Lui, non parlerò più in suo nome!». Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.” (Ger 20,9). In un bellissimo passo confida di essere posseduto dalla Parola di Dio: “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto forza e hai prevalso.” (Ger 20,7). Sa di agire e vivere in un periodo difficile, ma il popolo proprio perché duro a convertirsi, sperimenta il castigo dell’esilio in Babilonia. Nabucodònosor distrugge Gerusalemme col suo tempio, cattura i capi del popolo e deporta l’intera popolazione in Babilonia. Geremia non abbandona il suo popolo: ne condivide le sorti, scrive lettere alla gente per ridestare la speranza e continua a vivere tra le rovine di Gerusalemme. Il suo testamento spirituale è il capitolo 31 del suo libro che vi invito a leggere: è un inno alla speranza, a un futuro bello sempre in agguato. Rendiamo grazie a Dio per il dono di questo profeta che ci insegna a saper sperare in questo tempo di crisi e a scorgere il “mandorlo fiorito” anche nel cuore dell’inverno (cf  Ger 1,11).

P. Pasquale

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PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA

Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore del vero amore,
a voi, fiduciosi, ci affidiamo.

Santa Famiglia di Nazaret,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole di Vangelo
e piccole Chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazaret,
mai più ci siano nelle famiglie
episodi di violenza, di chiusura e di divisione;
che chiunque sia stato ferito o scandalizzato
venga prontamente confortato e guarito.

Santa Famiglia di Nazaret,
fa’ che tutti ci rendiamo consapevoli
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
della sua bellezza nel progetto di Dio.

Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltateci e accogliete la nostra supplica.
Amen.

(Papa Francesco, dalla Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia”).

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 VITA DELLA PARROCCHIA

 

- Domenica 24 aprile

Siamo al terzo appuntamento della Missione nelle piazze, voluta dal Cardinal Vallini, per annunciare il Vangelo della misericordia soprattutto ai “lontani”. Si svolge per cinque domeniche consecutive a piazza dei Re di Roma, dalle 16.30 alle 19.00: tutti siamo invitati a partecipare.

 

- Sabato 30 aprile

Alle ore 18.00, Mons. Angelo De Donatis, Vescovo Ausiliare di Roma, consacrerà diaconi i seminaristi rogazionisti Marco Pappalettera e Michal Nowak. Li raccomandiamo al Signore, perché con la sua Grazia diventino sacerdoti secondo il cuore di Dio. Quindi la Messa prefestiva delle 19,00 è anticipata alle 18,00.

 

- Domenica prossima 1° maggio

Oggi inizia il mese dedicato alla Vergine Maria. Ogni sera, al termine della Messa delle 19:00, faremo un omaggio alla Madre Celeste, con una preghiera ispirata alle litanie mariane. Invitiamo tutti in questo mese a onorare la Madonna  con la recita del Santo Rosario, che in parrocchia avviene ogni sera alle ore 18:15 (il giovedì alle ore 17:30).

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Un pensiero di Sant’Annibale sulla famiglia

 “Per adempiere ai tanti doveri di sposi, di padre e di madre di famiglia, voi coniugi avete bisogno della divina grazia, che vi fu conferita nel sacramento del matrimonio. Ora voi dovete custodirla e farla crescere con la preghiera e con le buone opere. La preghiera serve perché il buon Dio dia lumi e grazie a tutti i genitori, che hanno nelle loro mani la gran messe delle future generazioni, perché sappiano edificare con l’esempio i loro figli  e saperli tenere lontani dai pericoli dell’anima, li crescano con santa educazione e li presentino bene riusciti, o avviati a buona riuscita, a quel Dio che a questo fine loro li ha dati”.

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Gianna Beretta Molla

28 aprile

 C’è un suo capello sotto il nostro altare. Quando il card. Vallini consacrò il nuovo altare della nostra chiesa il 15 novembre 2009, pose nel sepolcro sottostante un cofanetto contenente diverse reliquie di Santi, come vuole la tradizione della Chiesa. Ricordo di aver composto io quelle reliquie di Santi nella cassetta reliquiario insieme con grani di incenso. Fra i vari Santi, il parroco di allora, p.Enzo, volle che ci fossero anche le reliquie dei Santi che furono canonizzati insieme al nostro Sant’Annibale, e fra questi vi era questa madre di famiglia che fu iscritta nell’albo dei Santi il 16 maggio 2004. Il suo corpo non fu mai esumato e ricomposto ma riposa ancora nella tomba di famiglia a Magenta nel Milanese; pertanto quel capello che ci fu inviato come reliquia dalla Diocesi di Milano, era stato trovato su un suo cappotto. Se si guardano le sue foto, si vede sempre una donna bella e solare, con un sorriso che illumina e con un bimbo tra le braccia: a turno uno dei tre figli che nacquero prima dell’ultima, Gianna Emanuela, al parto della quale la nostra Santa morì. Il mondo l’ha conosciuta perché ha donato la sua vita per la vita della figlia: operata di un fibroma all’utero nel secondo mese di gravidanza, Gianna sapeva che portare avanti la gravidanza avrebbe significato un serio rischio per la sua vita e non esitò a dichiarare di preferire la vita della bambina. Preferì morire pur di salvare la vita della figlia Emanuela, alla quale aggiunsero il nome di Gianna in ricordo della madre. Il sabato santo 21 aprile 1962 Gianna partorì e il successivo sabato in albis, 28 aprile 1962, salì al cielo tra dolori immani. Ma come sempre capita, si pensa che la santità consista solo in un gesto eroico: la santità non si improvvisa ed una scelta di tale portata è preparata da tutta una vita di fede. Oltretutto Gianna era medico pediatra e sapeva benissimo a cosa sarebbe andata incontro. La sua fu una scelta cosciente di martirio:  “non c’è amore più grande di chi da la vita!”. La sua fu tutta una vita ricolma di amore: dall’amore ricevuto dai suoi genitori e dagli 8 fratelli di cui due sacerdoti ed una suora; di uno dei fratelli sacerdoti si è aperta la causa di canonizzazione. Poi la storia dolcissima di amore con il suo Pietro, suo marito, l’ingegnere Molla: nel leggere le lettere che lei scriveva al suo fidanzato prima di sposarsi, viene fuori tutta l’anima di questa donna che aveva compreso che il matrimonio era donarsi senza riserve per rendere felice l’altro. Dalla loro unione nacquero 4 figli, ma la piccola Mariolina morì qualche anno dopo la madre. Ora essi sono il memoriale vivente della santità della loro madre, soprattutto Gianna Emanuela che non si stanca di girare il mondo per gridare a tutti il valore sacro della vita e ringraziare il Signore per averle dato una madre così, una madre che ha preferito morire lei piuttosto che lasciar morire la sua piccola bambina. Ma ancora oggi, sono tante le mamme, che seppure non arrivano a un gesto così eroico, muoiono ugualmente mille volte al giorno per i loro figli! Grazie Signore per il dono della mamma!

       Padre Pasquale

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Da un po’ di tempo è sempre una grande emozione alzare gli occhi e vedere il Buon Pastore che ci guarda, guida e sostiene nella vita dall’alto del nostro portale.

Sì perché le nuove vetrate sono così belle che quasi ci fanno entrare nel loro racconto e ci sembra di essere lì, accarezzati e coccolati dal nostro Signore!

Il mosaico rappresenta il racconto del Buon Pastore, circondato da 12 pecorelle e ne stringe una tra le braccia.

In quell’ultima pecorella, coccolata, vezzeggiata, lenita dai dolori della vita ci identifichiamo un po’ tutti: vorremmo essere tutti così, tra le braccia di chi ci Ama con tutto il cuore ed ha dato la vita per noi.

La S. Messa è stata presieduta dal Superiore della Provincia Centro-Nord dei Padri Rogazionisti, Padre Gaetano Lo Russo ed hanno partecipato alcune delle persone che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera, che ringraziamo sentitamente, perché con la loro opera rendono più facile la preghiera e la partecipazione alla liturgia.

Il disegno, veramente bello, è stato realizzato dalla bravissima Suor Agar Loche delle Pie discepole del Divin Maestro, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e la vetrata è stata realizzata dalle “Vetrate d’Arte GiulianiAntica Bottega Artigiana di Vetrate Artistiche  fondata nell’anno 1900 da Giulio Cesare Giuliani. Il tutto, naturalmente, grazie al generoso contributo offerto dal Signor N.H. Robert De Balkany (1931-2015), generoso architetto e famoso immobilarista francese.

 

 

 

 

 

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PREGHIAMO PER I SACERDOTI

 

 

 

 

O Dio onnipotente ed eterno,

degnati di guardare

il volto del tuo Cristo,

l’eterno Sommo Sacerdote

e, per amore di Lui,

abbi pietà dei tuoi sacerdoti.

Ricordati, o Dio misericordioso,

che anche essi

sono deboli e fragili creature.

Mantieni acceso in loro

il fuoco del tuo amore.

Conservali a te vicini,

affinché il nemico

non prevalga su di loro

e non siano mai indegni

della loro sublime vocazione.

O Gesù, ti prego

per i tuoi sacerdoti fedeli e fervorosi,

per i tuoi sacerdoti tiepidi e infedeli,

per i tuoi sacerdoti

che lavorano tra noi

o nelle lontane terre di missione;

per i tuoi sacerdoti

che sono nella tentazione,

per i tuoi sacerdoti che soffrono

la solitudine e l’abbandono,

per i tuoi sacerdoti giovani e anziani,

per i tuoi sacerdoti ammalati

e per quelli agonizzanti,

per le anime dei tuoi sacerdoti

che soffrono nel purgatorio.

Ma soprattutto io ti raccomando

i sacerdoti che mi sono più cari:

il sacerdote che mi ha battezzato,

quello che mi ha assolto

dai miei peccati,

i sacerdoti che hanno celebrato

le Sante Messe

alle quali io ho partecipato

e che mi hanno dato

il tuo corpo e il tuo sangue

nella S. Comunione;

i sacerdoti

che mi hanno insegnato e istruito,

che mi hanno incoraggiato

e consigliato,

tutti i sacerdoti ai quali mi lega

un debito di gratitudine.

O Gesù, conservali nel tuo cuore

insieme alla tua Santa Madre

e dona loro abbondanti benedizioni

nel tempo e nell’eternità.

Amen.

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Vita della Parrocchia

 

*    Domenica 17 aprile –  Oggi è la 53^ Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni: una giornata specialissima per noi che viviamo la spiritualità di Sant’Annibale.

           Essendo la “Domenica del Buon Pastore”, durante la S. Messa delle 10:30 il Superiore della Provincia Rogazionista “S. Antonio”, Padre Gaetano Lo Russo, benedirà la nuova vetrata del Buon Pastore.

           Alle ore 19:00 P. Firas (Gabriele) Kidher, sacerdote rogazionista irakeno, celebrerà la sua Prima Messa nella nostra chiesa parrocchiale. Verrà ordinato sacerdote questa mattina in S. Pietro da Papa Francesco. Preghiamo per lui!

 

*    Domenica scorsa è iniziata la Missione nelle piazze, voluta dal Cardinal Vallini, per annunciare il Vangelo della misericordia soprattutto ai “lontani”. Si svolge per cinque domeniche consecutive a piazza dei Re di Roma, dalle 16.30 alle 19.00: tutti siamo invitati a partecipare.

 

*    Giovedì 21 aprile  – Alle ore 17:00, nella sala Sant’Annibale, Don Giuseppe De Virgilio guiderà la Lectio Divina sulla figura di Zaccheo (Lc 19,1-10).

 

*     Sabato 23 aprile –  E’ l’11° anniversario di Ordinazione Sacerdotale di Padre Pasquale: chiediamo per lui copiose grazie perché possa essere strumento della misericordia di Dio nel suo ministero.

 

 

 

 

 

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Egidio di Assisi

23 aprile

 

 

 

Non si parla d’altro nelle vie del borgo: quel giovane pazzo ha ripudiato pubblicamente il padre e si è stabilito a vivere in una boscaglia. Forse anche Egidio lo ha invidiato qualche volta….lo chiamavano infatti il “re delle feste” per la vita gaudente tra lussi sfrenati e piaceri della vita. Lui, invece, Egidio, non è benestante…è un povero bracciante. Siamo ad Assisi nell’aprile del 1208: Francesco da alcuni mesi ha cambiato radicalmente vita volendo vivere l’essenziale del Vangelo. Nel frattempo due suoi amici, Bernardo e Pietro, lo hanno seguito. Qualche giorno dopo, il 23 aprile del 1208, nella festa del gran cavaliere S.Giorgio, Egidio lascia la sua famiglia e il suo campo e corre da Francesco: sarà il suo terzo compagno. Egidio non ha nulla da lasciare perché già non ha nulla. Possiede solo un mantello e come novello San Martino, un giorno lo dona ad un povero. E’ un uomo semplice, non colto, ma col grande dono dell’ilarità che mette a frutto durante la predicazione. Conoscendo il suo desiderio di viaggiare, Francesco lo porta con sé in giro per l’Italia e lo invia poi con Bernardo in Spagna presso il Santuario di Compostela. Non è l’unico Santuario che Egidio visita peregrinando per il suo mondo: lo troviamo alla grotta di S. Michele sul Gargano, al Santuario di S. Nicola a Bari ed infine al Sepolcro di Cristo a Gerusalemme. Cammina tanto con Francesco e con gli altri primi dieci frati. E’ presente anche a Roma quando Innocenzo III accorda a voce al Poverello la prima forma della Regola. Prende alla lettera gli insegnamenti di Francesco il quale un giorno gli aveva detto: “Dobbiamo predicare con la vita e con le azioni e se c’è bisogno anche con le parole”. Proprio per questo Egidio mette a frutto la sua giocondità predicando attraverso il mimo e i gesti. Per indicare per esempio il dolore dell’inferno fa le facce brutte e si contorce tutto; mentre per mimare il Paradiso fa il gesto del suonare le campane in segno di festa. Insomma è davvero il più originale dei primi compagni di Francesco. Ma dopo aver camminato tanto, arriva anche per lui il momento di fermarsi. Si ferma innanzitutto dinanzi a Francesco morente quella sera del 3 ottobre 1226, quando Francesco volendo benedire Bernardo che fu il suo primo compagno, essendo cieco, alza la mano e tocca invece la testa di Egidio. Dalla morte di Francesco in poi lo troviamo a fare vita eremitica nei conventi dell’Umbria, in particolare a Monteripido, vicino Perugia dove muore il 23 aprile del 1262, nello stesso giorno in cui si era aggregato a Francesco. Proprio per questa data della festa del cavaliere S. Giorgio che ricorre nella sua vita, Egidio è chiamato da Francesco: “il cavaliere della nostra tavola rotonda”. Per la sua umiltà, Egidio chiede al Signore di non fare miracoli dopo la morte e di essere dimenticato; invece proprio per la sua umiltà è subito venerato come santo dal popolo senza alcun atto ufficiale della Chiesa. Solo Pio VI nel 1777 conferma solennemente che Egidio è santo “per la sua intrepida fede e la sua mirabile semplicità”.

     Padre Pasquale

 

 

 

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PREGHIERA A CRISTO RISORTO

 

 

 

O Gesù,

che con la tua risurrezione hai trionfato

sul peccato e sulla morte,

e ti sei rivestito di gloria

e di luce immortale,

concedi anche a noi

di risorgere con te,

per poter incominciare

insieme con te

una vita nuova,

luminosa,

santa.

 Opera in noi, o Signore,

il divino cambiamento

che tu operi

nelle anime che ti amano:

fa’ che il nostro spirito,

trasformato mirabilmente dall’unione con te,

risplenda di luce,

canti di gioia,

si slanci verso il bene.

Tu, che con la tua vittoria

hai dischiuso agli uomini orizzonti infiniti

di amore e di grazia,

suscita in noi l’ansia

di diffondere

con la parola

e con l’esempio

il tuo messaggio

di salvezza;

donaci lo zelo e l’ardore

di lavorare

per l’avvento

del tuo regno.

 Fa’ che siamo saziati

della tua bellezza

e della tua luce

e bramiamo

di congiungerci a te

per sempre.

Amen.

 

 

 

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Vita della Parrocchia

 

 

⇒    Domenica 10 aprile – Oggi la Chiesa italiana celebra la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Le offerte raccolte nelle Messe saranno destinate a sostenere le attività dell’Università.

               Oggi è anche la Giornata della carità parrocchiale. Ricordiamoci dei poveri, deponendo nelle ceste dinanzi all’altare, alimenti non deperibili, oppure un’offerta nell’apposita bussola. Grazie!

                Oggi inizia la Missione nelle piazze, voluta dal Cardinal Vallini, per annunciare il Vangelo della misericordia soprattutto ai “lontani”. Si svolgerà per cinque domeniche consecutive a piazza dei Re di Roma, dalle 16:30 alle 19:00. Animeranno anche le comunità del Cammino della nostra Parrocchia: tutti siamo invitati a partecipare.

 

⇒    Lunedì 11 aprile -  Alle 18:15 la Comunità di S. Egidio anima in chiesa la preghiera di  intercessione per i malati.

Alle ore 21:00, nella sala sant’Annibale: preghiera del Gruppo Giovani.

 

⇒    Venerdì 15 aprileAlle ore 20:30 si svolgerà nella sala Sant’Annibale, la Scuola di preghiera guidata da Padre Pasquale e aperta a tutti.

 

⇒   Domenica prossima 17 aprile -  Sarà la 53^ Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni: una giornata specialissima per noi che viviamo la spiritualità di Sant’Annibale. Ci prepareremo con un Triduo di preghiera che si svolgerà giovedì, venerdì e   sabato con il S. Rosario vocazionale alle 17:30, l’adorazione alle ore 18:00 in cappella e la S. Messa delle 19,00.

           Essendo la “Domenica del Buon Pastore”, durante la S. Messa delle 10:30 il Superiore della Provincia Rogazionista “S. Antonio”, P. Gaetano Lo Russo, benedirà la nuova vetrata del Buon Pastore.

            Alle ore 19:00 P. Gabriele Firas, sacerdote rogazionista irakeno, celebrerà la sua Prima Messa nella nostra chiesa parrocchiale. Verrà ordinato sacerdote la mattina in S. Pietro da Papa Francesco. Preghiamo per lui!

 

 

 

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UN santo alla volta

 

 

Bernadette Soubirous

16 aprile

 

Non è Santa perché ha visto la Madonna! E’ santa perché in 35 anni di vita questa povera donna ha solo accumulato sofferenze e patimenti, fisici e morali, umiliazioni e delusioni: tutto vissuto con una fede straordinaria. Prima gli stenti della povertà nella casa paterna: primogenita di nove figli di un mugnaio; non avevano di che mangiare e di che curarsi. A sei anni soffriva già di asma, vivendo in una capanna senza luce né aria. Poi il prendersi cura dei fratelli più piccoli e le faccende di casa; di sera andava al catechismo da una donna pia ma era talmente stanca della giornata che non apprendeva nulla. La vicenda delle apparizioni poco lontano dal suo villaggio di Lourdes, fu per lei più una prova che una grazia. La Madonna le apparve in totale 18 volte: da quel giovedì grasso dell’11 febbraio 1858 fino al 16 luglio dello stesso anno, ricorrenza della Vergine del Carmelo. Appena la voce delle apparizioni si diffuse, cominciò per Bernadette un vero calvario di persecuzioni e di umiliazioni da parte delle autorità civili, militari e religiose. Stette anche in carcere per qualche giorno, ma testarda com’era di carattere, non si arrese mai alla menzogna e sempre affermò con purezza di cuore di aver visto e parlato con la bella Signora che in tre occasioni le rivelò di essere “l’Immacolata Concezione”. Anche quest’ultimo particolare, Bernadette nella sua umiltà, lo attribuiva alla sua testardaggine che per tre volte le fece chiedere alla Madonna il suo nome. Lei diceva di se stessa che la Madonna non aveva trovato sulla terra una creatura più povera di lei e che se ci fosse stata, l’avrebbe di sicuro scelta. Davvero era povera, non solo materialmente, ma anche culturalmente e spiritualmente; ma la vera povertà di Bernadette fu quella evangelica, cioè l’umiltà che la spinse ad unire sempre alla Croce di Cristo le sue sofferenze. Avrebbe avuto tutto il diritto di lamentarsi. Appena divenuta suora a Nevèrs, dove poi morì, fu perseguitata: la sua maestra di noviziato la considerava superba per via delle Apparizioni e lei non si ribellò mai…anzi nelle ricreazioni moltiplicava l’allegria per il Signore. Il giorno della sua prima professione quando le Suore ricevevano la prima obbedienza dal vescovo, fu mortificata davanti a tutti perché ad alta voce la Madre generale disse: “Non è buona a nulla…non sappiamo cosa farle fare”. Bernadette soffrì terribilmente ma non si angustiò: accettò di lì a poco il compito di infermiera della comunità e lo svolse con amore fino a quando tutti i malanni che il suo corpo aveva accumulato negli anni, esplosero. Fu soprattutto un tumore al ginocchio che la costrinse a letto, dove morì a soli 35 anni, ripetendo ancora una volta: “Si! Si! L’ho vista la Bella Signora…l’ho vista!”. D’altronde la “Bella Signora” le aveva detto già nella prima apparizione: “Non ti farò felice in questo mondo, ma nell’altro”. E così fu! Bernadette si addormentò nel Signore piccola e povera, ma entrò ricca e grande nel Regno dei cieli.

P. Pasquale

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ATTO DI FIDUCIA NELLA DIVINA MISERICORDIA

 

 

Ti saluto,

misericordiosissimo

Cuore di Gesù,

viva sorgente

di ogni grazia,

unico rifugio ed asilo per noi.

In Te ho la luce

della mia speranza.

Ti saluto,

Cuore pietosissimo

del mio Dio,

illimitata e viva

sorgente d’amore,

da cui sgorga la vita

per i peccatori,

e sei fonte di ogni dolcezza.

Ti saluto

o Ferita aperta

nel Sacratissimo Cuore,

dal quale sono usciti

i raggi della Misericordia

da cui ci è dato

attingere la vita,

unicamente

col recipiente della fiducia.

Ti saluto

o imperscrutabile

bontà di Dio,

sempre smisurata

ed incalcolabile,

piena d’amore

e di Misericordia,

ma sempre santa,

e come una buona madre

chinata verso di noi.

Ti saluto,

trono della Misericordia,

Agnello di Dio,

che hai offerto la vita per me, davanti a cui

ogni giorno

la mia anima si umilia,

vivendo

in una fede profonda.

                                               S. Faustina

 

 

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Vita della Parrocchia

 

 

 

◊  Domenica 3 aprile - Oggi, 3 aprile, Domenica in albis e Festa della Divina Misericordia, alla Messa delle 10,30 ci sarà la Consegna del Credo ai Cresimandi: ultima tappa prima del conferimento del sacramento nel maggio prossimo. Preghiamo per questi ragazzi della nostra comunità perché siano fortificati dal dono dello Spirito.

 Seguirà in Oratorio alle ore 11:30 la “Festa della Misericordia” per tutti i bambini e ragazzi e le famiglie, animata da “Salvotutti show”. Partecipiamo!

 

◊  lunedì 4 aprile - Si celebra la solennità dell’Annunciazione, rimandata dal 25 marzo che era Venerdì santo e al seguito dell’Ottava di Pasqua.

 

◊  Giovedì 7 aprile - Dopo la Messa della sera, esponiamo il Santissimo per l’adorazione personale. Alle ore 21:00 i Seminaristi Rogazionisti animano l’Ora Santa per le vocazioni. Al termine, intronizziamo l’Eucaristia nella cappella, per l’adorazione notturna libera fino alle sei del mattino. Iscrivetevi per i turni.

 

◊  Venerdì 8 aprileAlle ore 19,00 nel salone del 2° piano si terrà l’incontro di tutti i genitori di Prima Confessione con p. Pasquale e i catechisti, per organizzare la celebrazione e la festa del sacramento.

 

◊  gita delle famiglie –  Domenica 10 aprile, 2^ domenica del mese, la Giornata delle famiglie sarà sostituita da una Gita a Subiaco per tutte le famiglie della catechesi e della Parrocchia. Ci si iscrive in segreteria del catechismo entro martedì 5 aprile.

 

 ◊  Domenica prossima, seconda del mese, è anche la Giornata della carità parrocchiale. Ricordiamoci dei poveri, deponendo nelle ceste dinanzi all’altare, alimenti non deperibili, oppure un’offerta nell’apposita bussola. Grazie!

 

 

 

 

 

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UN santo alla volta

Maria di Cleofa

9 aprile

 

 

Cari amici, riprendiamo dopo la pausa pasquale, la nostra rubrica settimanale “Un santo alla volta”, parlando questa settimana proprio di uno dei personaggi della Pasqua, una delle donne che seguirono Gesù fin sul Calvario e che furono testimoni della tomba vuota: Maria di Cleofa. Seguendo i Vangeli scopriamo che Cleofa (o Cleopa) era uno dei fratelli di San Giuseppe, probabilmente lo stesso Cleopa che il giorno della risurrezione camminò con Gesù verso Emmaus. Non solo dunque Maria di Cleofa era la cognata della Madonna, ma anche la madre dei cugini di Gesù, secondo quanto ci narrano i Vangeli che la chiamano anche “madre di Ioses”(Giuseppe) e “madre di Giacomo il minore” che è definito altrove anche “Giacomo di Alfeo” (variazione di Cleofa); ma anche madre di Simone e Giuda (Taddeo) che vengono definiti in Mc 6,3 i “fratelli di Gesù”. Sappiamo che nel linguaggio ebraico “fratelli” voleva anche dire parenti prossimi, cioè cugini; erano quindi presenti nel collegio dei Dodici ben tre cugini di Gesù. Maria di Cleofa probabilmente aveva fatto parte delle donne che avevano seguito Gesù fin dalla Galilea e lo avevano assistito con i loro beni, ma il suo ruolo principale è negli eventi della Pasqua. E’ presente innanzitutto sotto la croce dove Giovanni la definisce “sorella di sua madre”, cioè di Maria, Madre di Gesù. La mancanza di congiunzione nel testo greco tra “sorella di sua madre” e “Maria di Cleofa” (cf Gv 19,25-27) e l’alta improbabilità che due sorelle avessero lo stesso nome, ci porta a pensare che siano la stessa persona e che per “sorella” come era costume parentale ebraico, si intendesse parente prossimo, in questo caso cognata. Anche gli altri tre Vangeli la mettono sotto la croce chiamandola ora “Maria di Giacomo” ora “l’altra Maria”; secondo Matteo e Marco è presente anche al momento della sepoltura di Gesù, ma soprattutto tutti i Vangeli sono concordi nel porla tra le donne che “il primo giorno dopo il sabato” si recarono al sepolcro e trovarono la tomba vuota. Pensare a Maria di Cleofa, ci fa riflettere su come anche i parenti di Gesù, in questo caso sua zia, fecero parte del suo Mistero e furono coinvolti nella sua missione. Chissà cosa avrà provato Maria di Cleofa nel vedere gli angeli che annunciarono la risurrezione? Infatti, suo marito Cleopa, lungo la via di Emmaus, dice a Gesù: “alcune donne delle nostre ci hanno sconvolti. Recatesi al mattino al sepolcro e non avendolo trovato, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli i quali annunciano che Egli è vivo” (Lc 24,13-35). Probabilmente Cleopa lo aveva appreso direttamente dalla voce della moglie che fu così la prima evangelizzatrice della sua famiglia.

P. Pasquale

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